Tornando a casa

Dalla trasferta di Sulmona ritorno arricchita di alcune importanti considerazioni: il salame abruzzese non presenta immediate e risolutive proprietà dimagranti come speravo; gli abruzzesi sono incredibilmente ospitali, almeno quelli che ho conosciuto io (grazie Antonella e Fabio!); esistono anche scuole pubbliche, come il liceo scientifico Enrico Fermi, tenute meglio di casa mia, lucide e pulite, e organizzate come un orologio (svizzero, così rendiamo giustizia alla nazione da me arbitrariamente insultata). Si parlava di educazione, e di come famiglia e scuola debbano lavorare insieme. E ci mancherebbe. Però io ho esordito dicendo che quando, a un quarto di secolo dalla mia prima elementare mi sono trovata tra le mani i libri di scuola dei miei figli ho pensato: “bene, questi sono i libri con i giochini per il pomeriggio, ma quelli per studiare?”.

Nessuno mi ha lanciato ortaggi, ma certo non ho vinto il premio miss simpatia, temo. Gli altri sul palco dicevano che la scuola deve far sentire il ragazzo amato e apprezzato, non solo sapere ma anche saper fare e saper essere, e via dicendo. Io invece credo che ognuno debba fare la propria parte: e quella della scuola è insegnare. Il sapere nozionistico non sarà tutto, ma mi pare un buon inizio. Insegnare a scrivere, leggere e far di conto è un obiettivo già abbastanza ambizioso, e dovendo scegliere, meglio due ore in più di analisi logica che corsi sulle danze popolari; moltissimo meglio la matematica che l’educazione all’affettività (che Dio ce ne scampi); meglio sapere che se non fai i compiti il giorno dopo te ne prendi il doppio, e un quattro sul registro. Attualmente invece a me pare che se i compiti li fanno o non li fanno cambia poco (a parte che poi devono fare i conti con me e con altri genitori che fanno il loro dovere). Comunque i confetti erano buoni.

Ieri mattina ho poi appreso un’altra notizia: Roma esiste anche alle sette e mezza di mattina. Chi l’avrebbe mai detto. Approfittando della sonnolenza dei figli reduci dalla gita abruzzese l’ho attraversata da sola per andare alle otto a san Pietro. Il cardinal Comastri ha celebrato una messa per il Movimento per la vita sulla tomba di Giovanni Paolo II. Io ero abusiva, perché non appartengo attivamente al Movimento, anche se tifo tutto il lavoro che fa a difesa della vita. Allo scambio della pace mi sono girata e ho visto una marea di gente dietro le transenne di legno (il cardinale è andato a dare la comunione anche a quella folla, poi). Mi sono resa conto del mio privilegio immotivato. Per espiare comunque sono stata in piedi (e, diciamo la verità, anche per ampliare lo spettro delle possibilità di non addormentarmi), con la mia borsa pronta in caso di improvviso viaggio oltreoceano ben salda sulla spalla – quindici comodi chiletti di spazzolino, olio per capelli, diario dalla terza media e set per unghie. Resa vigile e stranamente attenta dalla borsa all’Ununoctio a segare la spalla sono anche riuscita a sentire l’omelia. Comastri, citando Tertulliano e la Didachè, ha ricordato come prima di Cristo i bambini non valessero una cicca, quelli piccoli, figuriamoci quelli non nati: se l’infanticidio e l’aborto fossero leciti o meno, non era un problema che qualcuno si ponesse. I cristiani sono stati i primi a parlare di rispetto della vita umana. E’ che prima di Cristo l’uomo era un nulla destinato alla morte eterna, dopo di Lui una creatura che ha la possibilità di diventare figlio di Dio, destinato alla vita eterna. Effettivamente l’idea che siamo creature predilette, e non statuette di terra che si scioglieranno con la pioggia, aiuta a vedere preziosa la nostra vita. Un rispetto che non viene facilissimo se uno – dice Comastri – la pensa come Flores d’Arcais, che ha scritto che noi siamo una specie di scimmia “sbagliata”, frutto di un errore di trasmissione del dna, o come Odifreddi che parafrasando il nostro Credo dice “aspetto la dissoluzione della morte e non la vita del mondo che non verrà”.

Ma la notizia di oggi, comunque, è che è il compleanno di Bernardo. Compie nove anni l’uomo roccia, il filosofo, il paziente fratello che spiega fino a trentacinque volte consecutive la stessa cosa alle sorelline, il bambino che le maestre mi chiedono sempre di potersi portare a casa, il calciatore che non piange se non lo fanno giocare, il surreale compositore di canzoni nonsense come AI tuist bai de uai, l’essere più testardo del globo. Auguri, amore (anche se so che a te non te ne può fregare di meno: “prima vedere regalo, poi parlare”).

117 pensieri su “Tornando a casa

  1. Daniela Corbellini

    EVOLUZIONE

    Quello che mi impressiona, alla vista di una scimmia, non è che lei sia stata il nostro passato: è questo presentimento che lei potrebbe essere il nostro futuro.

    Mario Quintana

  2. fefral

    “Gli altri sul palco dicevano che la scuola deve far sentire il ragazzo amato e apprezzato, non solo sapere ma anche saper fare e saper essere, e via dicendo. Io invece credo che ognuno debba fare la propria parte: e quella della scuola è insegnare.”
    d’accordo ma non del tutto.
    Il compito della scuola è insegnare, ma anche far crescere armonicamente un ragazzino, lasciargli i suoi tempi, non assillarlo con ansia da prestazione alle scuole elementari, non pretendere che legga un giornale o sappia discutere dei diritti dei bambini a 8 anni, assegnare i compiti, certo e controllare che li faccia, ma che siano compiti adeguati e non tarati sul livello più alto della classe lasciando che i bambini con qualche difficoltà arranchino nello sforzo di terminarli e si sentano poi giudicati dagli altri.
    Parlo della scuola elementare (ho esperienza solo di questo) e quello che noto è che i bambini vengono pressati molto più di quanto succedeva a noi su cose che vanno molto oltre saper leggere e scrivere e far di conto. E vedo che la collaborazione casa-famiglia si traduce in un’ingerenza continua delle insegnanti nell’equilibrio familiare ma non vale il contrario, non vale cioè che io possa suggerire alle maestre un modo diverso di insegnare la storia per mia figlia dislessica mentre loro possono liberamente criticare il fatto che io tornando a casa da lavoro alle 18 non posso dare ai figli il tempo di cui hanno bisogno.
    Per scelta ho optato la scuola statale: è compito dello stato garantire l’istruzione ed è giusto che lo faccia. Le scuole private, come sono oggi, sono appannaggio per ricchi e offrono ambienti chiusi e limitati. Non dovrebbe essere così. Dovrebbe essere data a chi è in grado e ha voglia di farlo la possibilità di offrire un’alternativa valida alla scuola statale che sia accessibile a tutti. Al momento non è così e la scuola pubblica è il meno peggio che ho trovato per i miei figli. Ma davvero è un meno peggio parecchio scarso!
    Scusate lo sfogo…. ho avuto un anno scolastico pesante e tra elezioni, ballottaggi e referendum è anche praticamente finito! Perchè poi ovviamente i genitori che lavorano (questi disgraziati genitori snaturati!!!) devono anche fare i salti mortali per riempire il tempo libero dei figli in loro assenza, figli abbandonati a se stessi (certo molto meglio le mamme che se li portano a giocare a burraco con le amiche e li lasciano là ad ascoltare i loro pettegolezzi sulle corna della mamma di Gigino col papà di Susetta), figli che cresceranno col trauma infantile di avere avuto un papà e una mamma che lavorano entrambi (che sfigati eh?) e che non possono leccare il culo alle insegnanti tutti i giorni all’uscita della scuola!
    Buona giornata, devo scappare.
    Auguri a Bernardo!!!

  3. Tutto suo padre, allora, orso doc anche il figlio? Auguri piccolo grande Berni!!!! 🙂
    Ciaaaao!Buongiorno a tutti e bentornata a Costy!!
    “Purtroppo” stamattina devo uscire presto e poi ho anche un appuntamento riguardante la salute e non ho tempo per rispondere anche se su scuola ed educazione ne avrei da dire. Devo aggiungere che questa settimana sarò in difficoltà perchè devo condurre l’ultimo percorso di educazione all’affettività dell’anno e quindi la mattina parto presto…MOLTO sinteticamente posso dire che sulle danze popolari e la matematica sono d’accordo anche io, ma rispetto all’educazione all’affettività , sicuramente se le famiglie facessero di più non ci sarebbe bisogno di andarci io…Per come la vedo da addetta ai lavori, questi percorsi e questi spazi hanno un intento assolutamente riparatorio.
    Comunque tranqui, Costanza : a scuola mio figlio non fa nè la matematica, nè le danze, nè l’affettività; la figlia fa solo tanta matematica…ed infatti è la più “robusta”!
    😉

  4. Ah! Un’altra cosa volevo dire, secondo me doverosa : vorrei lanciare un pensiero alla piccola Elena, bimba morta dopo che il padre l’ha lasciata in macchina sotto il sole per delle ore convinto di averla già portata al Nido. Sta passando il messaggio che è una cosa che può succedere a tutti e si sta annacquando il tutto nella donazione degli organi.
    Ora va bene che gli uomini sono diversi da noi e bla bla bla, perchè andando avanti di questo passo il punto di approdo sarà ben altro che una scimmia….
    :-((((((

    1. Fefral

      “sta passando il messaggio che è una cosa che può succedere a tutti”
      Io sinceramente non mi sento di escludere che possa succedere anche a me. Viviamo sempre di corsa, combattendo contro il tempo e le difficoltà ogni giorno, ogni ora, a volte andiamo avanti per inerzia. Io non riesco a giudicare quel padre, non so se è un padre che pensa a se stesso o se era semplicemente stanco, alla frutta, come succede a me ogni giorno, e credo a molti altri genitori, bravi e meno bravi.
      Mi limito a pregare per la bimba e per i suoi genitori. Una cosa così credo mi ucciderebbe

      1. Elena

        concordo. Del resto l’anno scorso era successo ad una mamma… Mia cognata ha pregato le educatrici che qualora non vedessero arrivare la bambina, avvisassero uno dei genitori.

  5. giuliana zimucci

    Ora devo portare a scuola i bambini e fare la spesa…. ma sull’argomento scuola ho anche io qualcosa da dire. Ma dovrete aspettare un paio d’ore (ecchissenefrega direte voi….pazienza mi sopporterete!).

    Ovviamente AUGURI BERNARDO!!!! sono la tua tifosa numero 1!

  6. LUIGI: il seguito de “I morti” di Joyce, una scrittura senza Dio (se Dio vole!)!!!
    I giornali dicevano il vero: c’era neve dappetutto in Irlanda. Neve cadeva su ogni punto della oscura pianura centrale, sulle colline senz’alberi; cadeva lieve sulle paludi di Allen e più a occidente cadeva lieve sulle fosche onde rabbiose dello Shennon. E anche là su ogni angolo del cimitero deserto in cima alla collina dove era sepolto Michael FurY. S’ammucchiava alta sulle croci contorte, sulle tombe, sulle punte del cancello e sui roveti spogli. E l’anima gli svanì lentamente mentre udiva la neve cadere stancamente su tutto l’universo, stancamente cadere come scendesse la loro ultima ora, su tutti i vivi e i morti:

  7. La scuola: Certo, insegnare, ma fare anche stare “bene” i ragazzi, che il maestro o il professore non sia noioso, che abbia entusiasmo lui stesso e si senta, che faccia sentire contenti di essere insieme, tra sé e il professore e tra loro, che si possano anche movere, che ci siano ambienti dove attaccarsi a delle sbarre rotolarsi per terra nuotare, fare la doccia, che ci sia asciugamani, che le classi siano accoglienti, che si abbia piacere di essere a scuola, che si legga insieme, che si veda cinema, se ne parli, che ci si comporti da persone (ragazzi seri).Cosa volete che sia imparare un po’ di matematica o di sillabe da sillabare? L’importante è che siano presi sul serio, i ragazzi, e nello stesso tempo con animo positivo.
    Ma questo è impossibile: quasi tutti gli insegnanti: 1) delle teste di cazzo 2) anche i genitori lo stesso 3)quindi anche lo diventano i ragazzi

  8. Buongiorno a tutti, buongiorno Alvise,
    ma davvero pensi tutto quello che hai scritto?
    Io insegno nella scuola elementare e sono sconvolta: non si insegna più niente, addirittura non si possono dare i compiti, l’anno scorso il nostro dirigente ce lo ha vietato perché i genitori si erano lamentati, ha mandato una circolare in cui diceva che le maestre erano tenute a dare un solo compito solo nel weekend, una cosa che richiedesse al massimo mezzor di tempo per essere eseguita. Siamo alla frutta.
    Quand’è che i nostri bambini impareranno il senso del dovere, il sacrificio, il pensare in prospettiva, al futuro e non solo ai successivi 5 minuti, quando capiranno che posporre un piacere spesso rende il piacere più grande, quando capiranno che se comprano 20 pacchetti di figurine a 1 euro perdono la possibilità di comprarsi un regalo vero da 20 euro?
    Quando capiranno che rilassarsi presuppone che si sia fatto qualcosa di faticoso prima, e che quello che mangiano è frutto del lavoro e della fatica e spesso della noia dei genitori, e che non tutto è dovuto?
    È la generazione del tutto e subito, senza per favore e anche con stizza se non lo si ottiene.
    Scrivono sui muri, buttano carte a terra, il mondo è tutto loro ma non se ne prendono cura e poi si lamentano se non è di loro gradimento.
    la colpa é anche della scuola e degli insegnanti, hai agione, siamo tutti delle teste di c****, ma lo siamo perchè vogliamo fare “psicomotricità” e “educazione all’alimentazione” ma poi prendiamo i nostri figli in braccio per non fargli fare le scale e se non vogliono la verdura gli diamo le patatine fritte.
    Ci vorrebbe, secondo me, un bel numero di fogli di quaderni riempiti con “a” e “b” e “c”, una noia, davvero, ma chi l’ha detto che nella vita non ci debba essere l momento per annoiarsi? Quando non si ha niente da fare la testa deve riempire il vuoto, ed è allora che si comincia a pensare, e forse ne viene fuori qualcosa di buono.

    1. Ti vorrei baciare in fronte sempre di più! Vorrei affiggere il tuo commento su tutti i muri di tutte le città d’Italia, mannaggia se l’avessi saputo avrei mandato te a Sulmona, che hai più titolo di parlare!

    2. Sì, hai ragione, la scuola è un disastro, che fare?
      Creare delle scuole modello? Per tutti? Per pochi?
      Per nessuno? Se il difetto è nella Società, che fare?
      Isolarsi? come si sente dire, “cerchiamo di cambiarla” LA SOCIETA? come, in che maniera, su che basi, cominciando da dove?Forse levare la scuola sarebbe un’ipotesi non da poco.Creare degli ambienti tipo educazione SPARTANO- ATENIESE MISTA alla forza,alla bellezza, all’orgoglio, alla autonomia, e lo scrivere e i numeri verrebbero da sé, quale impresa sarà mai oggi imparare due numeri e due sillabe? Poi il resto lo farà chi vorrà, lavoro più presto per chi non vuole più, non ce l’ha mica ordinato il dottore di studiare, scuola solo per chi vuole e per chi è bravo, levare il valore legale ai titoli di studio, rinseccolire le Università e che ci vadano solo quelli bravi, è inutile che vada all’Università una testa di cazzo, eliminare la metà dei professori universitari e non, fare ricerca non per esempio di “Storia della tassa sui cani in Europa nel secolo decimonono” ma come direbbe Luigi, di robe toste, vere, utili, portanti, e qelli che non ci rientrano, che non gli piace, che non si sentano socialmnte discriminati, anzi! dargli il sussidio per vivere, salvo che gli si trovi un lavoro, non ci autocreiamo la tragedio della scuola, la scuola che vada a fare in culo, i professori anche, con le tasse far vivere tutti,
      far studiare chi ha cervello, gli altri pari soldi, dignità, casa, figlioli, amanti, troie, quello che uno volo, ma basta scuola, SCUOLA FINITO CHIUSO!!!

    3. DaniCor

      Allora mi sa vivo in un’isola felice. Mio figlio, seconda elementare, alla richiesta della nonna di andare in montagna partendo il giovedì ha risposto: “Ma e la scuola?”, lei fa “non ci vai” Lui: “Ah no, poi mi tocca recuperare una valanga di cose più i compiti (che aggiungo sci sono sempre e tanti!), non ne vale la pena, grazie nonna “

    4. Laura C.

      “Siamo alla frutta” dici tu Genoveffa, ed è vero. Mia figlia, quarta elementare, vive i compiti per casa – pochissimi – come un’enorme seccatura da far furi più in fretta possibile per poi giocare, giocare, giocare… Per cui quelle due volte all’anno che deve studiare per una verifica, diventa isterica. Passa i primi venti minuti a brontolare con frasi del tipo “non ce la farò mai”, “c’è troppa roba da studiare”, “questa stupida testa non si ricorda niente” e via dicendo (generalmente, quando incomincia con questa litania io incomincio a pregare altrimenti va a finire che la sopprimo, dato che la pazienza non è una virtù che posseggo…) Poi non sa come studiare e allora vuole ripetere le cose davanti a me (francamente, non ricordo di avere mai coinvolto mia mamma per i compiti! quindi: dove ho sbagliato?). Vabbè, ma se invece di due verifiche all’anno ne facessero venti? Forse un bambino imparerebbe, per abitudine almeno, ad affrontare una fatica di questo tipo, con la tensione che ne deriva… Poi sento che la tale compagna che piange quando prende un brutto voto, viene subito consolata dalla maestra che le dice di non preoccuparsi perchè quel voto non fa media. Ma che è? Se ha preso un brutto voto vuol dire che dovrà studiare di più o in altro modo… Mah!
      Ieri mattina mia figlia è partita con la classe per andare una settimana al mare, a Cesenatico. Ho assistito a delle scene inquietanti… Un bambino, accompagnato dai genitori e da quattro nonni, è sceso urlando dal pullman dicendo che lui non voleva partire… e la povera creatura è stata accolta dalle braccia amorevoli del papà (è questa la cosa sconvolgente) che se lo è riportato a casa… Mi sembra un gran danno per la creatura in questione… Poi ho visto bambine spigliatissime sciogliersi in lacrime, assieme alle relative mamme che le salutavano dal marciapiede (con occhi da panda!)… E poi c’era mia figlia che è stata “grande”! Proprio lei, che tutte le mattine nel cortile della scuola salda la sua mano con la mia e da quattro anni mi dice “mi saluti tanto?” e io le rispondo “si, ti saluto tantissimo”, che durante quei venti metri che separano la fila dall’entrata mi saluta otto volte (e guai se perdo l’ultimo saluto sulla porta perchè vengo cazziata sistematicamente…), beh, proprio la mia bimba è partita con il sorriso sulle labbra, salutando con eccitazione! Certo non è la prima volta che stiamo lontane… il fatto è che considero mia figlia come un regalo del Signore; il mio compito è amarla (e Dio solo sa quanto l’amo!), trasmetterle la fede e poi lasciarla andare… certa che Dio e il suo angelo custode rimedieranno a tutti, ma proprio tutti, i miei errori – miei e quelli di suo padre! E che, sbaglio solo io?!
      Intanto, durante questa settimana, io e mio marito faremo i fidanzatini, che non è male…
      Mi unisco alla tua gioia per Filippo – per il quale prego tutte le mattine durante le lodi!

  9. Un’altra cosa sulla scuola: Perché pubblica? Perché il rimescolio con altri ragazzi di altre famiglie di tutti i generi con professori egualmente casuali per tutti senza ambienti pastorizzati pressusizzati contro l’esterno lurido servirebbe da prevaccinazione che prepari a impreviste vicissitudini: Pensate a dei ragazzi che “andessero” a scuola da dei Socci privati, che ragazzi ne uscirebbe, delle larve? Anche se nelle biografie di Socci c’è scritto che lui veniva da famiglia “proletaria”, ma questa è una dimostrazione in più che non c’è pericoli nel rimescolamento, visto che potrebbero egualemnte venire fuori dei Socci ortodossi anche, e a maggior ragione, forse, da ambienti, cosiddetti, popolari.

    1. DaniCor

      Io ho fatto solo scuole private cattoliche (anche dopo che i miei avevano perso lo status economico di prima si sono fatti un mazzo per farci studiare). Non mi credo un’ameba.

  10. Daniela Corbellini

    Ciao a tutti!
    Bell’argomento la scuola. Io non ne avevo idea di com’era in Italia, sono rimasta pó male!
    In primo luogo sono d’accordo che il compito della scuola sia insegnare ( il maestro insegna ciò che sa, i genitori insegnano ciò che sono ).
    Ma sono d’accordo anche con chi dice che oggi la scuola deve tamponare le mancanze della stragrande maggioranza dei genitori che delegano tutto alla scuola, ma poi se qualcuno dice qualcosa ai loro poveri angioletti, guai!
    Alvi, sono quasi completamente d’accordo con la scuola che vorresti tu, ma è utopia pura. Se un bambino saltando o correndo si fa male, apriti cielo!!! Scattano le denunce! Mio figlio a ricreazione è uno scalmanato ( in classe no). Una volta si è tagliato il sopracciglio e ha preso tre punti. C’era la maestra in panico per la nostra reazione. Noi lo abbiamo preso, abbiamo chiesto della dinamica, pronto soccorso e via. Non mi è passato in mente di farci un caso di stato… Poi l maestra si è confidata che altri. Ne avrebbero fatto un caso. Ci sono genitori che hanno tirato una sberla ad una maestra perché in colloquio il figlio non era pronto alla prima elementare!!!!

    1. fefral

      ci vorrebbe che le maestre facessero le maestre e i genitori facessero i genitori. Io sono tra quelle mamme che se mia figlia arriva a casa con le ginocchia sanguinanti perchè durante la ricreazione un compagno scalmanato l’ha buttata per terra o l’altra figlia cade per le scale perchè uscendo da scuola la compagna dispettosa l’ha spinta giù dicendole che è troppo lenta alle maestre mortificate dice che i bambini sono bambini e può succedere che si facciano male. Però salto per aria quando l’insegnante si permette di esprimere giudizi (e di trasferirli più o meno subdolamente ai bambini) sulla presenza dei genitori in casa, sul fatto che debbano lavorare di meno e passare più tempo con loro, e addirittura sulla dieta che devono seguire, sulle attività extrascolastiche che devono frequentare e sullo psicologo da consultare perchè il bambino risulta troppo vivace, poco vivace, geloso, demotivato, troppo estroverso, troppo introverso….
      per favore, a ognuno il suo. Collaborazione scuola famiglia vuol dire collaborazione, non ingerenza in ciò che è specifico del genitore o dell’educatore.
      Io non mi permetto di discutere sui metodi di insegnamento (anche se molte volte mi lasciano perplessa), perchè una maestra fa pressioni sui bambini dicendo che devono convincere i genitori a iscriverli a judo oppure a portarli al museo il sabato mattina?

  11. Ciao a tutti,sono Simona, la proprietaria del caffè letterario Aquisgrana di Roma; inauguro la mia partecipazione al blog di Costanza, anche se già da diverse settimane lo seguo con grandissimo interesse ed approfitto per salutare e ringraziare tutti quelli che sono venuti alla presentazione del 14 maggio!
    Quello della scuola è un tema scottante e ciò che maggiormente mi preoccupa e di cui da tempo mi occupo, riguarda i contenuti.
    Un tempo famiglia, scuola, società remavano nella stessa direzione e concorrevano su una base di valori comuni e condivisi alla formazione dei ragazzi.
    Tutto questo si è sfaldato:relativismo, laicismo militante, capziosità ideologiche fanno si che che ci si debba preoccupare non solo di Come la scuola insegna ai nostri bambini, ma anche e soprattutto Cosa.
    La mia bimba di 2 anni al suo primo anno di Nodo ha portato a casa due poesie, una di natale ed una di Pasqua: nell’una si parlava di pace per tutti gli animali del bosco nell’altra di un tenero pulcino uscito dall’uovo sorridente e coccoloso… a questo punto avrei apprezzato di più il festeggiamento delle feste celtiche delle stagioni o dell’anno agragrio greco romano!!!
    Ma temo che questo sia solo un piccolo e magari anche insignificante inizio…il peggio è da venire quando si proseguirà con libri di storia che, giusto per fare un paio di esempi, parleranno di un medioevo oscuro e violento e non del millennio nel quale L’Europa cristiana si è formata ed è cresciuta donando al mondo intelligenze altissime, spiritulità e filosofie insuperate, opere d’arte immortali; e parelranno di rivoluzione francese e di tutti i suoi derivari, risorgimento compreso, come la liberazione del popolo da tutti i mali, omettendone la radice alto-borghese, atea e massonica ed ancor più tacendo la strenua risistenza del mondo cristiano ed il suo conseguente sistematico massacro. Per non parlare dei libri di scienze, del Darwinismo fatto passare per dogma intoccabile e non per l’ipotesi ancora incompleta ed indimostrata che tutt’ora è…e così via passando per le antologie di letteratura dove Dante sta diventando un lontano miraggio a beneficio di selezioni e proposte arbitrarie ed ancora una volta fortemente ideologgizate.
    potrei porseguire con decine e decine di esempi e purtroppo questo discorso vale anche per le scuole cattoliche.
    Del resto non è plausibile ne serio pensare che possano esistere due o più culture parallele a secondo di come si pensa o si crede; si tratta di campi in cui l’oggettività è possibile ed è fatta di documenti, fonti, esperimenti, dimostrazioni (e questo vale anche per la difesa dell’aborto come “diritto” e per chi ancora si ostina a sotenere la legittimità di quello che scientificamente E’ un omicidio, cosa che forse ancora 30 anni fa poteva non essere così esplicito e dimostrabile fin’anche visivamente).Ecco questa oggettività, da genitore, non mi stancherò di chiederla e di pretenderla perchè ne vade del tessuto formativo base dei miei figli e della società che essi costituiranno in futuro.Che verità e giustizia siano imprescindibili per una corretta istruzione sembrerebbe un dato scontato, un semplice punto di partenza, mentre a me sembra un lontano e fondamentale traguardo cui tendere. Che ne dite??!!

    1. paulbratter

      ciao Simona e benvenuta. La penso esattamente come te, il problema e che se non iniziano da piccoli come fanno poi a farci bere le enormi balle che ci propinano da grandi? La grande sfida per i nostri figli e formarli all’autonomia di pensiero per fargli capire che le cose che vediamo possono avere una “terza dimensione” e che si cambia completamente la prospettiva semplicemente sollevandosi un po’ sulle punte dei piedi.

      1. ciao Paul e grazie, il senso critico è davvero un grande dono da fare ai nostri figli, mi chiedo come riuscire a trasmetterlo in un contesto così complesso e insidioso…ma non è il massimo pesnare di dover difendere i propri figli dal luogo che dovrebbe concorrere con noi all’educazione ed alla formazione!!

    2. DaniCor

      wow!!!!
      triplo wow!!!
      Esempio:
      8 marzo: mimose alle bimbe e si spiega favolina della fabbrica bruciata con le donne dentro (comprovata bufala)

      Il Giorno del ricordo dell’esodo Giuliano-Dalmata, che in Italia si celebra il 10 febbraio; neanche una parola…

    3. Alberto Conti

      “Che verità e giustizia siano imprescindibili per una corretta istruzione sembrerebbe un dato scontato” … magari, ma quale verità e quale giustizia? Probabilmente basterebbe la ragione (com’è ragionevole ogni tua osservazione) ma non mi sembra, in quest’epoca di buio relativismo, sia facile convergere su l’unica Verità e l’unica Giustizia; condivido quanto dice Paul: che la possibilità che abbiamo sia insegnare ai nostri figli a giudicare ogni cosa tenendo conto di tutti i fattori.

      1. Ciao Alberto,
        ovviamente tu hai ragione,basterebbe buon senso e soprattutto onestà intellettuale perchè certe cose non sono verità di fede, ma dati scintifici ed evidenze storiche accessibili a tutti gli uomini di buona volontà e privi di pregiudizi ideologici.Per non si può lasciar correre,pensare che tanto certe cose ai ragazzi ci penseremo noi ad insegnargliele, ad aggiustare il tiro…perchè il rischio che si corre che io riscontro in molti cattolici è la schizofrenia culturale: vietato contestare le versioni ufficiali e politicamente corrette dei libri di testo o dei media alle quali si da istintivamente credito, per poi raccontarsi la verità nel “segreto” della parrocchia o del movimento o del momento catechetico o formativo, finendo per credere che la propria sia una versione dei fatti dettata dalla fede e quindi relativa,e quindi indifendibile e indimostrabile al di fuori dal proprio contesto religioso.La battaglia culturale è una grande sfida per il mondo cattolico,in particolare laico, ancora tutta da combattere!

    4. Alessandro

      Ciao Simona, sono perfettamente d’accordo con te.
      Tra poco il Natale diventerà per tutti la “Festa delle luci d’inverno” o qualche altra panzana politically correct

  12. giuliana zimucci

    Eccomi!
    l’argomento scula cade a fagiolo, per me. Oggi in qualità di rappresentante genitori avrò una splendida riunione con gli insegnanti della materna che frequenta Ciro. Per prima cosa vorrei dire che io il problema scuola pubblica-scuola privata non me lo sono posto per il semplice fatto che qui nel mio ridente paese della provincia mammalucca c’è una sola scuola, pubblica, tra l’altro, cosa terrificante, è un istituto comprensivo (materna-elementare-media) con una sola preside x tutto. Quindi, se non volevo farmi 15 km al giorno, mi dovevo per forza accontentare. Tra l’altro qui si è verificata una spiacevole vicenda di presunta pedofilia con conseguenze che ancora adesso si trascinano ai danni soprattutto degli insegnanti rimasti. Insomma, le premesse sono già catastrofiche! Da rappresentante dei genitori posso dire che raccolgo come un parafulmine un mare di lamenti, sempre riguardanti però l’aspetto non-educativo che avrebbero le povere maestre. Ora non è che voglio difendere a tutti i costi le insegnanti, ma quando un genitore si lamenta che il figlio impara a scuola la maleducazione, mi viene da ridere.. Come si fa a mandare a scuola un figlio che sputa in faccia a tutti (non in senso figurato, sputa davvero!) e pretendere che torni a casa come se fosse uscito da Oxford??? La scuola ha certo il compito di educare ma secondo me sarebbe già molto seguire una didattica e pretendere che i bambini ti stiano ad ascoltare almeno in quell’ora che possono tenere l’attenzione. Ovviamente nessun genitore mi ha mai fatto domande sul programma dell’offerta formativa, nessuno mi ha telefonato dopo le intersezioni genitori-scuola, ed anche quando ho mandato un foglio con rissunti gli argomanti trattati nessuno si è preso la briga di tirarlo fuori dallo zainetto del figlio (ho le prove! avevo segnato i miei numeri di telefono ma verificando ho capito che solo 5 genitori su 24 se li erano segnati). Oggi pomeriggio si parlerà solo della recita di sabato e già so che la domanda in pole-position sarà “posso fare le foto?”….

  13. giuliana zimucci

    se mi permettete vorrei aggiungere un altro episodio: circa 1 mese fa ci sono stati i colloqui individuali tra genitori e maestre. Visto che Ciro non mi nomina mai quello di cui si parla nell’ora di religione, ho chiesto all’insegnante se tale lezione si tenesse oppure no (Ciro mi racconta, o mi fa vedere quasi sempre tutto quello che impara, ma non gli ho mai sentito dire una parola che riguardasse argomenti religiosi). La maestra, forse preoccupata che io fossi una di quelle moderne mamme laico-pluraliste, mi ha rassicurato “noooo! non si parla di Gesù, si parla più che altro di educazione morale!”. Adesso ho capito perchè mio figlio non mi dice nulla dell’ora di religione, ovvio, non c’è nulla da raccontare! (certo ha imparato di più quando è venuto il dentista a parlare di igiene orale…).

    1. Ecco, appunto, l’ora di religione è davvero significativa per spiegare come vanno le cose: ci sono poche insegnanti con le palle, passatemi il modo, che credono che IRC sia Insegnamento Religione Cattolica, e quindi non hanno paura di nominare Gesù. La maggior parte si adatta al pubblico, e siccome sa che va più di moda e fa più simpatia insegnare cose tipo amicizia, pace, proteggiamo l’ambiente diventando vegetariani e animalisti, tanto del nostro prossimo che ci frega, allora disegano grandi arcobaleni insegnando che sono la bandiera della pace, e non ricordando l’alleanza dopo il diluvio, come se se lo fossero inventato loro, fanno contenti tutti i genitori che dicono che per insegnare il catechismo c’è la parrocchia, e i bambini intanto perdono tempo e capiscono che non esiste nulla di veramente importante, nulla per cui essere disposti a morire.
      Daniela, hai ragione, le maestre sono terrorizzate da quello che possono far loro i genitori, e se non è una scusante valida per adattarsi a tutto è uno dei motivi per cui la scuola ha perso autorità e autorevolezza.
      Costanza… ieri ho regalato il tuo libro a mia cugina, speriamo che serva! Auguri al tuo ometto!

      1. Alberto Conti

        Grazie a Dio le mie figlie hanno beccato un’insegnate di IRC (la stessa) che insegna Religione Cattolica con tanto di verifiche su “Racconta una parabola e spiegane il significato” “Racconta un miracolo di Gesù e spiegalo”, è una grande!

    2. Alessandro

      Primi anni novanta liceo classico scuola cattolica (quindi 2 ore settimanali di IRC), il mio insegnante di religione trascorreva il tempo a insegnarci convivenza e giustizia sociale leggendo in classe gli articoli di Eugenio Scalfari (quello che Alvise chiama “babbeo”, e io non mi permetterei mai di contraddire Alvise) e sollecitandoci a parlare a ruota libera democraticamente di Gesù (senza leggere i vangeli: ma che ne può sapere uno di Gesù se non sa un fico dei vangeli?). Ecco la mia traumatica esperienza.

      1. giuliana zimucci

        chissà, magari anche il tuo insegnante di IRC è finito a fare il venditore porta a porta come il mio…

      2. Alessandro

        non farmi parlare… che è meglio (però non vende Folletti). Ma non serbo rancore, non lo faceva con malanimo, era lui il primo in crisi con la propria fede (e con sé stesso) e involontariamente ci “immergeva” nel suo disorientamento. Questo però l’ho capito più tardi, sul momento ero troppo pischello per accorgermi della situazione (se ne sarebbe dovuto accorgere magari il prete Direttore dell’istituto… ma lassamo perde, acqua passata…)

  14. Alberto Conti

    Poche idee ma confuse:
    “leggere e far di conto è un obiettivo già abbastanza ambizioso, e dovendo scegliere, meglio due ore in più di analisi logica che corsi sulle danze popolari” pensavo di essere un alieno a pensarla alla stessa maniera, la mia impressione sulla scuola (peraltro abbastanza marginale in quanto completamente sulle spalle della santa donna che Dio mi ha messo a fianco) è sintetizzabile in una parola: schizofrenia.
    Deve andarti di pura fortuna, capitare con insegnanti che vivono il lavoro con passione e che sono un po’ equilibrate è un terno al lotto; la scorsa settimana mia figlia (4^ el.) ha osato non mettersi in avanti con i compiti alla domenica e lunedì ha fatto dalle 14 alle 20 (fa il “modulo”) a fare i compiti, si ma su cose assurde tipo la relazione sull’uscita didattica alla galleria di arte moderna ( http://www.riccioddi.it/ ci saranno andati 50 volte in 4 anni) e senza aver il tempo di ripassare analisi logica/grammaticale per la verifica (visto che la maestra non ha voglia di fargliela ripassare).
    Alvise propone la Scuola Pubblica:il problema non è avere compagni di estrazione differente (per esperienza meglio i genitori di bambini extracomunitari che italiani) ma insegnanti decenti, giudicabili nell’operato, incentivabili e possibilmente con idee perlomeno non contrapposte a principi con cui educo i miei figli; il tanto vituperato Formigoni ha consentito a molte famiglie, che altrimenti non avfrebbero potuto e ve ne posso presentare parecchie, di scegliere il tipo di educazione per i propri figli e questa è libertà (per inciso il “buono scuola” ha salvato anche scuole non cattoliche, anche alcune nate da cooperative storicamente comuniste).
    Fefral hai tutta la mia comprensione: anche in classe di mia figlia c’è una bambina dislessica e il trattamento da parte delle maestre, a volte al limite della vessazione, che subiscono lei e sua madre è veramente imbarazzante.

    “ha ricordato come prima di Cristo i bambini non valessero una cicca, (…) I cristiani sono stati i primi a parlare di rispetto della vita umana” il fatto è che per primi “viviamo in un mondo senza Cristo, dopo Cristo”.

    AUGURI BERNARDO!!!!

    1. giuliana zimucci

      Per quanto riguarda i genitori di bambini non italiani, vi posso testimoniare che nel mio paese ci sono tantissimi rumeni, e ho notato che hanno insegnato ai loro figli un ripetto altissimo di tutte le figure adulte, dal pediatra alla maestra. Guai ai bambini se osano risppondere all’insegnate! sarà che vengono da una cultura in cui la scuola era un’istituzione severa, ma mi sembra che i genitori italiani hanno molto da imparare da loro. Almeno il ripetto per il lavoro dell’insegnante che si presume, si spera che faccia con abnegazione il proprio mestiere!

  15. Luigi

    Brevemente perché devo uscire per lavoro. La mia esperienza con i miei figli è ottima finora, almeno all’asilo e alle elementari. Scuole pubbliche. Maestre splendide e per fortuna anche con principi cristiani. Tutti si danno da fare. Maestri, bidelli e genitori. Pochi stranieri ben integrati. Tutto bene. Alle medie vedo qualche piccola sbavatura sulla motivazione degli insegnanti ma non male tutto sommato.
    Sono d’accordo con Genoveffa.
    Sintetizzando: se il lavoro dei genitori è fatto bene, i ragazzi sapranno cavare qualcosa anche da una scuola purtroppo mediocre.

  16. Marion

    Quest’anno mio figlio di cinque anni all’asilo (comunale) per Natale ha recitato nel ‘cantico delle creature’ perciò mentre piantavamo l’erba cipollina mi fa: si può dire laudato sii mio Signore anche per le piante? sono creature anche loro, vero? (lasciandomi basita e commossa con la bustina dei semi a mezz’aria) e ha imparato una canzoncina bellissima per Pasqua con la quale ci ha allietato a ripetizione così che tutti la sapevamo a memoria : Gesù è vivo! è risorto! e ora esibisce orgoglioso un perfetto segno della croce.. grazie per avermi ricordato di ringraziare quella santa donna della sua insegnante di religione che è riuscita dove io ho fallito.. non tutto è perduto!

    1. Alberto Conti

      “Poi mi son reso conto che voleva essere solo una liberazione umana, senza il Liberatore: Gesù. E io non sono capace di salvare nessuno senza Cristo” GRANDE!

  17. DaniCor

    Sempre lui, il grande Benedetto XVI (Alvi non posso farne a meno)!
    «la cultura umanistica sembra colpita da un progressivo logoramento, mentre l’accento viene posto sulle discipline dette ‘produttive’, di ambito tecnologico ed economico». Anche nelle scuole sentiamo dire sempre più spesso che è meglio non perdere troppo tempo con le materie umanistiche, dedicandoso piuttosto a quanto servirà immediatamente nel lavoro. Ma così, obietta il Pontefice, si alimenta «la tendenza a ridurre l’orizzonte umano al livello di ciò che è misurabile, a eliminare dal sapere sistematico e critico la fondamentale questione del senso».
    «La cultura contemporanea – osserva Benedetto XVI – tende a confinare la religione fuori dagli spazi della razionalità: nella misura in cui le scienze empiriche monopolizzano i territori della ragione, non sembra esserci più spazio per le ragioni del credere, per cui la dimensione religiosa viene relegata nella sfera dell’opinabile e del privato»

    Fonte:
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-luniversit-cattolicaai-tempi-del-relativismo-1939.htm

  18. DaniCor

    Pe par condition, per non far arrabiare Alvise citando solo papi e santi:
    Quando nascemos fomos programados
    (Alla nascita fummo programmati)
    A receber o que vocês
    (A ricevere quello che voi)
    Nos empurraram com os enlatados
    (ci avete costretto insieme al cibo in scatola)
    Dos U.S.A., de nove as seis.
    (Dagli U.S.A., dalle nove alle 6)
    Desde pequenos nós comemos lixo
    (Ca piccoli mangiamo spazzatura)
    Comercial e industrial
    (Commerciale, industriale)
    Mas agora chegou nossa vez
    (Ma adesso è arrivata la nostra ora)
    Vamos cuspir de volta o lixo em cima de vocês
    (Sputeremo la spazzatura su di voi)

    Somos os filhos da revolução
    (Siamo i figli della rivoluzione)
    Somos burgueses sem religião
    (Siamo borghesi senza religione)
    Somos o futuro da nação
    (Siamo il futuro della nazione)
    Geração Coca-Cola
    (Generazione Coca-Cola)
    Depois de 20 anos na escola
    (Dopo 20 anni nella scuola)
    Não é difícil aprender
    (Non è difficile imparare)
    Todas as manhas do seu jogo sujo
    (Tutte le strategia del gioco sporco)
    Não é assim que tem que ser
    (Non è così che deve essere)
    Vamos fazer nosso dever de casa
    (Faremo il nostro compito a casa)
    E aí então vocês vão ver
    (E allora vedrete)
    Suas crianças derrubando reis
    (I vostri bambini rovesciando re)
    Fazer comédia no cinema com as suas leis
    (Fare commedia al cinema con le vostre leggi)
    Somos os filhos da revolução
    (Siamo i figli della rivoluzione)…

    Geração Coca-Cola (Legião Urbana)
    Parole di : Renato Russo / Fê Lemos

    1. giuliana zimucci

      Ammazza Dany, ci stai facendo un corso rapido di portoghese e cultura brasiliana! wow! mi piace!

  19. La scuola è un posto dove un bambino dovrebbe stare solo male, come principio di base. Come fa a non stare male un bambino chiuso quattro cinque ore in una stanza seduto a sentire parlare una persona babbea sedicente insegnate? Purtroppo ormai siamo stati tutti da decenni addomesticati a stare fermi zitti buoni attenti pazienti uguali…Ci hanno bell’e fatto il servizio completo di pelo e contropelo in tanti anni di allevamento totale coatto sociale religioso politico clerical-fascista, genetico. Siamo cresciuti così, chiusi nelle stanze puzzolenti di scuole pubbliche e private. IO, per parte mia, insieme ai miei piccoli amici di allora, ho dovuto subire le peggio angherie, sia dai preti che dai cosiddetti laici, umiliazioni, botte, prese in giro, torture psicologiche, insieme a una massiccia dose di ignoranza ricevuta che dovrò scontare tutta la vita. No, non ci credo nella scuola, credo che tutti ci devono andare per forza, e il peggio è che tanti ci pigliano anche gusto, a tal punto siamo stati storpiati nell’animo.

  20. Ragazzi, scusate se sono un po’ dissociata, ma Daniela Corbellini e DaniCor sonola stessa persona?
    Bisognerebbe mettere delle facce alposto delle iconcine colorate, forse sarebbe più facile per me, sono troppo distratta!
    Però, anche se non c’entra niente, voglio dire che oggi é il primo giorno dopo molti in cui Filippo sorride e ride di nuovo, era parecchio che era sempre abbacchiato e sonnecchiava tutto il giorno, e non solo per via delle medicine, ma oggi sembra un bambino diverso, speriamo che duri!!!

    1. giuliana zimucci

      certo che c’entra! il tuo bimbo come i nostri è un ometto di domani, e di questo si parla oggi, di come i bambini possano diventare uomini, fuori e magari anche dentro la scuola! un abbraccio a te e Filippo

    2. DaniCor

      Che meraviglia!!!!

      Si sono io
      Dani (Daniela)
      Cor (sta per corbellini ma è anche colore in portoghese)

      Un bacio grande a Filippo!

  21. Alessandro

    Adesso l’ossessione che instillano negli studenti è quella del global warming, il riscaldamento globale. M’è capitato di leggere il capitolo “Europa atlantica” su un libro per le medie e la storia raccontata (e che il malcapitato deve studiare) è questa: l’eccessiva emissione di gas serra da parte dell’uomo sta ovviamente (!) riscaldando il pianeta, causando ovviamente (!) lo scioglimento dei ghiacciai il quale scioglimento ovviamente (!) sta intralciando la formazione della corrente del Golfo, cosicché ovviamente (!) tra qualche decennio la penisola scandinava diventerà così fredda da essere invivibile… milioni di svedesi e norvegesi costretti a migrare (e anche inglesi e irlandesi non se la passeranno bene)… catastrofe alle porte (non esagero, c’è scritto così). A costo di sembrare eretico, mi sembra che se sia in atto un riscaldamento globale è questione molto controversa a livello scientifico, e che non meno controversa è la questione dell’incidenza umana su questo presunto riscaldamento. Così come è molto controversa la questione dello scioglimento dei ghiacciai, dell’innalzamento del livello dei mari ecc. Allora perché spacciare queste affermazioni catastrofiste per oro colato?

    1. Alberto Conti

      “48. Il tema dello sviluppo è oggi fortemente collegato anche ai doveri che nascono dal rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale. Questo è stato donato da Dio a tutti, e il suo uso rappresenta per noi una responsabilità verso i poveri, le generazioni future e l’umanità intera. Se la natura, e per primo l’essere umano, vengono considerati come frutto del caso o del determinismo evolutivo, la consapevolezza della responsabilità si attenua nelle coscienze. Nella natura il credente riconosce il meraviglioso risultato dell’intervento creativo di Dio, che l’uomo può responsabilmente utilizzare per soddisfare i suoi legittimi bisogni — materiali e immateriali — nel rispetto degli intrinseci equilibri del creato stesso. Se tale visione viene meno, l’uomo finisce o per considerare la natura un tabù intoccabile o, al contrario, per abusarne. Ambedue questi atteggiamenti non sono conformi alla visione cristiana della natura, frutto della creazione di Dio.” (Caritas in veritate – Benedetto XVI)
      Nell’enciclica il Papa ha definito in maniera magistrale il rispetto per la natura riportando al centro l’uomo e l’importanza della preservazione della natura in funzione e non a prescindere da esso.

      1. Alessandro

        Sì. Abbasso l’ecologismo, viva l'”ecologia umana”:

        “51… La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso. È necessario che ci sia qualcosa come un’ECOLOGIA DELL’UOMO, intesa in senso giusto. Il degrado della natura è infatti strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana: quando l’« ecologia umana » è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio […]

        Per salvaguardare la natura non è sufficiente intervenire con incentivi o disincentivi economici e nemmeno basta un’istruzione adeguata. Sono, questi, strumenti importanti, ma il problema decisivo è la complessiva tenuta morale della società. Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell’uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ECOLOGIA UMANA e, con esso, quello di ECOLOGIA AMBIENTALE. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell’ambiente naturale, quando l’educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell’ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale”

      2. Alessandro

        Alvise, è vero, ma se pensi che l’uomo è figlio di Dio è più facile rispettarlo, se pensi come Flores d’Arcais (quello che tu chiami “babbeo”, e non sarò certo io a contraddirti) che l’uomo sia una scimmia “sbagliata”, frutto di un errore di trasmissione del dna, allora verrà più difficile rispettare l’uomo (a me non viene spontaneo “rispettare” una specie di babbuino semiglabro ma con la corteccia cerebrale un po’ più sviluppata…)

      3. giuliana zimucci

        Concordo con te Ale, ma la cosa che continua a sorprendermi è proprio questa lotta alla indivisibilità: che senso ha proteggere la natura quando non si è pronti a proteggere la vita, sin dal concepimento? conosco un bel po’ di gente che ama gli animali, i boschi, chiama i vigili per far scendere un gatto dal tetto e poi va al consultorio ad aiutare ragazze giovani ad abortire, oppure si attacca alla provetta per mettere a punto un figlio su richiesta. Quindi non c’è un “a prescindere”, come dice Alvise. C’è solo il soggettivismo ovvero un vuoto pronto ad essere colmato dall’ideologia prevalente.

  22. DaniCor

    Corso accelerato di Brasilogia:

    Se in una palude Brasiliana trovi davanti un coccodrillo e una guardia forestale, ammazza la guardia perché la pena è molto più lieve…

    1. ALESSANDRO: NO, NON E’ COSI’: non si vede la necessità della disequazione creatura di DIO=Rispetto
      NON creatura di DIO=Non rispetto, te la vedi? IO no.
      Perché uno non gli vuole bene a un bambino,a un cane, non è estasiato dalle meraviglie della natura se non crede? Uno non vorrebbe preservarla lo stesso la natura, anche sfruttandola il giusto, come dice il Papa (ancora lui!)?
      Non mi riesce di capire il legame di necessità, forse LUIGI lo sa, con la sua LOGICA? Poi, volevo dire, scusate, a proposito di questo caso di babbo che ha lasciato la bambina in automobile, certo io non lo punirei di certo, gli basterà e avenzerà il dispiacere,
      ma se uno si dimentica aperto un passaggio a livello?
      se uno lascia acceso un fuoco per dimenticanza e brucia ogni cosa? come si fa allora in questi casi? io il mio cane, uno non lo lascerei solo chiuso in macchina nemmeno un secondo, due non me lo dimenticherei di certo,chiuso, il mio cane, anche se non credo sia cretura di DIO, come potrebbe essere che un altro che credesse se lo dimenticasse, come anche, nonostante la mia certezza, ma lo potrei dimenticare anch’io, perché
      in quanto essendo una testa di cazzo anch’io come tutti…

      1. Alberto Conti

        Probabilmente se tu, o un altro, dimenticassi il cane in macchina qualcuno se ne accorgerebbe e chiamerebbe Polizia, Vigili del fuoco ecc. (giustamente), perchè nessuno ha visto e chiamato per quella bambina??

        Anni fa in uno zoo negli USA una tigre uccise un’inserviente, vennero avviate 2 raccolte fondi una per i cuccioli della tigre l’altra per i figli dell’inserviente: la prima raccolse qualche milione di $, la seconda poche decine di migliaia.

      2. Luigi

        Dico qualcosa sul Creato, sull’ecologia e sul fatto di essere cristiani e in quanto tali cosa significa. Dal mio punto di vista.
        Io parto dalla mia esperienza, io sono tutt’uno creatura facente parte del creato, creatura privilegiata perché a immagine e somiglianza di Dio e dotato di intelligenza (porzione normale). Rispetto molto il creato e a parte le zanzare non uccido nulla o cerco di non farlo, questo a causa della mia sensibilità. Farei fatica anche a pescare. Eppure so che è giusto, da piccolo guardavo mia nonna uccidere le galline e io le mangiavo. Gli animali sono a nostra disposizione. In tal senso è giusto dire che Dio ci ha dato il dominio sugli animali e sul creato. Avere il dominio non significa sprecare ma utilizzare proprio perché abbiamo l’intelligenza per farlo.
        La disequazione descritta da Alvise non c’è teoricamente. Uno senza Dio può amare il creato e l’uomo, la natura. Ma da dove viene l’Amore se non da Dio? Quindi uno non può essere senza Dio, è questo il punto. Siamo sue creature, credenti e non. Bene e male, siamo sempre lì.

    2. giuliana zimucci

      questione di priorità… i coccodrilli sono in via d’estinzione, mentre morta una guardia se ne fa un’altra!

  23. DaniCor

    “ Gli altri sul palco dicevano che la scuola deve far sentire il ragazzo amato e apprezzato, non solo sapere ma anche saper fare e saper essere, e via dicendo. Io invece credo che ognuno debba fare la propria parte: e quella della scuola è insegnare. “
    Credo che non sia un male se alla scuola il ragazzo possa sentirsi anche amato e apprezzato, ma mai dimenticando che la prima culla (o utero) è la famiglia e che è da essa che nasce quello che uno è… Dalla scuola al limite viene quello che uno sa… Ma una certa cultura statalista che vuole togliere di mezzo i corpi sociali e far delegare tutto alla grande mamma stato imperversa e il principio di sussidiarietà che vada a farsi friggere…
    “ Il sapere nozionistico non sarà tutto, ma mi pare un buon inizio. Insegnare a scrivere, leggere e far di conto è un obiettivo già abbastanza ambizioso, e dovendo scegliere, meglio due ore in più di analisi logica che corsi sulle danze popolari; moltissimo meglio la matematica che l’educazione all’affettività (che Dio ce ne scampi); meglio sapere che se non fai i compiti il giorno dopo te ne prendi il doppio, e un quattro sul registro. “
    Credo che il minimo sindacale sia il sapere nozionistico (leggere, scrivere, far di conto), io non voglio per mio figlio il minimo sindacale. Come dice Benedetto XVI, si dà troppo spazio a quello che è “produttivo”, al sapere tecnico e nulla al saper pensare. E se i corsi di arte, danza, teatro e musica servissero a far imparare ai nostri bambini ad apprezzare la bellezza, ad elevare lo spirito ed a rivolgere lo sguardo ed il pensiero alle domande di senso della vita, ben vengano. Noi cattolici a volte ce la prendiamo con il metodo che l’egemonia del pensiero dominante usa, ma è il contenuto il vero problema. Tornare a metodi del passato non credo sia la soluzione… si va avanti. Il cristianesimo, che se ne dica, è sempre andato avanti mantenendo quello che c’era di intrinsecamente buono in ogni cultura che ha incontrato, perché in fondo la verità sta dentro il cuore dell’uomo.
    Sulle punizioni d’accordissimo: per me disciplina è libertà, più bravo sei, più spazio hai… Disciplina e senso del dovere però non sono incompatibili con creatività, bellezza e gioia. Anzi, si completano.
    E credo che, anche se scrivi così cara Costanza, tu sia d’accordo con me, altrimenti non avresti un figlio filosofo a casa! Auguroni Bernardo, vai avanti così perché sei in linea col Papa!

    P.S.: il caso non è creatura di Dio=rispetto, non creatura di Dio=non rispetto, il caso è che la natura è gerarchica, e questa gerarchia è ben chiara e visibile a tutti. Tutto il mondo per un credente è “creatura di Dio”. Il punto è l’importanza che si dà all’uomo: vertice di tutto il creato o piaga da eliminare insieme alle cavallette perché dannoso (ops, scusate, le cavallette non possiamo eliminare, non è politicamente corretto!)

    1. Alessandro

      E’ vero Daniela, ‘ste cavallette non emettono tutti gli scellerati gas serra che emettono gli uomini, lasciamole in pace. E per gli uomini… funerali e sepoltura “verdi”, a impatto zero.
      Come leggesi qua
      (“Eco-sepoltura: la morte a impatto zero”,
      http://www.aamterranuova.it/article2628.htm),
      “ogni anno vengono abbattuti 50 chilometri quadrati di bosco per costruire casse da morto, che una volta interrate inquinano il suolo con zinco, vernici e altri materiali di rifinitura.
      In Inghilterra il 64% dell’opinione pubblica è favorevole all’idea del “funerale verde” e sotto questa spinta sono già sorte pompe funebri che offrono pacchetti a scarso impatto ambientale.
      La morte dovrebbe essere il momento in cui l’uomo torna a far parte integrante della natura da cui ha avuto origine ma, mentre tutte le creature viventi di questo mondo si servono della grande impresa funebre che è Madre Terra, l’uomo non lo ha mai fatto”

      Allora, si può puntare sulla “cremazione eco-friendly” (http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/4218-eco-cremazione-a-torino-anche-le-onoranze-funebri-sono-certificate)
      o sulla nuovissima sepoltura ecosostenibile (“ecologici anche post mortem”):
      http://www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/4240-eco-tombe-ecco-november-rain-ecologici-anche-post-mortem

      Confesso tuttavia che anche la “pira ecosostenibile” m’attrae non poco:
      http://www.greenme.it/informarsi/ambiente/298-vita-morte-e-biossido-di-carbonio-la-pira-funebre-sostenibile

      1. Alberto Conti

        Alessandro ieri me l’ero perso qs. commento.

        Ma manco da morti si può stare tranquilli???!!!

  24. Velenia

    Oggi non volevo intervenire,ma questa storia della bimba dimenticata in macchina mi costringe a farlo.
    Scusate,ma è vero che può capitare potenzialmente a tutti:12 anni fa accadde ad un ragazzo che conosco a Catania,se spulciate i giornali dell’epoca troverete la notizia.
    Ricordo tutto,ricordo il racconto dell’amico comune, un sacerdote,che lui accolse dicendo-Sono un assassino,ho ucciso mio figlio- e ricordo cosa gli disse il prete:-E’vero hai ucciso tuo figlio,ma non sei un assassino,non avresti dato la vita per quel bambino? Non la daresti se servisse a riportarlo in vita?-Ricordo il perdono della moglie e come gli amici si strinsero attorno a lui.
    Da allora sono diventata piuttosto ansiosa,chiamo sempre mio marito per sapere dove sono i bambini e con chi,ma quando ero incinta della 4,una volta, ho dimenticato i 2 di mezzo al nido,ero stremata da un’ecografia morfologica lunga e travagliata e mi ero addormentata.
    Con la mia distazione, mi stupisco di non avere ancora dato fuoco alla casa,ma da studentessa ho allagato varie volte l’appartamento dove vivevo.
    Alvise,il P.M.deve procedere comunque contro questo povero papà,l’azione penale è obbligatoria,la fattispecie dell’omicidio colposo c’è tutta, purtroppo(negligenza,posizione di garante)starà al giudice poi,valutare se ci siano attenuanti o esimenti.Certo quello che avverrà dentro di lui è sicuramente peggio di qualunque pena un tribunale possa infliggergli,spero e prego che abbia accanto delle persone capaci di volergli bene come è accaduto al mio amico.Da parte mia prego il Signore che mandi i suoi angeli a custodirmi i figli,io so benissimo di avere tantissimi limiti.

      1. giuliana zimucci

        idem. Non ci sono parole per un dramma così. Solo la Misericordia può operare nel cuore di un padre e di una madre per il perdono, a se’ e all’altro.

  25. Luigi

    Quando ero alle scuole medie c’erano giorni in cui i miei compagni più robusti sceglievano una vittima tra le ragazze e la si riempiva di palpate, sembrava un branco, loro (le ragazzine)si dimenavano, urlavano e ridevano. A pensarci ora è assurdo. La scuola era dura anche allora, il bullismo c’è sempre stato eppure tutto rimaneva circoscritto. Oggigiorno cosa succederebbe? Denunce, giornali, provvedimenti esemplari, ecc. Ora queste ragazze sono cresciute e anche quei ragazzi. Sono persone normali come tutti, hanno le loro famiglie. Chi va in chiesa e chi no. Non so cosa sia rimasto di queste esperienze. Sembrerebbe nulla ma non lo so. Voi cosa pensate?

    1. LUIGI: io, modestamnete, penso che per loro (per noi)è stao meglio,
      ragazze e ragazzi, più paesano e tutto sommato più umano,
      ora siamo tutti imbalsamati da una visione del mondo schizofrenica, da una parte il moralismo invasivo neo-padagogico, dall’altra la catastrofe umana.

    2. Tu sei sicuro che le persone che sono uscite da queste esperienze stiano bene e “siano normali come tutti”? E che l’andare in Chiesa sia una variabile assimilabile a tutto ciò del tipo : se vanno in Chiesa allora ok, se non vanno in Chiesa allora c’è qualche dubbio/rischio in più ? Bullismo e soprusi sono fenomeni gravi allora come adesso, qualcuno ne ha sofferto molto, altri no : il problema è che ancora non abbiamo trovato una soluzione…

  26. Antonio

    Ahia, l’impresa Istruzione! Non se ne (s)parlerà mai abbastanza…

    Oggi il nostro sistema scolastico è divenuto, per eterogenesi dei fini (definizione tanto cara ad Augusto Del Noce) l’esatto contrario di ciò che doveva essere in origine. Anziché promuovere la cultura, sopprime qualsivoglia desiderio di conoscenza.

    La scuola e l’università sono state ridotte a mere fabbriche sforna-nozioni, senza però accertamento di qualità. Se alle elementari, però, i danni sono più contenuti, è dalle medie in avanti che le cose tendono progressivamente a sfociare in tragedia. E questo a dispetto del fatto che le basi, effettivamente, vengono impartite in quei primi cinque anni. Ma avere delle discrete basi di matematica e italiano è una cosa tutto sommato alla portata.

    I problemi sorgono nel momento in cui andrebbe incentivata l’apertura allo studio. Studio che, come diceva Blondet, non deve essere roba da cattedratici. Plutarco rese meglio questo concetto, affermando che “i giovani non sono vasi da riempire ma lampade da accendere”. Ma anziché la luce, mi pare che scuola e università convivano col buio più totale.

    D’altro canto, però, il valore legale rimane uno scoglio al momento insormontabile. Lo scrivevo altrove mesi fa. Per darsi qualche flebile chance di riuscire in ciò che si vorrebbe fare, questo rimane il percorso preferenziale. Diploma/Laurea/Master. E’ mortificante, lo so. Ma così è. Ed è inutile sottolineare come non sia possibile passare allo step successivo senza quello precedente.

    Se si riescono a trovare Master interessanti, degni di nota (anche all’estero), il prerequisito fondamentale rimane quell’infame pezzo di carta. Il quale (attenzione!) non attesta che tu sia una persona capace di affrontare quel tipo d’impegno, né dice nulla circa il tuo reale valore, seppur in relazione ai tuoi studi. No, dice solo che sei stato costante (e questo è comunque un merito) nell’ingollarti almeno una trentina di programmi inconsistenti, di cui peraltro ricordi a stento il nome spesso.

    Brutta storia quella dell’istruzione qui da noi. Oramai non ci si può nemmeno impegnare ad imparare un mestiere. L’artigianato è in crisi, con i mastri che custodiscono gelosamente il loro sapere. Sapere che, spesso e volentieri, non hanno alcuna intenzione di condividere. Non avendo alcuna coscienza circa il benessere di una società, nonché il futuro della stessa, preferisce che tutto quel ben di Dio venga sotterrato con lui nella tomba. E a che cosa è dovuto questo atteggiamento, se non alla mancanza di cultura? No, non le date della battaglia di Lepanto o una definizione di qualche Legge della Fisica. Parlo della cultura che forma, anzi, che forgia.

    Ma noi questa cultura, l’unica degna di essere considerata, la sconosciamo. Lo riscontro anche sulla mia pelle, senza per forza volgere il mio sguardo altrove. Mi pare fosse Aristotele che non volesse si studiasse sui libri. Difatti, se non erro, alcune delle sue opere capitali (come la Poetica) altro non sono che una serie di appunti sparsi. Pensieri in movimento, logici ma poco organici. In quel “disordine” c’è un pozzo di sapere che solo chi gli stette a contatto poté acquisire, anche solo in parte. Il rapporto tra maestro e discepolo non tollerava alcun intermediario: l’apprendimento veniva trasferito dal vivo, come quando si è seduti a tavola ed uno dei commensali passa il parmigiano a quello che gli sta difronte.

    Sapete in cosa consistette la formazione di persone come Michelangelo, Leonardo e Caravaggio? Nell’impasto dei colori! Leonardo presso il Verrocchio; Michelangelo dal Ghirlandaio; Caravaggio alla bottega del Peterzano. E qualora oggi ci si domandasse come mai quest’ultimo (Caravaggio) fosse così geniale nel dipingere certi frutti, il motivo è presto detto. Dopo aver osservato per anni, ciò che di tanto in tanto gli veniva concesso era di occuparsi solo della frutta in alcuni dipinti. Dipinti che, inutile dirlo, non riportavano il suo nome da nessuna parte.

    Però, ca**o, che formazione! Oggi siamo sommersi montagne di tomi senza senso, scritti ad uso e consumo dei rispettivi autori. Però ci è chiesto di conoscerli quasi a menadito, raramente di capirli. L’Istruzione, come tante cose, oramai è un’impresa. E gli imprenditori non possono fare a meno del proprio profitto. La macchina non può arrestare la sua corsa forsennata verso il precipizio!

    1. paulbratter

      Discorso sensatissimo, sono anche contento che citi Blondet a mia giudizio una mente lucidissima e sottovalutata, dunque lo citerò anch’io:

      La convinzione che un’università (scuola) difficile sarebbe contro l’uguaglianza è, temo, invincibile nelle masse – che appunto vogliono l’università (scuola)di massa. Ossia che ha rinunciato all’eccellenza (tanto, le masse, per definizione, non sanno giudicare l’eccellenza) proprio perchè non deve essere selettiva. Naturalmente, l’uguaglianza che crea è illusoria: i figli dei ricchi vanno alle università d’eccellenza all’estero, e i migliori pure vanno all’estero, e non tornano più, perchè l’università e i suoi marpioni espelle, ormai da un ventennio, le teste migliori. Restano le masse di studenti appena infarinati, che avranno la laurea in disoccupazione.

  27. LUIGI: NO, SCUSA; IO NON SONO UNA SUA CREATURA (DI DIO)
    se a te ti fa piacere pensare che sei una SUA CREATURA
    può anche pensarlo, ma per piacere lasciami fuori.
    Però le cose potrebbero anche stare così:
    quelli che pensano di essere LE SUE CREATURE è perché sono davvero LE SUE CREATURE e quindi per forza lo pensano. Quegli altri, come me, che non sono le sue creauture, ma solo abominio della natura, di scarto, è anche giusto che non lo pensino, perché se lo pensassero sbaglierebbero, di grosso.

    1. fefral

      sono proprio nuova qua dentro quindi sto iniziando adesso a conoscere nick e stili e personalità…
      ma perchè, Alvise, ti definisci abominio della natura? Sei proprio così brutto?

    2. Luigi

      eh Alvise, io non posso non pensare che tu non sia una creatura di Dio, non posso sdoppiarmi, ho un unico pensiero. Per me c’è una sola verità. Tu giustamente puoi pensare quello che vuoi ma secondo me tu sei e sarai sempre mio fratello.

  28. DaniCor

    Bebida é água!
    (BIBITA è ACQUA)
    Comida é pasto!
    (CIBO E’ MANGIME)
    Você tem sede de que?
    (TU AI SETE DI COSA?)
    Você tem fome de que?…
    (TU HAI FAME DI COSA?)
    A gente não quer só comida
    (NOI NON VOGLIAMO SOLO CIBO)
    A gente quer comida
    (VOGLIAMO CIBO)
    Diversão e arte
    (DIVERTIMENTO E ARTE)
    A gente não quer só comida
    (NOI NON VOGLIAMO SOLO CIBO)
    A gente quer saída
    (VOGLIAMO UN’USCITA)
    Para qualquer parte…
    (DA QUALCHE PARTE)
    A gente não quer só comida
    (NOI NON VOGLIAMO SOLO CIBO)
    A gente quer bebida
    (VOGLIAMO BIBITA)
    Diversão, balé
    (DIVERTIMENTO, DANZA)
    A gente não quer só comida
    (NOI NON VOGLIAMO SOLO CIBO)
    A gente quer a vida
    (VOGLIAMO LA VITA)
    Como a vida quer…
    (COME LA VITA VUOLE…)

    Comida
    Titãs
    Arnaldo Antunes / Marcelo Fromer / Sérgio Britto

    1. DaniCor

      Non è vero… è che la porta è stretta e più grandi siamo più facciamo fatica ad abbassarci per passare!!!
      🙂

  29. paulbratter

    «Costretta a chiedere il trasferimento». Vessata, insultata, accusata dai genitori perché «ritenuta indegna del posto che occupo», colpevole «di pretendere un certo rigore dai propri studenti».
    «È brava, spiega bene. Certo, pretende molto». Ed è proprio questo secondo alcuni docenti il problema. «È un’insegnante rigorosa, severa e molto valida», sottolinea un collega. E tanti «genitori non accettano che i figli prendano brutti voti a scuola».

    http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_marzo_23/professoressa-liceo-parini-contestata-severa-190286754053.shtml

  30. Francesca Miriano

    Primo :un bacio a Filippo e l’augurio che inizi a ‘scavallare’sempre di più.
    Secondo :auguri a Bernie che non conosco ma se è filosofo mi garba molto.
    Terzo :se avessi avuto un maestro o un prof come Alvise di sicuro non sarei morta di noia come ho fatto per quasi tutti gli anni di scuola,così pure me lo sarei augurato come insegnante dei miei figli in qualunque scuola.Per cui lo propongo come Ministro della Pubblica Istruzione,magari con Emma come assistente per l’educazione all’affettività.
    Qualcuno ha detto che fino a 18 anni si apprende meglio per fascinazione; ecco , a me non è mai successo e tanto meno ai miei figli. Almeno i miei insegnanti erano eruditi, parecchi di quelli dei miei figli erano degli autentici animali abissi di ignoranza.
    Condivido tantissime esperienze che avete riportato ad esempio quella del terrore delle maestre che ci chiamavano al lavoro se qualcuno dei ragazzi si era fatto male , come se a casa non fosse potuto succedere ( siamo stati fruitori e frequentatori seriali di pronto soccorso per diverso tempo). Oppure quando hanno tentato di farci sentire in colpa perche i pargoli inappetenti non mangiavano in mensa : ho tagliato subito corto dicendo che per me era un momento didattico e che avrebbero mangiato eventualmente di più a cena o a merenda , in ogni caso era impensabile dhe venissero a casa a mangiare alle 12:30 perchè noi avevamo l’imperdonabile vizietto di lavorare.Abbiamo sempre preteso dai nostri figli che si comportassero con rispetto ed educazione con tutti e che erano possibili incidenti di rendimento ma non erano ammesse note disciplinari.Ho incontrato ,nella carriera scolastica dei ragazzi, talpe mostruose insegnanti di matematica non in grado neppure di correggere una verifica ( LICEO SCIENTIFICO); insegnanti di filosofia e storia casi umani del tutto incapaci di instaurare qualunque tipo di contatto che dopo 3 anni scambiavano un alunno per un altro: insegnanti di lettere micidiali capaci di triturare le palle dei meschini per tre mesi su Foscolo e toccare appena Svevo e Pirandello e in grado si e no di esprimersi in corretto italiano.Potrei continuare per ore. Ai ragazzi ho sempre imposto la buona educazione come la si deve avere anche per strada o al supermercato ma non me la sono mai sentita di non capire il loro desiderio di fuggire da tutto questo.Tralascio cosa è stato il rientro dall’Australia dove i professori di biologia li portavano a vedere le colonie di pinguini o a fare surf tutti insieme per educazione fisica.Perchè noi italiani abbiamo pure il difetto di pensare che la scuola debba essere fatta solo in un modo: seduti in una classe a smarronarci su cose spesso inutili che dimenticheremo un istante dopo l’interrogazione o la verifica.Infatti la nostra ricerca e le nostre università fanno pena ( sempre mediamente). La scuola poi è intesa come posto di lavoro , esattamente come gli ospedali, dove i fruitori( pazienti ed allievi) sono un oggetto puramente incidentale: se si parla di scuola si parla solo del dramma del precariato degli insegnanti.Con tutto il rispetto : e gli allievi? e i programmi ridicoli?
    Naturalmente non posso tacere sulla laicità .Sempre con il dovuto rispetto : nessuno è sfiorato dall’idea che Alvise ed io siamo in netta minoranza sul blog ma non lo siamo affatto nella vita reale? Perchè i miei figli non possono avere un insegnamento in una scuola PUBBLICA che prescinda da credo religiosi praticati da chiccessia?Esistono le scuole confessionali per questo; non sostenete ( a torto perchè col buono scuola in certi istituti ci pagate a malapena la mensa)che Formigoni ha fatto tanto in questo senso?
    Andrei poi molto cauta sullo ‘scientificamente provato’ a proposito di feti e aborti:che dice Nanni Moretti sul significato delle parole?Per me (e non solo)’scientificamente provato’ ha un unico significato.
    Non sono d’accordo completamente neppure con Alvise : è giusto che le teste di c**** vadano a fare altro ma tutti devono partire dallo stesso punto a scuola. Altrimenti finisce che il ricco va avanti a prescindere perchè si compra i titoli in vario modo, lo sgarrupato invecs va avanti solo se si verificano alcune congiunzioni astrali. La capacità di un insegnante non sta nell’insegnare a chi ha tutti i mezzi per imparare ma nel raccattare chi parte svantaggiato. Poi anche un povero può essere pirla e allora è giusto che affondi ma non deve affondare a prescindere.
    Ho fatto una tale pappardella che mi sembra di essere un insegnante italiano medio!

    1. DaniCor

      “Perchè noi italiani abbiamo pure il difetto di pensare che la scuola debba essere fatta solo in un modo: seduti in una classe a smarronarci su cose spesso inutili che dimenticheremo un istante dopo l’interrogazione o la verifica”
      Quando ho detto: “Io non ne avevo idea di com’era in Italia, sono rimasta pó male!”
      era proprio a questo che alludevo!

    2. Ciao Francesca,
      va bene laicità un pò meno il laicismo, ideologia capziosa ed ipocrita: niente presepi e bambinelli per non offendere sensibilità “altre”, ma tutti a casa 15 giorni a Natale e 7 a Pasqua ed i bambini strapieni di regali e babbi rosso cocacola; pezzi di storia completamente cancellati e gerarchie arbritarie di memorie da condividere o dimenticare a secondo di chi è il vincitore e chi il vinto; continui appelli alla scienza ed al razionalismo più rigoroso salvo affidarsi con fede cieca ed intoccabile a teorie indimostrate e superate che però tornano comode all’antropologia nichilista e materialista che si vuol sostenere ecc ecc… quanto agli aborti…mi fa troppo male, da mamma, riportare foto e video di quello di cui parlo chè se le parole sonlo importanti lo sono anche le grida silenziose eppure tragicamente Vere di tanti bimbi non nati poco prima di essere uccisi.

  31. DaniCor

    Francesca,

    non sarà “scientificamente provato” che un feto prima dei tre mesi sia o no un essere umano…
    ma non lo è neanche il contrario.
    Nel dubbio io non supererei il semaforo.
    “Molti di quelli che vivono meritano la morte, e molti di quelli che muoiono meritano la vita. Tu sei in grado di valutare, Frodo? Non essere troppo ansioso di elargire morte e giudizi. Anche i più saggi non conoscono tutti gli esiti.” (Gandalf)

    E sulla laicità: mi va benissimo, ma che non si presenti solo una versione dei fatti:
    1) perché evoluzione come dato di fatto e non le teorie creazionistiche?
    2) perché la teoria del riscaldamento globale “ovviamente” e non quella sulle esplosioni solari?
    3) perché non parlare che nel medioevo “buio e retrogrado” le donne hanno conquistato una dignità mai avuta in nessuna civiltà precedente?

    e mi fermo qui… ci sarebbero 1000 perché

    1. Elena

      perché è quello che ci hanno sempre insegnato: che la storia la fanno i vinti, che l’uomo discende dalla scimmia, che il medioevo è stato un periodaccio, che se non ci diamo una regolata distruggeremo il mondo.
      Poi col tempo si impara a problematicizzare, a confrontare le teorie, ad avere dubbi. Io però sul fatto che siamo frutto dell’evoluzione dubbi non ne ho… mi pare che le prove siano davvero schiaccianti. A meno che non si voglia dire che veniamo dallo spazio…

      1. paulbratter

        forse è un po’ lungo come discorso ma esistono altre teorie oltre il darwinismo e il creazionismo, il disegno intelligente ad esempio, e comunque l’anello mancante è cosa risaputa (sulla quale però si glissa).
        Inoltre non tutte le teorie possono essere confutate, e qui mi fermo.

      2. Elena

        Per capire: le tracce materiali di ominidi a diversi stadi evolutivi come vengono giustificate nell’ottica creazionista? E in che modo la teoria evoluzionista (non le sue derive estremiste) sarebbe contraria ad una visione fideistica dell’uomo?

      3. paulbratter

        Dopo le scoperte del DNA e del suo funzionamento, e le ultime risultanze della biologia molecolare, l’evoluzionismo è una teoria antiscientifica; che pretende di dare per provato quel che non riesce a provare. In quanto tale, è un’ideologia oscurantista, che probabilmente ostacola ulteriori progressi della scienza.

        Per gli evoluzionisti, una spiegazione è «scientifica» solo quando è «riduzionista», ossia se i processi della vita possono essere ridotti alla chimica, e questi alla fisica. Ciò impedisce o frena la comprensione della complessità, interdipendenza e «olisticità» del vivente.

  32. 1) pensavo, LUIGI, perchè tu CREDI, ma perchè stai a
    MESTRE!!! A MESTRE se non credi a qualcosa per trarte fora, se mejo che te te copi!!!
    2)DANICOR: che c’entra il laicismo, che il diavolo se lo porti anca lu, con le esplosioni solaril il riscaldamento globale, l’oscuro medioevo, per l’oscuro medioevo sono oramai 50 anni che questo punto di vista è superato, da persone non ignoranti, le esplosioni solari sono un’ipotesi, il riscaldamento un’altra ipotesi, tutt’e due laiche, non c’è il riscaldamento teologico! o forse volete dire che, come non si parla del creazionismo, così non si parla nemmeno di fattori più
    “stellari” invece che solo di cause umane? MA PERO’, COSI’, A ME MI PARE, VOI VU SIETE PROPRIO OSCURANTISTI A BESTIA, che da Galileo in poi tirate il crocione!!! Sì, è vero, il mito della scienza esiste eccome (ODIFREDDI BABBEO) ma anche (SOCCI BABBEO)e siamo pari!!!

    1. DaniCor

      E che cavolo! Ben venga essere pari! Magari

      Tu lo dici che sono cose superata, ma purtroppo i libri si scuola non sono ancora stati riscritti!!!

      Mi piace l'”anca tu”… mi tieni ancora in considerazione!

      Con simpatia,
      Daniela

    2. Alberto Conti

      Alvise rispondo qui perchè più su si perderebbe: “non sei creatura di Dio” ma non puoi negare che sei Creatura in quanto non ti sei fatto da solo, ogni cosa (o persona) rimanda a chi l’ha fatto e il nostro desiderio di infinito rimanda inevitabilmente al Mistero dell’Infinito.

      Sulla teoria dell’evoluzione consiglio a tutti la lettura del “MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DELLA PONTIFICIA ACCADEMIA DELLE SCIENZE” (http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/pont_messages/1996/documents/hf_jp-ii_mes_19961022_evoluzione_it.html)
      E come diceva il padre di Velenia (giusto?) “sarà stata stata anche una particella di ammoniaca, ma chi ce l’ha messa?”.
      Scusate ma il Creato è troppo perfetto perchè sia nato dal caso senza un Disegno preciso.

    3. Luigi

      Questa di Mestre l’ha azzardata Paola ma non corrisponde a realtà, non ho ancora detto dove abito ma tra Mestre e dove abito io c’è la stessa distanza che c’è tra Glasgow ed Edimburgo

  33. Francesca Miriano

    D’accordo con Antonio. Spezzo una lancia in favore dell’insegnamento della matematica e della fisica.Mi è mancato tantissimo, in Italia non so perchè si considerano scienza di serie B. meglio farsi le palle su aoristo e consecutio ( dimenticate all’istante)ma ignorare l’essenza misteriosa di un’equazione differenziale. Matematica e fisica insegnate come sterili giochini nintendo senza neppure tentare di squarciare la tenebra.Eppure le rare volte che con fatica ho messo la testa oltre il baratro ne sono rimasta affascinata.Mi spiace solo non avere abbastanza cervello; perà forse se allevata da piccola. chissà…. O forse mi piace sognarlo…e la vita è sogno ( e los suenos suenos son).

  34. Luigi

    Io non sarei perentorio nel giudicare la scuola italiana. Ho visto tanta gente che ha studiato diventare dei bravi medici, insegnanti o ingegneri e altrettanta gente che ha studiato diventare ancora più stupida di prima. Ognuno deve cavarne il meglio dalla scuola e comunque tanti che non hanno studiato hanno saputo trarre dalla vita più di quanto non abbiano tratto certi liceali.

  35. Luigi

    Paola, mi sono fatto ingannare dalla sequenza dei post, forse non ho controllato l’ora di iscrizione, ma non è per nulla importante.

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