In vacanza con Jonathan

Se io fossi la donna nobile e spirituale che millanto di essere, aspetterei il venerdì per meditare la passione di Gesù, magari seguendo la bellissima via crucis di Santa Faustina Kowalska. Siccome invece sono una persona normale, con una certa tendenza, volendo, anche al trash, la prima cosa che leggo il venerdì al lavoro è la posta del cuore di Natalia Aspesi, e, diciamo la verità: non sono l’unica tra le colleghe.

Leggere le vicende amorose lì esposte mi fa sentire un po’ superiore, lo ammetto. Talmente sono squinternate le storie esposte, e talmente sono lontane dal mio pensiero le risposte.

E’ una superiorità a buon mercato, la mia, perché le lettere sono più o meno tutte di persone che seguono i loro istinti e si ritrovano, guarda un po’, con delle situazioni familiari disastrose. La Aspesi ce la mette tutta a cercare di convincerli che non devono sentirsi in colpa, e che alla fin fine hanno fatto bene.

La lettera di ieri però non mi sento di criticarla: la signora, che ha lasciato il marito per un altro e poi si è resa conto di aver procurato troppo dolore alla sua famiglia, è stata troppo onesta e la sua sofferenza troppo sincera (ovviamente la risposta era la solita: non si senta in colpa con l‘ex marito, cara lettrice, e si butti sul nuovo compagno).

Siccome adesso sono sulla metro, con il solito pratico borsone che mi porto sempre dietro, per essere certa di garantirmi la sopravvivenza in una delle tipiche situazioni che capitano a tutti noi occidentali nella vita quotidiana – rapimento da parte di alieni, smalto sbeccato, ferita da arma da fuoco, mal di testa, improvviso e impellente bisogno di consultare un diario di tre anni fa, freddo, caldo, tromba d’aria, fame, sete, calze smagliate, pelle secca – e siccome scrivo al portatile stando in equilibrio su un vagone in movimento, non riesco a estrarre dalla borsa Le lettere di Berlicche. Mi manca sempre quella mano in più che renderebbe più efficiente e produttiva la mia esistenza. Comunque, spero che Clive Staples non si offenda se lo cito imprecisamente. Leggendo il Venerdì mi è venuto in mente che il diavolo un po’ più esperto Berlicche rivela un trucco del mestiere al nipote Malacoda: noi pensiamo che il diavolo ci tenti facendoci pensare a cose peccaminose. Invece uno dei suoi trucchi preferiti è proprio quello di non farci pensare a niente. Di farci distrarre dal ragionamento serio, dalla riflessione, e di farci trasportare dall’abitudine, dal senso comune, o dall‘istinto…

Adesso, però, caro Lewis lo ammetto, ti abbandono perché finalmente il postino ci ha consegnato Freedom di Jonathan Franzen, che sarebbe il regalo di mia sorella a mio marito. Da vera sposa sottomessa glielo sottraggo e me ne  impossesso prima ancora che possa aprirlo: lo riavrà pieno di briciole e macchie di caffè e impronte di mascara (mi addormento sempre sui libri). Così, come una qualsiasi lettrice di Repubblica, mi abbandonerò tra le braccia di Franzen, cioè tra le sue pagine dico, che lui è repellente (e Silvia Bizio nell’intervista gli dà quel tocco di classe che mancava raccontando che il colletto della sua camicia non è impeccabile).

Spero che Berlicche non si accorga che mi prendo una vacanza.

28 pensieri su “In vacanza con Jonathan

  1. Siccome ieri sono riuscito ad andare a letto abbastanza presto (le 22,40), cotto come al solito; posto che ho letto qualche pagina del libro di Costanza (me ne mancano 10 alla fine…); considerato che alle 2,40 è suonato il cellulare che Paola ha inavvertitamente lasciato nella sua borsa in camera da letto; premesso che dessa stava, coma al solito quando i figli sono fuori, sul divano a pisolare, tv accesa, aspettandoli; precisato che al cellulare quel disgraziato di mio figlio Giacomo avvisava la madre che sarebbe rientrato di lì a poco; avvisato (io, alzandomi dal letto e sottolineo alzandomi dal letto …) di ciò la madre; essendo poi saltato di nuovo dal letto perché alle 3,15 il medesimo prodotto uscito dai miei lombi suonava al citofono (!!!…) per farsi aprire il portone da colei che a suo tempo lo partorì nel dolore; assiomaticamente aggiunto che alle 5,15 suonerà la mia sveglia perché l’altra meravigliosa creatura che mi diletto spesso accompagnare alle svariate mete che con qualche minuto di preavviso si degna di comunicarmi (parlo di mia figlia Francdesca) dovrà presentarsi alla partenza per i provinciali di sci; appurato, dopo qualche giro di ‘gallone’ (come si dice qui a Piacenza), che adesso sono le 4,00 e che non sono finora riuscito a riprendere sonno; dubitando di riuscire a farlo nella prossima ora (ma vi pare possibile una cosa del genere?!?…); ormai abbandonata l’idea del sano e lungo riposo che, illuso, mi prefiguravo ieri sera; considerato tutto questo, che posso fare? Andrò a leggere cosa ci ha scritto Costanza, che ringrazio di esistere e mi ha ricordato di quell’altra donna che, in crisi coniugale, si rivolse fiduciosa all’amica psicologa, dalla ricevette l’invito espresso a fare altre esperienze sessuali liberatorie.
    E la poveretta, effettivamente, le fece.
    Dal nuovo compagno trovò rudezza e botte; il marito da cui chiedette di tornare la rifiutò; una splendida famgiglia andò a rotoli.
    Anche in quel caso Berlicche seppe il fatto suo …
    La sapienza del mondo mi sa tanto una fregatura…
    Buona notte, o buon giorno, non so …

  2. … ma avete letto il Vangelo di oggi?!? …
    Di fronte alla donna della Aspesi ed a quella del mio post, la Liturgia presenta il Padre del Perdono al Figliol Prodigo (Lc. 15, 1-3.11-32)!
    Il mondo non perdona, come i mariti di cui sopra.
    La misericordia di Dio copre ogni colpa, e si può rinascere a Vita Nuova, anche in un matrimonio ferito.
    Conosco donne che hanno perdonato ai mariti traditori; conosco mariti che accettano mogli fedifraghe, e non si separano. Ho visto matrimoni ricostruiti. Ho visto mogli tradite riconciliarsi con i mariti all’ultima udienza di separazioni rabbiose e durate anni. Ne ho visto il matrimonio rifiorire di grazia.
    Ho l’impressione che in questo blog aleggi un po’ di Spirito Santo; chi vuol restare duro e puro è bene che giri alla larga…
    Temo che qui rischi un po’ di convertirsi … 🙂

    PS: compito a casa: tra le due figure dei fratelli della parabola, rispetto alle storie di donne che hanno sbagliato poi rifiutate dai mariti, tu dove ti metti? … 😉

    1. paola da Milano

      Caro Livio
      mi sono consolata molto leggendo delle tue notti insonni….come si dice:mal comune mezzo gaudio….
      a proposito del Vangelo di oggi ho appena letto un bellissimo commento(anzi vi segnalo questo sito dove tutti i giorni si riporta Vangelo con commento ed eventuali approfondinmenti:li stampo tutti con il proposito di meditare un po’…ma una buona parte si volte rimangono intonsi…comunque il sito è http://www.segnideitempi.blogspot.com vale la pena di farci un giro.)
      In quanto all domanda dove mi pongo in quanto donna…bhe grazie a Dio sono stata preservata dal traddimento,anche se ne ho combinate tante altre….,tuttavia voto assolutamente a favore del perdono(e mi scuso con la signora Aspesi che non conosco ma i cui consigli….bhooooo…no comment..anche se mi astengo dalla lettura degli stessi..).
      Se sei riuscito a capire qualcosa di ciò che ho scritto son contenta…come mi ricorda sempre mio marito…ho fattto lo scientifico..e non si può pretendere tanto.

      comunque visto che al blog partecipa un’altra Paola…io sono Paola da Milano.
      buon fine settimana a tutti
      Paola da Milano

  3. elisabetta

    sul comodino ho un libro di cui ho gia’ parlato a Costanza e che sto leggendo molto lentamente perche’ per me pieno di spunti: “La manomissione delle parole” di Carofiglio. Poco a che fare con diavoli tentatori eppure alla fine e’ del bene e del male che parla e ieri notte mi sono addormentata pensando proprio che alla fine il peccato peggiore sia l’omissione, quello su cui e’ piu’ difficile essere indulgenti perche’ presuppone la consapevolezza. Quello che per Carofiglio e’ l’opposto della scelta, parola per cui fa notare non esiste contrario sul vocabolario. Quella che Gramsci (citato nel libro) chiama la colpa degli indifferenti.

  4. Eccomi !! Devo assolutamente intervenire !!
    Innanzitutto ringrazio la mia omonima da milano che si è palesata come cittadina del luogo. Io vivo a TRENTO ma sono DI Roma e non riesco a scrivere P. DI Trento : vivo qui da 15 anni ma con gli abitanti del posto non c’entro proprio niente : li conosco , ci convivo ma non mi sento DI qui. Non mi sento nemmeno DI Roma, però. Sarà che inoltre nella vita ho avuto lunghi periodi di trasferimento e forse non sono di nessun posto. Quando poi sento parlare Guido di Totti con tanta enfasi mi vengono le bolle e i conati di vomito tanto da dubitare perfino del mio incrollabile amore per il mio amico e solo pensare a quanto in quasi 30 anni mi ha ascoltato, supportato e sopportato e a tutti i regali belli che mi ha fatto (anche adesso indosso una maglietta ormai più grossa di me, una delle prime con le poesie e le citazioni, con L’Infinito di Leopardi e ritratto un pesciolino dentro ad un bicchiere in riferimento a “E il naufragar m’è dolce in questo mare…non me la tolgo mai ci dormo pure 😉 ), alla nostra passione per la musica, Disney e Snoopy…insomma alla fine capisco che non sono nemmeno di Roma.
    Cittadina del mondo ? Naaah , non credo di avere un respiro così largo…certo che sul SENSO DI APPARTENENZA ci sarebbero tante belle cose da dire (anzi se vi va..io sono qua)…insomma tutta sta pappardella per dire che finchè posso rimanere Paola semplice preferisco !!
    Quindi ancora grazie a Paola da Milano e a tutte le Paole che vorranno intervenire!

    Poi volevo aggiungere che Natalia Aspesi è formidabile, l’ho sempre adorata, è una grande.
    Inoltre sono contenta di aver saputo come fa Costanza con tutto quello che ha da fare, a trovare il tempo per scrivere (in bilico sulla metro) perchè sto sviluppando dei sensi di inferiorità confronto a sta donna mentre io ho bisogno di concentrazione solo per fare due uova al tegamino (però in cucina sono brava, eh?).
    In ultimo volevo riallacciarmi al passaggio di Costy e alle parole di Elisabetta

    Noi pensiamo che il diavolo ci tenti facendoci pensare a cose peccaminose. Invece uno dei suoi trucchi preferiti è proprio quello di non farci pensare a niente. Di farci distrarre dal ragionamento serio, dalla riflessione, e di farci trasportare dall’abitudine, dal senso comune, o dall‘istinto…

    Io, purtroppo, non penso che sia “colpa” del diavolo : penso che sia colpa nostra, anzi, dell ‘INDIFFERENZA, dell’accidia, della pigrizia, della demotivazione…qualche giorno fa la De Gregorio diceva che, purtroppo, ci stiamo abituando a tutto..
    Voi che ne pensate ?

    Io penso perfino che questo blog finalmente mi permette di parlare con i miei amici che adoro, prima Guido poi Costance per adozione piena, di dire loro delle cose che per pigrizia e pure un pizzico di depressione per la lontananza che altrimenti non gli avrei più detto (che brutto, eh?) e mi permette anche di conoscere delle persone nuove….

  5. paola da Milano(alias Paola G.)

    ok Paola..spolverando la scrivania del marito do una sbirciatina al blog…non sono mai stata amente dei blog,ma questo proprio mi piace.Non conosco personalmente nessuno ma incappando per caso in una recensione del libro di Costanza mi son detta:”devo assolutamente leggerlo!” ne ho acquistate altre 10 copie da regalare a cicchessia:sorelle,cognate,amiche e magari se ne avenzerà qualche copia andrò per la strada e alla prima donna che incontrerò dirò:”ti regalo questo libro leggilo è bellissimo e magari ti aiuterà!”…sono abbastanza fuori da farlo….
    allora senti Paola..effettivamente “Paola da Milano” pare proprio brutto tanto più che pur essendo milanesissima non ne vado particolarmente fiera sinceramente…e in più suona quasi da telecronaca…quindi non so..accidenti non mi viene in mente niente….potrei idntificarmi come Paola G.(Giuppi è il mio cognome..semplicemente.)che ne pensi?
    In quanto a Natalia Aspesi facevo riferimento puramente alle citazioni di Costanza….devo ammettere purtroppo di essere molto ignorante e leggere veramente poco di tutto ciò che non è medicina e ricette culinarie(mi piace molto cucinare..in questo siamo simili Paola..).
    Un’ultima cosa..purtroppo è vero che ci stiamo abituando a tutto…ma penso veramente che come Eva colse la mela perchè in fondo non sarebbe successo niente anche noi spesso siamo così..agiamo pensando che in fondo non c’è niente di male a cedere alle avance del collega..o non c’è niente di male a pensare prima alla carriera che alla famiglia..non c’è niente di male a litigare con marito o chiccessia perchè noi abbiamo ragione e lo dobbiamo dimostrare anche acosto di rovinare rapporti..insomma il divolo c’è..e si diverte tantissimo..perchè tutti gli inganni che tu hai citati(pigrizia,accidia,indifferenza) sono suoi figli!
    Un abbraccio di cuore e beata te che vivi in una città così bella come Trento!
    Paola G.

  6. Alberto Conti

    Stanotte era un male comune non dormire per i figli, ovviamente i miei erano a casa, ma il Piccolo (poverino sarà il Piccolo fino a 40 anni, salvo che non rimanga il più piccolo) ha passato la notte a fare il remake dell’esorcista; pertanto oggi sono troppo stanco per scrivere cose di senso compiuto (e dovrei anche finire un lavoro!!)o comprendere appieno gli interventi; però il concetto che il diavolo non ci induce a pensare a cose peccaminose ma semplicemente a non pensare è arrivato e mi piace un sacco (anche perchè è troppo vero).

  7. Caro Livio, non ho ancora figli che escono la sera, ma credo che morirò di angoscia. Quando toccava a me, veramente, raramente avevo il permesso di superare la mezzanotte, ma immagino che i tempi siano cambiati.
    Quanto al figliol prodigo, io penso che a volte rischio di essere il figlio maggiore, quello che sta a casa ma sotto sotto pensa di avere diritto a un premio, a una ricompensa, perché non è andato a divertirsi. Si vede che mi devo ancora convertire, visto che il meglio è stare nella casa del Padre sempre, dall’inizio come ha fatto il figlio maggiore. Il premio è già quello, è essere amati infinitamente dal Padre, stargli sempre vicino e non avere bisogno di niente. Quando mi sento brava è perché in fondo in fondo penso che sto facendo una rinuncia, invece che scegliendo la parte migliore. Quindi sono schiava della mentalità del mondo. Conclusione: mi devo convertire…

    1. Fino a diciottanni anch’io (maschio!) dovevo essere a casa alle undici. Mio figlio Giacomo va per i ventuno …
      e la madre ancora lo aspetta sul divano perché, dice, se la che lo aspetto è diverso … Vedi le madri? … 😉

  8. guido

    visto che siete una bella compagnia di nottambuli, se verso l’una siete in casa e non avete niente di meglio da fare vi invito a vedere su RAI3 (dopo il tg3 della notte), Agenda del Mondo con una puntata realizzata da me (il marito di Costanza), sulla tragedia del Giappone solo con immagini e musica (è meno noiosa di quello che può sembrare e dura solo 12 minuti).
    Se non la vedete vi tormenterò da domani con il link per vederla su internet.
    Ciao

  9. Allora un grosso ciao a Paola G., io sono Paola M. ma sul resto del cognome lascio il segreto perchè un cognome importante e controverso anche se io e mio cugino (oooops) siamo molto lontani, ci assomigliamo solo di faccia e di carattere !!! 😉
    Sì, vivo a Trento che è una città bellissima e dove i miei figli, più che altro quello grande, adolescente la sera può anche tornare da solo di buon passo anche se per il momento ha un coprifuoco a piedi più severo di quello di Costy ai tempi; mia figlia oggi ha avuto un compleanno di tredicenni e sono andati a piedi a godersi un panorama…incredibile !!
    E’ vero Trento e dintorni sono bellissimi ma qui non parla mai nessuno, tutto tace, i tempi sono lentissimi io non ne posso più e penso si capisca da quanto parlo su questo adorabile blog

    PS Mi sa che il libro di Costance fa proprio venire voglia di regalarlo : anche io ho fatto lo stesso e, quando non so cosa fare per qualcuno, vado a prendergli una copia!!

  10. Guido ci sarò, farò di tutto per essere sveglia se no domani espierò su internet. Ti mando un bacio grande, grande marito di una moglie ingombrante….ehhh un po’ sì, bisogna dirlo !!!

  11. AIUTO mia figlia, oltre a guardare il panorama, oggi ha anche giocato per la prima volta a Bottiglia …però se lo racconta non sarà grave no?

  12. giovanni

    Beh, allora, tra tutti quanti, mi sa che abbiamo acquistato, regalato e fatto acquistare centinaia di copie del libro di Costanza! Ma la prima edizione non è ancora esaurita?
    Sto pensando a una presentazione a Milano… Che ne pensi?
    Il sequel come si chiamerà? “Sposala e sottomettila”?
    Giovanni

    1. Giovanni,non ci posso credere: sei un genio! Era proprio quello che pensavo di provare a scrivere, ma ne ho parlato solo con mio marito, e ho accennato l’idea a Camillo Langone.
      Quanto alle copie vendute, non riesco a sapere niente dalla casa editrice, mi dicono che i tempi sono lunghi, però già siamo alla seconda ristampa, quindi credo che quando anche questa sarà partita per le librerie saremo a quota cinquemila copie che se ne vanno in giro per l’Italia. Io sono contentissima! Grazie!
      Quanto a Milano due nuove amiche, Raffaella Frullone de La Bussola Quotidiana e Cristina (non ricordo il cognome) si sono informate per il Centro Culturale, ma hanno detto loro che fino a novembre non è possibile. Per me andrebbe bene anche novembre, anche se stento a credere che si possa fare, vista la caratura degli ospiti che di solito lo frequentano. Se tu, Giovanni, hai altre idee, vengo volentieri. Cerco di limitare gli impegni per non sottrarre troppo tempo ai bambini, ma Milano è Milano!!! Grazie ancora di tutto…

  13. Francesca Miriano

    Sto vegliando. Cara Cochi vedrai che ci farai il callo e alla fine non soccomberai come pensavo di fare io. Un mio amico mi ha detto una frase che mi ripeto ogni volta che mi alzo a controllare le camere e le trovo vuote :i figli vanno consegnati alla vita.Noi abbiamo fatto il tirocinio con l’Australia. Non posso dimenticare la lacerazione dei primi giorni e la sindrome del nido vuoto.Per fortuna che c’erano i gatti. A proposito:Sergio come va? Vedo che le ansie genitoriali accomunano senza distinzione di sesso, razza, religione,fede politica.
    Per il resto siete troppo pii per una peccatrice impenitente come me e volate troppo alti in cieli che non conosco.Facendo incazzare sicuramente qualcuno (altrimenti che gusto c’è ad essere sempre tutti all’unisono)citerò il mio maestro Altan che mette in bocca al suo Dio (quello sulla nuvola con in testa il triangolo con l’occhio)questa frase : ‘Ma chi me l’avrà fatto fare di inventare le religioni?’
    Ovvia..si fa per scherzare…direbbe Benigni

    1. Dada, il gatto Sergio è arrivato, è terrorizzato e sta sotto il letto di Bernardo, l’unico dei quattro che non lo vuole perché è un po’ gatto anche lui. Le bambine lo vorrebbero vestire da principessa, e lui si butterebbe volentieri dalla finestra. Purtroppo per lui siamo al piano terra…

    2. Cara cugina (non sottomessa sia chiaro!) di Costanza, permetti una parola?
      Mi pare che hai già cambiato tono e registro.
      Dietro la rigida regola di una certa, forse, ideologia, batte quindi un cuore (di mamma)? …
      Però non ti arrabbiare 🙂

    1. Caro Guido, le immagini sono talmente eloquenti che ogni parola è superflua. Prima di vedere il filmato che tu hai montato avevo in mente qualche battuta, ma mi si è gelata in gola. Quanta sofferenza!

      1. guido

        Grazie Claudia Paola e Livio, ho più volte realizzato lavori di questo tipo (ad esempio quando ci fu l’operazione “Piombo Fuso” a Gaza), solo con le immagini e un commento musicale e quello che salta agli occhi e che le parole del giornalista sui servizi oltre a essere a volte inutili e spesso retoriche, possono anche essere dannose facendo dimunuire la forza naturlamente descrittva che le immagine stesse hanno, di fronte a certe tragedie veramente non c’è bisogno di aggiungere altro.
        PS che invidia Livio, forse l’unica cosa che rimpiango di quando ero single e senza figli era la mia passione per lo sci che potevo coltivare come e quando volevo!

  14. Francesca Miriano

    Guido ho visto non in diretta il tuo lavoro sul Giappone e mi è piaciuto molto. Perchè non fai un link anche per quello che hai fatto su Gaza?La scorsa estate sono stata in Israele e nei territori palestinesi (per inciso viaggio che mi ha fatto diventare ancora più laica)e mi interesserebbe vedere queste immagini.Anche a me piace sciare:quando avevamo i bimbi piccoli ci trovavamo molto bene in Alta Badia. Defatigante ma impagabile|
    Livio carissimo, finalmente un tono che mi piace|Anche tu ti sei smollato e hai perso quel fare un tantino cardinalizio che mi rendeva ostico il dialogo.Si , hai capito bene :anche gli atei hanno un cuore (e non solo di mamma)!E poi di solito non mi prendo troppo sul serio e anche questo aiuta. Chissà, magari un giorno ci potremmo incontrare su una pista di sci( mi riconosci subito per l’inconfondibile stile a pelle di leopardo)e farci quattro risate ( anche i cattolici ridono vero?). Un salutone non sottomesso.

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