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14 aprile 2014

Misericordia vò cercando ch’è sì cara

di paolopugni

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di Paolo Pugni

M’è rimasta dentro questa storia della misericordia e mi tormenta. Ne ho parlato l’ultima volta qui (mamma mia era l’inizio di marzo!) suscitando commenti. E contestazioni. Capita.

Anche a Gesù capitava e con questo –prendete nota vi prego- NON (maiuscolo) intendo paragonarmi a Lui, ci mancherebbe. Solo affermare che quella frasetta buttata lì dal maestro sul quello che hanno fatto a Lui e che avrebbero fatto ai discepoli… beh il suo senso l’aveva…

4 marzo 2014

Dio ti spiazza sempre

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Il bello di Dio è che ti spiazza sempre, che ti prende in giro come solo coloro che ti amano in profondità sanno fare. Quando hai quasi finito il solitario, ti mancano quattro carte, eccoLo che arriva e ti scombina tutto, spariglia, confonde. Fa nuove tutte le cose. Di continuo.

E ci resti male perché correre alla velocità di Dio mica è facile. Per fortuna quando sei lì, con il pianto a dirotto che sta per scoppiare, come un bambino a cui il mare si mangia le formine di sabbia, ecco che senti la sua mano che ti accarezza i capelli e ti sorride e ti abbraccia.

16 febbraio 2014

50 preghiere di speranza

di paolopugni

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Stefania Perna è come noi: illuminati dalla banalità del quotidiano, dentro il quale cerchiamo un senso, magari perché un giorno un amico t’ha preso per i capelli, o perché sei inciampato in un dolore, o in una gioia. Ma non l’hai lasciato scappare, ti sei fatto abbracciare da quella domanda e non te la sei ancora scrollata di dosso. E per lenirne l’effetto, scrivi.

20 gennaio 2014

Le targhette

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Immagina una chiesa in settimana. Buia, silenziosa. Magari anche vuota. Ci entri. Individui la panca. Ti siedi o ti inginocchi, non ci fai caso, poi all’improvviso, quando giri lo sguardo forse per cercare una maggiore concentrazione, forse per scacciare un pensiero che si insinua, ti invadono il campo visivo, sommessamente però, non come una luce che squilla.

3 gennaio 2014

La vita sta nei libri

di paolopugni

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di Paolo Pugni

La vita sta nei libri. Nel senso che quando è scritto bene un libro ti squaderna le profondità del reale, ti strattona per farti vedere oltre la superficie, ti afferra per… beh, lì, per farti uscire dalla prigione del grigiore, un po’ come l’incantesimo che Vermilinguo aveva gettato su Re Theoden.

12 dicembre 2013

Ma va a’ morì… per lei!

di paolopugni

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 di Paolo Pugni

Nell’invitarci a morire per loro, per le mogli, Costanza non intendeva in terra lontana, nella missione straniera, in crociata, abbandonata casa e famiglia, per combattere su territori distanti.

Ho il terrore che accanto alle marines che affollano le truppe di Gudbrando si debba creare una Legion d’Onore di Gudbranda, per difendere matrimoni e mogli da mariti sempre più ingobbiti e assenti. Volevo scrivere una lettera al Pierino della situazione, figura mitica che in realtà rappresenta più di un marito, ma preferisco andare giù piatto e sintetico.

21 novembre 2013

La dittatura dei doveri

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Anche il sorriso. Troneggia dai cartelloni per pubblicizzare non so più se un dentifricio o uno studio odontoiatrico. Tutti hanno diritto al sorriso. Diritto? Ormai è una dittatura.  Sì dico, tutto è un diritto. Anche quello al lusso. Lo dice una nota casa automobilistica. È tedesca, vorrà dire che glielo ha concesso la Merkel!

Eppure ci si dimentica in fretta, fa comodo, che il diritto ha un rovescio, che è il dovere. Già, che bella banalità! Così banale che l’abbiamo rimossa.  A nostro vantaggio.

2 novembre 2013

Fuori Dio

di paolopugni
Questo post va in onda a … blog unificati.  Viene pubblicato in contemporanea sulle pagine http://costanzamiriano.com  e
Buona lettura ai visitatori di questi blog: suggeriamo di visitare anche l’altra pagina per conoscerne ricchezza e argomenti

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di Paolo Pugni

Incontro un gruppo di psichiatri per un lavoro sull’analisi e la soluzione dei problemi.

Mi presentano il loro problema più grande: la drastica riduzione di risorse a sostegno dell’azione sulle patologie dissociative e sulle dipendenze (spero di aver riportato correttamente i termini). È vero che sono diminuiti i soldi a disposizione, ma il problema è un altro: il punto chiave è l’aumento esponenziale di pazienti posizione. Incuriosito chiedo spiegazioni: mi stupisce e spaventa questo aumento delle follie (lo so, sono politically uncorrect, forse bisognerebbe dire diversamente raziocinanti per evitare una accusa di matto fobia). E mi si apre un mondo: ma assomiglia a Caina, l’inferno in terra. Già perché scopri il dramma che sta alla base dall’aumento di malati. Che è un termine tutto da chiarire.

18 ottobre 2013

L’amore all’improvviso

di paolopugni

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 di Paolo Pugni

Ci son cose che ti sbilanciano, ti ribaltano. Come se all’improvviso una parola, un’immagine, una cifra ti svelano il mistero e ti rovesciano la vita, mostrandoti che è tutto sbagliato, che hai sbagliato tutto. Come Neo che si risveglia nella vasca e scopre che la sua vita è Matrix.

Perché i tre corner hanno prodotto molto più che un solo rigore. Andando avanti nella lettura di quel libro che mi sta guidando ad attraversare il regno del mio egoismo e della mia ignoranza, quel Sapere di amore di don Ugo Borghello di cui si parla molto su questo forum a lui dedicato, mi ha proprio preso a schiaffi nel mostrarmi come alla fine tutto è amore, anzi Amore con la maiuscola.  

7 ottobre 2013

Tre corner un rigore

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Tre corner un rigore. Questa era la regola quando giocavi a palla nei vicoli stretti di un borgo di lago. Tre indicazioni una predica. Di Papa Francesco che così si fa ricordare e ti aiuta a crescere.  Tre indizi fanno una prova: non è probabilmente una tesi accettabile in un tribunale, ma nei romanzi gialli sì.

24 settembre 2013

Hate is in the air

di paolopugni

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di Paolo Pugni

C’era una canzone quand’ero giovane.  Di John Paul Young. Love is in the air. Faceva everywhere I look around… Beh oggi credo che si debba sostituire il soggetto della frase con un altro sostantivo: odio. E non sto drammatizzando. Potrei scrivere Hate is in the net per cominciare, che poi è la conseguenza di uno che respira l’aria e la caccia fuori con le sue parole.

4 settembre 2013

È questo che volevamo?

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Abbiamo inseguito la libertà totale e ci troviamo immersi in un mondo di dolore e di diffidenza. Il solito proclama apocalittico?  Vediamo i fatti.

Libero amore tra due persone che vogliono vivere insieme: tolti i vincoli, della natura non della legge, che partendo dalla persona precisavano che ci dovesse essere una dimensione senza fine, l’unica che garantisse che i due fini della relazione – mutuo aiuto e procreazione- non andassero persi, ci troviamo a dover lottare con femminicidi, famiglie allo sbando, figli persi, bamboccioni, bambagioni, adolescenti killer e così via.

19 agosto 2013

Qualcosa di diverso

di paolopugni

Manghi Qualcosa di diverso

di Paolo Pugni

Tutte le famiglie infelici sono infelici nel medesimo modo. Ogni famiglia felice è felice a modo suo. E se cercavo un pretesto per poterlo affermare non da solo così come un bell’aforisma monco, ma connesso a qualche cosa che lo meritasse davvero, ecco qua come cacio sui maccheroni il secondo libro di Marcella Manghi Catania, Qualcosa di diverso (edizioni Ares), raccontato anche qui, che ci dispiega come la vita sia davvero un romanzo, specie quando non ha colpi di scena e tragedie. Che quelle le lasciamo alla letteratura d’autore.  

2 agosto 2013

Gli afortweet di Mariolina

di paolopugni

ceriotti migliarese

di Paolo Pugni

Mariolina Migliarese ha molto in comune con Costanza Miriano. Innanzitutto la chiarezza sulla realtà. Quello sguardo secco che spesso le donne, sagge, sanno avere, che supera la superficie, che intuisce –quella caratteristica così femminile di cogliere senza la mediazione razionale: intus ire cioè andare al cuore nell’intimità- che svela.

11 luglio 2013

Quand’è che abbiamo perso la voglia di avventura?

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Quand’è che abbiamo perso la voglia di avventura, la voglia di frontiera? Quella forza che ci faceva sfidare il vento e fremere e gridare contro il cielo? Quella caparbietà di conquistare metro dopo metro la nostra storia?

Quand’è che abbiamo sostituito la speranza con la comodità, il ventre pieno, l’assenza di moto? Che peraltro ci hanno ingannato, perché questa calma piatta, questa fine della storia, non esiste, è menzogna: una volta fattici stendere sul divano, spenta ogni voglia di crescere, ci hanno prosciugato, gettato nell’aridità. E siamo rimasti prigionieri del divertimento, questo folle distogliere lo sguardo dalla vita per piombare nella sfrenata prigionia dei sensi.

24 giugno 2013

Guardare indietro

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Giunge un’età in cui cominci a guardare indietro. Non per nostalgia, ma per capire. Forse perché senti, e la statistica ti dà ragione, che il mezzo del cammin di nostra vita l’hai varcato, e magari da un po’, per cui guardi la traiettoria che fin lì hai tracciato per vedere dove va a finire la tua linea e se sei ancora in tempo a correggere la rotta.

4 giugno 2013

Quando passa Gesù

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Sembra che lo faccia apposta, il tempo, a tornarmi addosso con violenza, con quella malagrazia con la quale ti torna su l’alcool quando hai esagerato. Anche quando è per il bene, non è mai esente dall’acido e dalla forza. Così a fine maggio si son compiuti trent’anni da quando Giovanni Paolo II, dopo oltre cinque secoli, portò il Papa a Milano. Proprio davanti alla nostra chiesa, all’epoca solo di Franca, oggi di tutta la famiglia. Correva l’anno 1983, e correva proprio dato che noi andavamo di corsa verso il matrimonio che sarebbe stato celebrato meno di due anni dopo, e i sogni correvano veloci anche nell’Italia che usciva dal anni bui e si ubriacava con la Milano da bere.

24 maggio 2013

La barba e la cicatrice

di paolopugni

palcoscenico

di Paolo Pugni

Carissimo Valerio, ti ho visto sdrucito e sfarinato stamane quando mi sei apparso come un riflesso per pochi istanti. Poi non ho più visto il tuo viso e ho iniziato a pensarti. Come eri. E come sei diventato. E mi sono commosso.

Ho visto quello che hai fatto e quello che hai distrutto in questi anni e non ho potuto fare a meno di provare una fitta di dolore, caro, perché fai sicuramente parte di quella generazione che ha dissipato ciò che i padri avevano accumulato, di fatto rubando ai tuoi figli quello che non avevi ricevuto in eredità ma, come si dice, in prestito.