Archivio dell'autore

15 dicembre 2014

La fede sospesa

di paolopugni

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 di  Paolo Pugni

Si perde la fede così, come una foglia che cade in autunno: si piomba nel dilemma che produce disperazione. Un silenzio che rugge, un mormorio che assorda, un parlare al cuore che avvelena la ragione possono essere scorciatoie per deporre Dio ai piedi del nulla. Annacquare quel deposito che hai difeso per anni fino a svuotarne il senso, ridurlo a follia.

25 novembre 2014

Inseguito dalla luce

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Non se ne va, ritorna con deliberata crudeltà. E tormenta. La viola d’inverno. Che ormai m’accompagna la sera e non si schioda dai miei pensieri.

Anche oggi, m’attraversa l’orizzonte la notizia che è morto quel bimbo per cui si pregò molto qui su queste pagine.

Si rincorrono i dolori.

Ottobre aveva i colori di novembre: scopro con brutale durezza di un amico morto nel 1999, quando le notizie giravano ancora solo per telefono, ed è come se m’avessero colpito oggi. Poi come una esplosione arriva un sabato un grido: il figlio venticinquenne di comparrocchiani, ben noti e apprezzati, è volato su da un dirupo del Resegone direttamente in cielo. E il quartiere è stato scosso, segnato, come tagliato a pezzi.
Perché la roccia gli s’è fatta sabbia nelle mani e la ghiaia assassina ha negato la presa. Venticinque anni.

6 novembre 2014

Margherita adesso è Tua

di paolopugni

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 di Paolo Pugni

Io non posso stare sveglio con le mani nelle mani, troppe cose devo fare prima che venga domani.

Era Margherita. Era la prima canzone in cui Cocciante sorrideva, amava, urlava la felicità.

Era.

Era Margherita. Era tre banchi di fianco. Era un sorriso sommesso. Era l’università rimandata. Era un’amica riemersa –miracoli di Facebook?- era una della terza C, anzi no, perché al terzo anno aveva cambiato sezione, ma era comunque una di noi del ginnasio.

27 ottobre 2014

Milano mia portami via

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Metti una sera milanese, di quelle che tutto il giorno hai corso e lavorato così, come nelle più crude e reali barzellette sui polentoni imbruttiti. Metti che la sera hai un invito a cena da amici in occasione di una conferenza che loro hanno organizzato e che include la presenza dell’ospite d’onore. Metti che questa persona la conosci e hai una grande voglia di rivederla. Metti che riesci a incastrare tutto alla perfezione, che riesci –non tu, Gudbrando, ma lei la moglie- a cuocere anche una focaccia da portare come contributo alimentare e gli amici che porti con te ci mettono i salumi d’eccellenza. Metti che poi intorno al tavolo ci siano anche altri amici che non vedi magari da tempo –ah, maledetta metropoli che disperdi e diluisci le occasioni di stare insieme!- e che rivedi con gran piacere.

17 ottobre 2014

Solido come un crocifisso

di paolopugni

 

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di Paolo Pugni

Si dice che san Francesco abbia così distinto il lavoro dall’arte: “chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con mani, testa e cuore è un artista”.

Se è così allora sono artisti i fratelli Marchesi che il cuore lo mettono dentro al vetro per tirarci fuori il significato della vita, vale a dire il crocifisso.

Che dentro nella sua fragilità mostra in effetti tutto quello che c’è da capire. E quello che hanno deciso di fare è il segno che si può sempre andare oltre la superficie, oltre l’acqua che si scontra con il vento e ti sballotta nel dolore e nella confusione, puoi sempre immergerti sotto e lasciarti andare con dolcezza a cercare il senso.

18 settembre 2014

E chi non è mai innamorato?

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Ci sono libri con i quali dialoghi per la vita: perché dentro hanno quella saggezza che ha sempre da spiegarti il senso delle cose e dell’esistenza. Ci sono saggi che prendono questi libri e te le rendono ancora più amici al punto che poi confondi le parole di uno e dell’altro, i visi degli autori. Perché chi scrive si divide in due categorie: chi racconta con una forza da strapparti il male di dosso e chi spiega per lasciarti la speranza che ce la puoi fare.

Franco Nembrini appartiene alla seconda categoria.

11 settembre 2014

La confusione delle parole

di paolopugni

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 di Paolo Pugni

Rilancio una citazione trovata per caso “La mancanza di autorità nelle famiglie moderne è forse la malattia più diffusa” (Carlo Carretto). E si scatena la bagarre.

Perché la parola autorità fa paura. I più positivi ti correggono: è di autorevolezza che c’è bisogno. I più prevenuti sparano: l’autorità trascina alla violenza, anzi è violenza essa stessa. E rincarano: solo una società senza autorità potrà essere civile.

22 luglio 2014

La realtà dipinta

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Visitiamo la mostra degli impressionisti offerti dal Quai d’Orsay a Roma, entro al Vittoriano, la macchina da scrivere per intenderci, e il percorso ci porta dalle opere precedenti al periodo considerato fino agli albori del decostruttivismo.

Ammiro alcune opere, altre le osservo perplesso.

13 giugno 2014

#diconocheèrisorto

di paolopugni

di Paolo Pugni

Certo che sono forti questi discepoli, dovremmo imparare da loro l’onestà intellettuale. Sono sconvolti, lo dicono loro, abbattuti e anche un po’ indisposti da questo viandante che si affianca a loro sulla strada per Emmaus. Che già se oggi sei lì che cammini a testa bassa e triste e ti si avvicina uno che ti chiede come va, e non sai chi sia, è un “foresto”, lo mandi a stendere. Che accidenti vuoi? diresti. Invece loro lo accolgono, magari per deriderlo un pochino, lo prendono per un tonto, uno che sta fuori dal mondo, magari non è neanche su Facebook, non c’ha l’account Twitter e non sa nulla di #gerusalemmeGesùcrocifisso che è stato il trand più seguito degli ultimi giorni. E calano l’asso: #diconocheèrisorto. Ma le donne eh? Non ci allarghiamo, che non si sa mai quello che dicono.

3 giugno 2014

Once pilgrim always pilgrim

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Sono tornato. Che in realtà non si può dire. Primo: perché non sei mai andato via. Secondo perché sei ancora per strada. Terzo: perché è la frase che chiude il Signore degli Anelli e ci vuole rispetto per un capolavoro, mica lo citi così senza riconoscere la fonte. Però va detto perché fa figo (si potrà scrive qui sul blog questa parola? Spero di sì) e perché offre molto conforto alla mia autostima, che qualche volta ce ne è anche bisogno.

Sì, ma.. tornato da dove?

14 aprile 2014

Misericordia vò cercando ch’è sì cara

di paolopugni

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di Paolo Pugni

M’è rimasta dentro questa storia della misericordia e mi tormenta. Ne ho parlato l’ultima volta qui (mamma mia era l’inizio di marzo!) suscitando commenti. E contestazioni. Capita.

Anche a Gesù capitava e con questo –prendete nota vi prego- NON (maiuscolo) intendo paragonarmi a Lui, ci mancherebbe. Solo affermare che quella frasetta buttata lì dal maestro sul quello che hanno fatto a Lui e che avrebbero fatto ai discepoli… beh il suo senso l’aveva…

4 marzo 2014

Dio ti spiazza sempre

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Il bello di Dio è che ti spiazza sempre, che ti prende in giro come solo coloro che ti amano in profondità sanno fare. Quando hai quasi finito il solitario, ti mancano quattro carte, eccoLo che arriva e ti scombina tutto, spariglia, confonde. Fa nuove tutte le cose. Di continuo.

E ci resti male perché correre alla velocità di Dio mica è facile. Per fortuna quando sei lì, con il pianto a dirotto che sta per scoppiare, come un bambino a cui il mare si mangia le formine di sabbia, ecco che senti la sua mano che ti accarezza i capelli e ti sorride e ti abbraccia.

16 febbraio 2014

50 preghiere di speranza

di paolopugni

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Stefania Perna è come noi: illuminati dalla banalità del quotidiano, dentro il quale cerchiamo un senso, magari perché un giorno un amico t’ha preso per i capelli, o perché sei inciampato in un dolore, o in una gioia. Ma non l’hai lasciato scappare, ti sei fatto abbracciare da quella domanda e non te la sei ancora scrollata di dosso. E per lenirne l’effetto, scrivi.

20 gennaio 2014

Le targhette

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Immagina una chiesa in settimana. Buia, silenziosa. Magari anche vuota. Ci entri. Individui la panca. Ti siedi o ti inginocchi, non ci fai caso, poi all’improvviso, quando giri lo sguardo forse per cercare una maggiore concentrazione, forse per scacciare un pensiero che si insinua, ti invadono il campo visivo, sommessamente però, non come una luce che squilla.

3 gennaio 2014

La vita sta nei libri

di paolopugni

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di Paolo Pugni

La vita sta nei libri. Nel senso che quando è scritto bene un libro ti squaderna le profondità del reale, ti strattona per farti vedere oltre la superficie, ti afferra per… beh, lì, per farti uscire dalla prigione del grigiore, un po’ come l’incantesimo che Vermilinguo aveva gettato su Re Theoden.

12 dicembre 2013

Ma va a’ morì… per lei!

di paolopugni

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 di Paolo Pugni

Nell’invitarci a morire per loro, per le mogli, Costanza non intendeva in terra lontana, nella missione straniera, in crociata, abbandonata casa e famiglia, per combattere su territori distanti.

Ho il terrore che accanto alle marines che affollano le truppe di Gudbrando si debba creare una Legion d’Onore di Gudbranda, per difendere matrimoni e mogli da mariti sempre più ingobbiti e assenti. Volevo scrivere una lettera al Pierino della situazione, figura mitica che in realtà rappresenta più di un marito, ma preferisco andare giù piatto e sintetico.

21 novembre 2013

La dittatura dei doveri

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Anche il sorriso. Troneggia dai cartelloni per pubblicizzare non so più se un dentifricio o uno studio odontoiatrico. Tutti hanno diritto al sorriso. Diritto? Ormai è una dittatura.  Sì dico, tutto è un diritto. Anche quello al lusso. Lo dice una nota casa automobilistica. È tedesca, vorrà dire che glielo ha concesso la Merkel!

Eppure ci si dimentica in fretta, fa comodo, che il diritto ha un rovescio, che è il dovere. Già, che bella banalità! Così banale che l’abbiamo rimossa.  A nostro vantaggio.

2 novembre 2013

Fuori Dio

di paolopugni

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di Paolo Pugni

Incontro un gruppo di psichiatri per un lavoro sull’analisi e la soluzione dei problemi.

Mi presentano il loro problema più grande: la drastica riduzione di risorse a sostegno dell’azione sulle patologie dissociative e sulle dipendenze (spero di aver riportato correttamente i termini). È vero che sono diminuiti i soldi a disposizione, ma il problema è un altro: il punto chiave è l’aumento esponenziale di pazienti posizione. Incuriosito chiedo spiegazioni: mi stupisce e spaventa questo aumento delle follie (lo so, sono politically uncorrect, forse bisognerebbe dire diversamente raziocinanti per evitare una accusa di matto fobia). E mi si apre un mondo: ma assomiglia a Caina, l’inferno in terra. Già perché scopri il dramma che sta alla base dall’aumento di malati. Che è un termine tutto da chiarire.