17 agosto 2012
di Jane

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Wilhelm Roentgen, Premio Nobel per la fisica nel 1901 (quando ancora i premi Nobel non li davano facendo ambarabaciccicoccò), ha scoperto i raggi X mentre studiava i raggi catodici. Diceva sempre “Io non ho pensato. Ho sperimentato” ( anche se, detto così, non è molto rassicurante).
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19 marzo 2012
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Ma alla fine, in amore la verità bisogna sempre dirla tutta? O solo quando viene richiesta? E anche qualora ci venisse richiesta, è sempre giusto dirla?
Alberoni, ossia la mia primaria fonte di ispirazione per questi temi, nel suo ultimo articolo del lunedì (per chi ancora non lo sapesse ora è passato a “Il Giornale”, quindi è inutile ogni lunedì cercarlo disperatamente in fondo a sinistra nella prima pagina del Corriere, lui non c’è più, dovete farvene una ragione) intitolato “Se la sincerità è il salvavita della passione”, afferma che l’unica cosa che faccia durare la passione amorosa, l’unica forza in grado di tenerla unita è la sincerità.
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29 febbraio 2012
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Lo scrittore britannico E. M. Forster diceva che se non ricordiamo non possiamo comprendere. Ricordare significa, letteralmente, ripassare dalle parti del cuore. In fondo, forse, è vero che la vita è quella che si ricorda e che si è in grado di raccontare.
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8 febbraio 2012
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L’Huffington Post ieri ha pubblicato una bellissima intervista a Diane Disney Miller, la figlia di Walt Disney. L’intervista è stata rilasciata in occasione dell’uscita della versione restaurata in DVD di “The Lady and the Tramp” (tradotto in Italia con “Lilly e il vagabondo”) e in occasione del 57° anniversario dell’apertura di Disneyland.
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30 gennaio 2012
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Finalmente è successo. Il giorno è arrivato. Ero a messa e tu eri lì. Sono stata distratta per tutto il tempo, a guardarti, a scrutarti, a studiarti. Mi volevo avvicinare, ma non sapevo quando e come farlo. Per il segno della pace? In fila per la comunione? No. Ti volevo aspettare fuori dalla chiesa e braccarti così, quasi per caso, come se mi imbattessi in te per sbaglio. E invece niente, dopo la messa mi è bastato perderti di vista un microsecondo e tu ti sei volatilizzato, sei scomparso, forse sei fuggito per la paura di esserti sentito osservato in modo insistente per un’ora di celebrazione.
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20 gennaio 2012
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Come dice il grande Atticus Finch ne Il buio oltre la siepe, non si può davvero capire una persona fino a che non si cerca di vedere le cose dal suo punto di vista, fino a che non ci si mette nei suoi panni.
Mettersi nei panni altrui può essere importante per diversi motivi. Per esempio, per comprendere meglio il perché delle scelte dell’altro, per riconoscere e rispettare di più le sue idee.
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21 dicembre 2011
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Visto che siamo a Natale, e Natale vuol dire “nascita”, e “nascita” vuol dire nuova vita che si affaccia alla bellezza e alla complessità del mondo, non si può non pensare anche alla famiglia. In essa la nuova vita trova accoglienza, riparo, certezza, fiducia, sicurezza, radici. Se si pensa ad una nuova vita, si pensa all’amore di una madre e di un padre, che guardano al frutto della loro unione con stupore, meraviglia, gioia. Una nuova nascita significa anche l’emergere di uno spontaneo senso di responsabilità da parte del padre, di una naturale predisposizione alla cura e all’accoglienza da parte della madre.
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12 dicembre 2011
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C’è una figura circense che riesce a mantenere in equilibrio una certa quantità di piatti, facendoli roteare con dei bastoncini, più o meno tutti allo stesso ritmo, senza farli mai cadere. Un’operazione di questo tipo, detta in inglese “spinning plates”, richiede davvero grande abilità, coordinazione, organizzazione, concentrazione. continua a leggere
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2 dicembre 2011
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Cos’hanno in comune Fitzwilliam Darcy, Frederick Wentworth e Edward Rochester? Sono tutti e tre uomini perfetti. Ho letto recentemente un articolo intitolato “Il segreto di Mr. Darcy”, in cui si elencavano i numerosi pregi del personaggio maschile più famoso della letteratura romantica, dotato di qualità tali da consentire di definirlo senza ritegno come l’uomo ideale.
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23 novembre 2011
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Un ragazzo e una ragazza si incontrano, un giorno. Appena laureati, ubriachi, dopo aver festeggiato come di dovere uno dei giorni più belli della vita, si ritrovano seduti sullo stesso letto a chiacchierare in attesa di smaltire la sbornia, attratti l’uno dall’altra da qualcosa di indefinito. Si trovano a guardarsi negli occhi e a dirsi “Proviamo a restare amici”. continua a leggere
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14 novembre 2011
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Riuscire a conciliare famiglia e lavoro rende più soddisfatti e, soprattutto, più produttivi sul lavoro. Sembra essere questa la formula vincente proposta dalla Regione Lombardia insieme ad Altis (Alta Scuola Impresa e Società) per risolvere l’eterno dilemma che coinvolge uomini e donne che lavorano, ma che riguarda in particolare le donne. Molti ne sono convinti, e ritengono che quella formula sia una soluzione realizzabile. O almeno, che sia un tentativo che aziende, società e altri luoghi professionali di un certo livello dovrebbero porsi tra le principali iniziative. continua a leggere
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3 novembre 2011
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Dopo il “Rosso Valentino” ecco che dovremo aggiornare i nostri armadi con il “Nero Fo”. Nel giorno in cui noi cristiani riportiamo la mente e il cuore ai nostri defunti (ieri 2 novembre), esce il cofanetto del monologo di Dario Fo “Dio è nero!”. Proprio così, con quel punto esclamativo che sembra volerci dire “Mondo svegliati, ho capito una cosa sensazionale!”. continua a leggere
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24 ottobre 2011
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Credo che sia doveroso imparare a leggere un po’ di tutto. Non tanto perché bisogna esercitarsi a non esaurire le proprie opinioni nei propri pregiudizi (esercizio purtroppo inutile per gran parte dell’umanità), quanto perché leggere tanto aiuta ad affinare il proprio linguaggio, nel caso delle opere di letteratura, e ci permette di aumentare il numero di parole del nostro vocabolario. Soprattutto, leggere anche libri/riviste/quotidiani che non rispecchiano il nostro pensiero è importante per accrescere il nostro spirito critico. Aggiungo anche che bosogna sfogliare un po’ di tutto perché, come dice Melanie Griffith ne “Una donna in carriera”, «non puoi mai sapere da dove venga una grande idea». continua a leggere
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14 ottobre 2011
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Provo un prurito d’irritazione irrimediabilmente fisso quando qualcuno, chiunque esso sia, parla male del Papa. In particolare, di questo Papa. Benedetto XVI non si tocca.
Facciamo una premessa, scontata e inutile, ma allo stesso tempo necessaria. Ciascuno ha il sacrosanto diritto di pensare quello che vuole, ma ho la ferma convinzione che non si abbia anche lo stesso pieno diritto a dire quello che si vuole. continua a leggere
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6 ottobre 2011
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Sapevo che questo momento sarebbe arrivato prima o poi, ma non credevo sarebbe stato così duro affrontarlo. Facciamo una premessa: il lunedì, in generale, dicono sia il giorno più difficile della settimana. Il lunedì segna l’inizio di un periodo di impegno e dovere prima della quiete (il week end), è un giorno che viene vissuto il più possibile senza pensare che ne dovranno passare ben 4 prima di potersi riposare. Addirittura la domenica viene vissuta in un modo non proprio sereno, perché si pensa che il giorno successivo sarà il temibile, odiosissimo, pesantissimo ed interminabile lunedì. continua a leggere
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26 settembre 2011
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Quando ho letto che una donna a 58 anni ha voluto un figlio «ad ogni costo», ho pensato in modo fintamente ingenuo: che meraviglia, una donna rimasta miracolosamente incinta a quell’età, viste le complicazioni che una parto in età avanzata comporta, avrà sacrificato la propria vita affinché il bambino nascesse, ad ogni costo.
Non è andata così. Per carità, la santità non si pretende da nessuno. continua a leggere
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16 settembre 2011
di Jane

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Recita un proverbio cinese: Come una salda rupe esposta alle tempeste, immobile sarà il cuore della donna che ama. È certamente un proverbio molto bello, ma la realtà purtroppo è ben diversa. Più passa il tempo, più si rimpicciolisce il numero di anni prima che l’amore in un matrimonio entri in crisi, prima che uno dei due coniugi, o tutti e due, inizi a scrollare la testa o a sbatterla contro il muro. continua a leggere
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7 settembre 2011
di Jane

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Se potessi rinascere (ognuno ha le sue fantasie) vorrei farlo nell’Inghilterra ottocentesca, in quella descritta sublimemente da Jane Austen. Consapevole dell’impossibilità di questo desiderio, dal giorno in cui ho letto per la prima volta Orgoglio e Pregiudizio e ho conosciuto il suo personaggio principale, Elizabeth Bennet, ho sperato almeno che qualcuno costruisse una macchina del tempo. E invece niente. continua a leggere
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