V per Vecchietta

di emanuelefant

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di Emanuele Fant 

Se vado a messa nei giorni feriali mi assale un sospetto: solo le vecchiette si salveranno?

A giudicare dalla stagionatura delle mie vicine di posto, temo che sarà così. E allora mi immagino un paradiso tipo casa di riposo permanente (eterno riposo). Tutte le anime elette hanno passato i settanta, la perfetta coincidenza delle volontà dei beati, così bene cantata da Dante, si declina anche nell’uso del telecomando: nessuno discute su La prova del cuoco, il Tg1 e Maria De Filippi al sabato sera (questo quadro credo basti a dare nuove motivazioni alle pastorali giovanili di tutto il mondo).

Le vecchiette in chiesa fanno alcune cose che non sopporto, e ora credo che i tempi siano maturi per parlarne. Dicono il rosario così velocemente da sovrapporre il secondo coro al primo. Inoltre lo fanno a bassa voce, come fosse poco educato pregare in un luogo di culto.  Di contro, quando cantano, strillano e non ragionano sul significato delle parole, tanto che urlano: “Quale mensa per me tu prepari sotto gli occhi dei miei nemici” senza considerare per niente la drammaticità della frase.

Le vecchiette a messa spingono per andare prima a fare la comunione, ribaltando il significato del termine ‘comunione’. Se si ritrovano nella fila del diacono, cambiano incolonnamento all’improvviso, per andare dal parroco che ai loro occhi distribuisce particole migliori.

Quando io sarò un vecchietto inaugurerò una nuova generazione di credenti maturi. Dirò il rosario lentissimo, in tre giorni, anzi  cinque, uno per mistero. Mi confesserò solo quando ho peccato, e andrò subito al sodo. Rispetterò le file, anzi starò sempre in fondo. Canterò a mente.

Il dubbio che mi tormenta riguardo alle vecchiette e la Chiesa conta due proposizioni che si escludono.

O l’odiens geriatrico delle messe è generato dal fatto che tutti, da anziani, tornano ad avvicinarsi alla vita dello spirito perché sentono approssimarsi la resa dei conti. Se così fosse, anche i miei coetanei,  una volta vecchietti, torneranno ad assaporare l’incenso, nonostante il presente completamente altrove.

Oppure la regola non è ciclica, e le attuali vecchiette sono l’estrema retroguardia di una infilata di generazioni che non hanno nulla in comune con la presente.  In questo caso mi pento delle accuse, raccoglierò firme per tutelarle e mandarle alle terme. Domani, mattina prestissimo, mi nasconderò nell’ambone per fotografarle senza farmi vedere. Ne stamperò ritratti formato uno a uno da rimettere, dopo l’estinzione, nel posto che occupavano di solito. La prima fila cartonata sarà il mio muro del rimpianto. Utile in caso arrivi un domani con le chiese che fanno ancora più eco che adesso.

Disegno di Lorenzo Zapp (Lorenzo lo trovi anche su facebook)

85 commenti to “V per Vecchietta”

  1. Pensa che da noi (in Germania) non ci sono che vecchiette. La prima volta che sono entrata in chiesa mi sono sentita a disagio,eravamo gli unici con i capelli e non bianchi e gli unici con gnomi da un metro al seguito. Abbiamo provato a cambiare parrocchia ma ce ne saranno in tutto 3 o 4 in cui si dice la messa. Finite le vecchiette le chiese tedesche saranno musei o luoghi da concerto di organo. Chi l ‘avrebbe mai detto che 4 vecchie avrebbero sorretto una chiesa!Eppure qui è cosí.
    Evviva le vecchiette!

  2. Anche le nostre Chiese sono over 60.
    Io non ho mai sopportato il canto vibrato delle vecchiette (non so come si dice tecnicamente). Da noi c’è una signora ministro straordinario dell’Eucarestia che ha una malattia alla pelle in viso e parecchie vecchiette cambiano fila come si trattasse di una lebbrosa o quasi. Assurdo. Poi quelle che chiacchierano a voce alta prima della Messa o anche durante. Sia chiaro, ce ne sono anche di sane, pie e sante.

  3. E i canti calati di un tono ad ogni verso?(non so come fanno ad arrivare così in basso…)
    E quelle che concelebrano sibilando tutte le SSS?
    Mi sento di dire però che non é a noi che spetta giudicare del cuore delle persone e ella loro fede, ci penserà il Principale…
    Intanto mi sento di ringraziare invece per tutte le vecchiette che ho visto e per cui ho pensato “da vecchia voglio essere così!”.
    Secondo me (ma non sono una filosofa e posso sbagliarmi) il fatto é che molte persone di quella generazione hanno bevuto la fede con il caffellatte ma era una fede molto popolana, che mostrava poco la bellezza, la ragionevolezza e la convenienza che ci sono ad essere Cristiani. Per molti ha retto comunque (probabilmente anche perché la fede si é rafforzata di nuovi incontri) per altri non ha retto ed é rimasta solo l’idea che andare a messa é una cosa buona ma non si sa bene perché, anzi, perché non mi lasci andare per prima a fare la comunione che mi fa male la gamba??

  4. Quando giro per la strada con la macchina, le riconosco subito le vecchiette e i vecchietti (con cappellino) che guidano davanti a me. O mettono la freccia ogni cinque minuti, o non la mettono affatto, vanno l e n t i s s i m i , ci ripensano sette volte sette se entrare in un parcheggio o meno e fanno dieci manovre millimetriche per uscire (o entrare) da un posto auto, quando ne sarebbe bastata una sola.
    E io giù salmi da terrore all’intorno (lo so sono un miserabile…)

    Così tra qualche anno (per la verità non molti se Dio mi da di arrivarci) sarò, senza neppure rendermene conto, uno di quei vecchietti (vecchietta no, non credo…). Mi mancheranno i riflessi, mentali e fisici, mi mancherà la lucidità, l’alzheimer starà facendo il suo corso, i miei difetti caratteriali si saranno acuiti, per cui oggi che già brontolo per qualunque cosa, sommessamente o neppure tanto, tirerò accidenti ai “giovinastri” e non vorrò neppure lasciar loro strada che mi spetta per “diritto di anzianità”…. e userò la frizione come se fosse l’elastico di una fionda tirato allo spasmo prima di lasciar partire il colpo!

    E certamente qualcuno intorno a me esclamerà: CHE VECCHIO RIMBAMBITO!

  5. Ben più serio e l’argomento che riguarda l’ “invecchiamento” del Nostro Popolo e sul quale abbiamo una grossa responsabilità, non sugli aspetti geriatrici che sono quelli che il Signore ha disposto come ciclo della vita dell’Uomo sui questa terra, ma su quelli spirituali delle generazioni future, che non sono una “realtà informe” o puramente “sociologica”… sono I NOSTRI FIGLI.

    A chi la responsabilità della loro crescita spirituale, della loro partecipazione alla Vita della Chiesa, alla “partecipazione” ai Sacramenti e soprattutto alla scoperta della loro VOCAZIONE?
    Vocazione che va poi approfondita, coltivata e soprattutto oggi, DIFESA.
    A chi se non a noi? (!)

    Noi 50enni, già passiamo il testimone, già il nostro “albero” dovrebbe aver dato frutti, o almeno averli lì hai rami appesi, prossimi al maturare. I nostri Figli ci guardano (e ascoltano anche i nostri commenti sui “vecchietti”…:-)) e da noi imparano un’attitudine. L’attitudine a essere e comportarci come Figli di Dio. I Figli (normalmente) hanno un’enorme ammirazione per i Genitori e se vedono che i Genitori non solo ammirano, non solo dipendono, ma amano e adorano chi è superiore a loro, come non saranno spinti anch’essi ad amare ed adorare Dio?

    Io, nonostante la canizie, che imbianca ricurva in ogni stagione, da un po’ di tempo in qua, i banchi della nostre chiese, sono fiducioso. Fiducioso in dio che sta preparando CERTAMENTE una nuova primavera per la Sua Amata Chiesa. Sono fiducioso per le masse di giovani che sempre accorrono, gioiose, festanti e piene di Fede alle GMG. Segno per il mondo ma anche segno per noi e per i giovani stessi, che se nelle loro vite e realtà, alle volte si sentono “mosche bianche”, vedono che sono in realtà una moltitudine, un Popolo che Dio ha sparso come sale, come lievito nella pasta di questa generazione disperata e disperante.

    Teniamoci i nostri “vecchietti”, tanto fastidiosi a volte, ma che svolgono servizi anche alla Liturgia, che sembra ormai nessuno voglia fare… Teniamoci stretti i loro Rosari “a mitraglia” che per Dio (che è più “anziano” di tutti noi) nulla va perduto… anzi “sfruttiamole” le pie vecchiette. Chiediamo loro un Rosario per la nostra conversione e per la Vocazione (anche sacerdotale – s a c e r d o t a l e) dei nostri figli. Di certo no ce la negherà

    • Chiedo venia per il “dio” scritto in minuscolo…

    • Sono fiducioso per le masse di giovani che sempre accorrono, gioiose, festanti e piene di Fede alle GMG. Segno per il mondo ma anche segno per noi e per i giovani stessi, che se nelle loro vite e realtà, alle volte si sentono “mosche bianche”, vedono che sono in realtà una moltitudine, un Popolo che Dio ha sparso come sale, come lievito nella pasta di questa generazione disperata e disperante.

      ecco come mi sono sentita alla GMG 2000 a Roma … appena ventenne (neanche compiuti per essere precisi!!!) è stata una carica incredibile e un ricordo che mi accompagna e mi sostiene quando mi sento una mosca bianca. :)

  6. Mi confesserò solo quando ho peccato?
    Complimenti! Una intera teologia del sacramento della riconciliazione buttata a mare per il gusto di una battuta?
    Vogliamo precisare che
    a) il giusto cade sette volte al giorno, figuriamoci noi
    b) il sacramento della riconciliazione aumenta la grazia
    c) è consigliato da tutti i santi specie i confessori e.. no, qui non si dà il conflitto di interessi…
    così da evitare malintesi che, sono sicuro, non erano nelle intenzioni dell’autore….

  7. Ho 55 anni. Ancora tengo botta ma tra non molto sarò una vecchietta. Per grazia di Dio ho una mamma, ancora in salute di 81 anni che sarebbe dunque una vecchietta ma a me non dà questa impressione. Da lei ho imparato la fede autentica e non perchè me l’abbia spiegata, perchè gliel’ho vista vivere. Quando durante l’adolescenza e oltre ho contestato il mondo non mi ha mai imposto nulla, ha solo pregato e, passata la bufera, sono tornata spontaneamente laddove mi avevano insegnato (i ragazzi di oggi dove tornano visto che non gli hanno insegnato nulla?). Io adoro le vecchiette. Sono loro che puliscono le chiese, che sistemano i fiori, che leggono, che guidano il rosario. Certo a volte cantano con voce stridula ma pare che sia fisiologico un certo declino della voce, non ne ho mai viste che sgomitano per andare a fare la comunione e in verità gli cedo sempre il passo perchè pare che ci sia un artrosi fisiologica per la quale non è bene stare troppo in piedi. Quando vedono giovani in chiesa sono felici e anzi gli vanno a chiedere di leggere così magari non devono sforzarsi gli occhi e dopo li ringraziano e sperano che tornino. Posso dire che questo post non mi piace proprio?

  8. Non sono stata allevata da mia madre ma da una vecchia prozia che mi ha amato e cresciuto fino a 18 anni. Lei ,che era terziaria francescana ,non mancava una messa alle 6,30 del mattino e al pomeriggio partecipava tutti i giorni al rosario e di nuovo messa ( così il prete non era troppo solo!) e mi ha insegnato cos’è l’amore dato gratuitamente, non mi ha mai obbligato a devozioni religiose fini a se stesse. Era una donna eccezionale colta e buona anche se l’aspetto era quello tipico delle vecchiette “da chiesa” : vestaglietta nera a fiorellini, occhiali, crocchia di capelli bianchi in testa e fazzoletto legato sotto il mento, occhiali spessi. Per me era bellissima e lo è ancora, morta nel
    1990 in terra nata in cielo sicuramente lo stesso istante!! Le ultime parole che ha scritto con mano tremolante a 90 anni: prudenza, giustizia, fortezza, temperanza! Le quattro virtù cardinali, su un foglietto che dopo 23 anni portò ancora nel mio borsellino. Io amo le vecchiette, ci sono cresciuta insieme e il mio progetto è, appena i miei 4 figli saranno del tutto grandi ed affrancati, una crocchia di capelli bianchi e una vestaglietta a fiorellini nera per poter raggiungere il Signore senza nessun orpello che mi appesantisca. Grazie zia Tilde per la tua Santa testimonianza e per il tuo amore silenzioso !

  9. Ahahahahaha! Non so se il mio senso dell’umorismo stamattina è un po’ alterato, ma spero che sia un post di quelli “provocatori”, scritto bene ma provocatorio. :-D
    Non trovo nessuna differenza tra le vecchiette in questione e altri fedeli che conosco! Per lo meno negli atteggiamenti.
    Ma sai quanti non “vecchietti” cantano come dici in questo post? Tanti! Sigh, sigh, sigh! :-(
    E quanti nel fare la fila per la Comunione fanno anche di peggio? “Eh, sì! Quel sacerdote è carismatico! La “sua” Comunione è più “potente”. :-(
    E la Confesione? “Per carità… da “quello” no perché poi ti dice che hai sbagliato… Vado da “quell’altro che mi trovo meglio… mi fa sentire meno peccatore. ;-)
    Non credo che sia una qustione di vecchiette o giovincelle.
    Credo molto alle parole di un sacerdote che conosco: “La preghiera degli anziani è molto utile al mondo, qualsiasi sia il motivo per il quale pregano, almeno loro pregano!”.
    A parte che conosco anche tante vecchiette che non pregano (mia madre e le sue “amiche” di condominio, ad esempio), quindi non sono molto sicura che chi non prega oggi pregherà da anziano, anche se sentirà avvicinarsi il tempo della dipartita.

    • Hai ragione Angela. Non è colpa delle vecchiette. Il discorso è molto più complesso. Ormai è invalsa una sorta di religione fai da te che senz’altro deriva da una crisi del principio di autorità nella Chiesa (mi astengo dal provare ad indagare le cause perchè primo non ne ho la competenza e poi finiremmo alle Calende Greche) ma sta di fatto che è così. Ognuno fa quello che vuole e il Papa non viene ascoltato. Quand’ero piccola il prete del mio paese: il grande Don Antonio Nigro (di un’umiltà specchiata nonostante parlasse correntemente in greco e in latino, componesse canti gregoriani e avesse una cultura spaventosa) ci insegnava il senso del sacro. In Chiesa non si poteva fiatare se non per pregare, durante l’Adorazione non volava una mosca, le messe erano solenni, impiegava ore ad insegnarci i canti, ma lui per primo dava l’esempio. Adesso (lo so non si dovrebbe parlar male dei preti) ma ho visto tanti sacerdoti fare commarò a voce alta prima e dopo la messa e addirittura prima e dopo i riti della Settimana Santa! Il pesce marcisce dalla testa. Per quanto riguarda la Comunione devo dire che io preferisco riceverla da mani consacrate e in bocca e quando non creo scandalo (siamo arrivati anche a questo!) in ginocchio. Non sgomito e non cambio fila però procuro di posizionarmi in modo da riceverla da un sacerdote. Del resto anche il Papa preferisce che si faccia così. Ha poi abortito quella ragazza? Ho sempre pregato.

  10. “io preferisco riceverla da mani consacrate”

    Cioè per te un Diacono, Accolito, o semplice Ministro Straordinario non è sufficiente?

      • Discutibile… e a cosa “poggia” il tuo no?
        Perchè poi non puoi stigmatizzare la religione fai date, dato che parliamo di realtà istituite e confermate dalla Chiesa e nello specifico da ogni Vescovo di ogni Diocesi (compresa la tua immagino).

        • Non pretendo di avere ragione e non mi interessa averla. Ho detto che preferisco così. Sarebbe religione fai da te se la facessi da un verduraio, la faccio da un prete: il più contiene il meno.

          • In questo specifico caso Giusi, non esiste un più e un meno… tranne il fatto che implicitamente, dai un valore meno all’Eucarestia ricevuta da un Ministro diverso da un Presbitero.
            Ti invito a rifletterci ;-)

            • Il Sacramento dell’Ordine avrà pure un valore. Comunque io preferisco così, non mi pare di creare problemi a nessuno.

              • Giusi stiamo dialogando, non ti voglio stressare e non dai problemi a nessuno ritengo, nè tanto meno al sottoscritto.

                Ciò detto il Sacramento dell’Ordine ha uno specifico valore, ma ti invito ad approfondire per vedere quale specifico valore e quali UNICHE prerogative che in questo caso attengono alla Consacrazione in primo luogo. Per la distribuzione dell’Eucarestia, Presbiteri e Diaconi sono dalla Chiesa (non da me) equiparati.
                Qui mi fermo e non ti stresso più :-D

                • Lo so, non vado mica in giro a dire a quelli che fanno la comunione da loro che sbagliano o che non sia valida e neanche lo penso però io preferisco andare da un sacerdote. Mi piacciono i riti, la tradizione, la messa in latino, i canti gregoriani, la sacralità, non amo il segno della pace, che devo fare? Sono vecchia. :-)

                  • E io scommetto più di te! :-) :-D

                    • secondo il codice canonico i ministri straordinari dell’Eucarestia sono ammessi quando il sacerdote è impossibilitato a impartire la comunione. E’ tollerato non consigliato. Ergo se anche io come Giusi preferisco ricevere la sacra ostia da mani consacrate e in bocca e non sulle mani sono sicuro di poter esprimere una preferenza che non devo giustificare a nessuno. Come non chiedo ad altri di giustificare le loro scelte legittime e opinabili.

                    • Sottolineatura sul diritto canonico corretta, già esposta sotto da Roberto e che ho già condiviso (qui non si tratta di opinioni).
                      Sul resto, ho domandato, Giusi a risposto, ho forse troppo insistito, la prossima volta mi potrà rispondere “fatti i fatti tuoi” ;-), quindi Giusi, stimolato da Paolo, ti chiedo scusa se ti ho messo in condizioni di doverti “giustificare”.

  11. @Bariom: vedo la serietà nella fede di mia figlia quindicenne e dei suoi amici e, oltre a commuovermi, penso che il Popolo di Dio non finirà mai, magari meno numeroso, che poi anche no, ma senza dubbio molto consapevole.

  12. Ahimé,
    io temo che questo sia un grosso campanello d’allarme…. le vecchiette sono quel che resta dell’ultima generazione massicciamente cattolica, mentre quella seguente (diciamo la generazione dei miei genitori, identificata dal 1968 e ho detto tutto) è la prima che ha apertamente messo in discussione Dio e la Chiesa. Ma non voglio assolutamente a presagire scenari apocalittici. Mio padre (sessantottino ateo) l’altro giorno per prendermi in giro sulla mia Fede mi ha detto: “ho incontrato X, anche lui è cattolico… ma cos’è, una malattia?”. Non ho avuto la risposta pronta ma ora gli direi: “la malattia purtroppo l’avete contratta voi, noi al massimo abbiamo la cura”. Una volta il mio amico e fratello Gigi mi disse: i nostri nonni sono stati una generazione “timorata di Dio”, i nostri padri “contestatori di Dio”… a noi l’onore di essere una generazione “Innamorata di Dio”. E’ una definizione bellissima e prego ogni giorno di incarnare questa “profezia”. Spero che con il tempo, e i segni ci sono (la gioia che si respira in tante esperienze quali i DIeci Comandamenti, i Primi Venerdì del mese, gli incontri con padre Botta, le testimonianze fortissime di membri di questa generazione quali Chiara Corbella, Susanna Bo e potrei andare avanti all’infinito…..) questa generazione di innamorati di Cristo cresca e si affermi anche nella vita quotidiana delle piccole chiesette, quantitativamente e non solo qualitativamente.

    • Che bello! Ti auguro di convertire tuo padre. Anzi sono sicura che succederà. Sono belle anche le cose che scrivi nel tuo blog. Complimenti e che il Signore benedica te e la tua famiglia! :-D

    • Scusate se mi inserisco con una nota off topic ma… @giulianoireneiuliano… hai messo il mio nome vicino a Chiara Corbella??? Che te sei impazzito??? Bè, comunque grazie… ora me la tirerò per almeno una settimana… scusate l’intrusione, torno ai compiti di geometria di mia figlia…

  13. Veramente, la distribuzione del Santissimo Sacramento all’altare da parte del Ministro Straordinario dell’Eucaristia è un abuso liturgico, perché non è questo il suo ruolo, fatti salvi i soli casi di Messe oceaniche nelle quali ciò sia necessario a “ridurre la fila”.
    Ovviamente, poiché la regola è come al solito espressa in modo un po’ vago nei documenti, la si è forzata, tanto per cambiare, così da cercare, al solito, facile consenso invece che una più corretta (e gradita al Signore) Liturgia.

    Non trovo di meglio che questo link (paragrafo “ministri eucaristici”), ma ricordo di aver scorso una volta il documento a cui ci si riferisce…
    Lasciamo stare per “amor di Patria” l’obiezione “la Chiesa lo permette”, che forse è meglio…

    http://www.diocesiportosantarufina.it/home/news_det.php?neid=1732

    • @Roberto correttamente riporti e indichi.
      La questione si poneva, laddove non fosse il Presbitero a distribuire l’Eucaristia… ec, ecc.

      Sulla “forzatura”delle regole ci sarebbe un “mare magnom”, compresa anche solo la seconda Celebrazione della Messa Domenicale, che da Diritto Canonico dovrebbe essere evento straordinario sottomesso ad approvazione del Vescovo. Non parliamo della terza… ma noi (popolo) siamo abituati troppo bene.

    • “Spetta al Sacerdote celebrante, eventualmente coadiuvato da altri Sacerdoti o dai Diaconi, distribuire la Comunione e la Messa non deve proseguire, se non una volta ultimata la Comunione dei fedeli. Soltanto laddove la necessità lo richieda, i ministri straordinari possono, a norma del diritto, aiutare il Sacerdote celebrante [Cf. S. Congr. dei Riti, Istr., Eucharisticum mysterium, n. 31: AAS 59 (1967) p. 558; Pont. Cons. per l’Interpr. dei Testi Legislativi, Responsio ad propositum dubium, 1 giugno 1988: AAS 80 (1988) p. 1373.]”

      Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, Istruzione “Redemptionis Sacramentum”, n. 88.

  14. Se questo articolo serve a meditare sul mio proprio modo di vivere la fede, la preghiera, l’Eucarestia, bene. Grazie ai commentatori che hanno portato la discussione in questa direzione. Altrimenti mi sembra proprio una sciocchezza velata di supponenza. Forse oggi non sono spiritosa, non so…

  15. “Credo che i tempi siano maturi per parlarne” c’è scritto: a leggere certi commenti mi assale qualche dubbio in proposito. A me il post è piaciuto, sguardo di simpatia verso un problema delle parrocchie oggi: un mondo per il quale occorre tempo e questo tempo lo hanno le persone di una certa età. Il rischio è che chi ha fede passi per uno che non ha nulla da fare.

    • Sara: ho imparato, con gli anni, che invece di guardare ai “problemi” che si creano quando vado a Messa (li creiamo anche noi perché non siamo di certo perfetti), butto l’occhio sull’intenzione di chi fa qualcosa, a partire da chi va a leggere, anche se poi di papere ne fa 3 ogni 10 righe, fino al sacerdote. Questo mi ha aiutato a capire che, certo c’è da migliorare e anche molto, ma spesso il lettore è uno dei pochi che si è “messo in gioco” perché altri preferiscono accamparsi dietro: “Non ho portato gli occhiali”… “Mi vergogno… così davanti a tutti”… “Gli altri leggono meglio di me…”. Tanto per fare un esempio banale…. Peccato però che capiti, a volte, che gli stessi che si sono rifiutati di leggere, poi “se la prendano” con chi ha letto… “Ha pronunciato male il nome di Mechisedek! Grrrrrr!”… ;-)
      Questo mio modo di cambiare il punto di vista, però, non è far finta che sia andato tutto bene, ma essere comunque serena, su cose che i primi tempi mi facevano arrabbiare.
      Siamo moooolto umani, no? ;-)

  16. Credo che il post sia assolutamente ironico, e che la risposta ai dubbi di Emanuele sia in parte all’inizio, ma soprattutto nella frase finale “Oppure la regola non è ciclica, e le attuali vecchiette sono l’estrema retroguardia di una infilata di generazioni che non hanno nulla in comune con la presente”.
    Ammetto che certe vecchiettine a messa mi infastidiscono, spingono alla comunione, biascicano le preghiere, bisbigliano sovrapponendosi al celebrante (sanno tutto a memoria e ci tengono a farlo sapere? :-) ), cantano in maniera orribile e stridula “Signore sei tu il mio pastor” facendotela sembrare un lamento funebre, ogni tanto, se stai loro vicino, ti alitano in faccia facendoti svenire per l’odore d’aglio (chè non lo sai che giova alla circolazione???). Però ci sono sempre, fedelissime. Forse mancheranno di quello che “giulianoireneiuliano” ha detto sopra, dell’innamoramento (e con lui sono d’accordo nel dire che la generazione innamorata deve essere la nostra!), ma sono appunto di quella generazione che resiste, rocciosa, fedele, presente, costante, anche petulante o un po’ odorosa di naftlina, ma in fondo anche bambina, senza spocchia teologica, senza la pretesa di dover soppesare chi va bene, chi va male, se il prete fa questo o quello, eccetera. Direi che dovremmo imparare un po’ da loro, perchè il cristianesimo deve essere un incontro che ti fa innamorare, ma siccome a volte battiamo un po’ la fiacca tornare ad essere bambini fiduciosi come i vecchierelli della messa mattutina ci può fare solo bene.

  17. complimenti a Lorenzo per la vignetta! ci ho messo un po’ a capirla ma è carina e divertente!

  18. già da piccolo, ministrante, poi da quasi sacrestano e infine da “normale” mi sono sempre chiesto: ma cosa dicono le vecchiette durante la consacrazione? non ho ancora avuto il coraggio di chiederglielo! pare che sia/fosse un retaggio della vecchia messa in latino, ma sono 50 anni che non si celebra più, opperbacco! Però se il sacerdote non si lamenta faccio buon viso a cattivo gioco e sto zitto.
    Più seriamente penso anche io che siano le ultime della generazione sana, quella cresciuta a catechismo. Già io non ne faccio parte (40 anni). E la messa feriale è un obbiettivo a lungo termine (non ci devono essere figli da portare a scuola oppure da recuperare nelle attività extrascolastiche, a meno che qualcuno non si metta a celebrare alle 13 in pausa pranzo…ehi che idea!)

    • Si penso i parroci sarebbero moolto contenti ;-)

    • Dicono: “Signore mio, Dio mio”, com’era stato loro insegnato e come sentono profondamente nel cuore. Lui, che accompagna e benedice la loro vecchiaia, che “allieta” perché in Lui è sempre nuova “juventutem”… La loro fede sarà più o meno profonda, come quella di tutti, del resto!

    • Beh, a Roma c’è. Messa feriale ore 13.15 a Sant.Eurgenio a Belle Arti. Mezz’ora precisa e via a pranzo (o di nuovo al lavoro).

  19. Quando ero in università andavo a messa la mattina alle 7.30 in Duomo. C’erano un sacco di giovani e di lavoratori. C’erano anche vecchiette, ma non da preoccuparsene.
    Anche adesso quando riesco ad andarci alle 8 in una chiesa relativamente vicina all’ufficio, non sono l’unica giovane.

    A mio parere, c’è anche questo aspetto da considerare: di fianco a casa mia ci sono 3 chiese dove potrei andare, tutte fanno la messa alle 8.30 (contando che non è zona di uffici…chi può andare a messa alle 8.30 e arrivare al lavoro in orario decente??), vicino all’ufficio (diciamo a una ragionevole distanza per raggiungere poi l’ufficio a piedi in 10-15 minuti) ci sono solo due chiese che, addirittura, fanno la messa alle 9. La sera sono tutte (o quasi) alle 18, e io esco a quell’ora, se non più tardi! Per fortuna ho trovato questa chiesa con messa mattutina alle 8, e più o meno comoda con i mezzi per raggiungere poi l’ufficio… ma non sarebbe meglio che chi decide gli orari delle messe pensi di più a chi deve lavorare? Certo che poi le messe sono piene di vecchiette!! :)

    • Pure da me! le 17.30 è un’orario impossibile e la mattina alle 7 significherebbe sottrarre sonno alle mie notti già troppo brevi di loro. Mi accontento delle Lodi dette a metà tra le 7.15 e le 7.25. Ma il mio sogno resta iniziare la giornata con la messa ogni giorno, se solo avessi ritmi lavorativi più umani…

  20. Io trovo questo post esilerante (soprattutto la battuta sulla confessione).
    Quante volte mi guardo intorno in quella chiesa semivuota e cercare di capire perchè ci sono finito o dove sono finti i ragazzi della mia età.

    Poi ne vedi uno, là in fondo timido timido… e ti senti galvanizzato, gli lanci occhiate complici, attraversi tutta la navata per dargli il segno della pace… fin quando a fine messa ti accorgi che è lì per chiedere alla parrocco informazioni sulla cresima che si deve sposare.

    :D!

    Grande Emanuele! XD

  21. Simpatico articolo.
    Invito ad una riflessione: quelle vecchiette lì sono quelle che hanno fatto l’Italia, a forza “messe prime” (quando c’erano, oggi la messa prima è alle 8 e chi ci va???), di rosari e di spaccarsi la schiena nei campi prossime al parto. Molte si fanno ancora un chilometro a piedi con le borse della spesa, compresa mia nonna, sbuffando ma guai ad offrire un passaggio. Altro che quel buonannulla di Garibaldi! E ancora tengono duro sui banchi al posto delle figlie e delle nipoti… Dio strabenedica le vecchiette!

    • Come al solito, caro Matteo, a noi italiani piace la polemica facile.
      Com’è che non capisci che questo post non è assolutamente contro le simpatiche vecchiette… ma è verso quel sentirsi isolati di “noi” giovani quando andiamo a messa nei giorni feriali(e ahimè anche nei giorni festivi).
      Circondati da queste simpatiche(o meno) persone anziane ci sentiamo un po’ come Willy Smith in Io sono Legenda. :D!

      Viva le vecchiette, assolutamente… ma quanto sarebbe bello se l’età media delle messe feriali si abbassase!!!

      • Guarda che ho capito!
        Mi sono forse espresso male, quando faccio i commenti vado un po’ troppo d’istinto :(

  22. Mah,io non credo affatto che sentire approssimarsi l’odore dei cipressi renda pii,ho visto persone anziane piene di rabbia verso Dio e verso la vita,senza contare che nel mio paesello natio c’è sempre una nutrita congrega di vecchi massoni, di quelli che non si convertirebbero neanche in punto di morte;anch’io come Carla Ferrari (mi hai fatto commuovere!) sono stata cresciuta da una prozia nubile.Dai 9 ai 18 anni ho vissuto praticamente con lei,l’ho lasciata per andare all’ Università,era una donna di una fede ferma,solida,senza sentimentalismi, profondamente vissuta che la rendeva anche una donna pratica,coraggiosa,quasi temeraria,una vera roccia,ma era anche accogliente,genoresa,capace nel suo lavoro professionale ( era impiegata comunale) di aiutare i poveri e gli ignoranti a districarsi nelle pratiche burocratiche.Diceva il rosario ogni giorno con le litanie in latino,aveva compiuto varie volta la pratica dei 9 primi venerdì per chiedere una morte in grazia di Dio.Nell’estate del 1991 si aggravò,era evidente che la sua ora si stava approssimando,cercammo un prete per l’Unzione degli Infermi,sembrava che non ce ne fosse una nel raggio di 50 Km;io ero molto arrabbiata, mi ricordo che pensai-E allora questi primi Venerdì?-
    Avevo appena finito di formulare questo pensiero e alla porta suonò un giovanissimo prete che aveva trovato il messaggio in segreteria….Era già in coma,ma quando,durante il sacramento il sacerdote la chiamò per nome,lei aprì gli occhi e girò la testa verso di lui.
    Era la mia madrina di Cresima,è superfluo dire che vorrei assomigliarle.

  23. @MatteoDonadoni “altro che quel buonannulla di Garibaldi”,appunto un altro della congrega di cui sopra!

  24. Garibaldi,naturalmente,non tu

  25. Scusate, ho sbaggliato, volevo mettere il video dove si vede ballare le vecchiette, dal film “The producers”
    E’ su You Tube, è eccezionale!!!

  26. Questo post mi ha molto divertito. Poi però leggo il commento di Lalla e di Paolo ( :( ) , altri sulla bacheca FB di Costanza sul link di questo post, ripenso alle critiche per la vignetta di Lorenzo Zapp su Tolkien di qualche settimana fa e … il buon umore svanisce

    • Ma non dobbiamo mica ridere tutti! Se una cosa ti fa ridere, ridi pure tranquillo, non siamo mica tutti uguali! Ma perchè bisogna pretendere che gli altri la pensino sempre come noi?

      • potrei addirittura eventualmente, nel caso, pensare di decidere il mio umore???? Ma grazie…

        • Ma ci mancherebbe! Volevo solo invitarti a ridere a prescindere se no il più delle volte ti tocca piangere!

        • rivendichiamo la medesima libertà di umore… ;-)
          e comunque il mio commento non era una accusa al pezzo, ma se vogliamo una precisazione ad un passaggio che poteva essere decisamente frainteso… capita… nel dubbio, prima che fosse intervenuto Alvise…. senza nessuna intenzione di offendere.

          • Considerato lo scempio che si fa del Sacramento della Riconciliazione, mai precisazione fu più opportuna!

  27. Il post e’vero e divertentissimo!!!!forse la chiesa si regge anche grazie alle vecchiette che cambiano fila all’ultimo momento…..meglio che niente!!!!!!!!

  28. proprio oggi ho vissuto l’esperienza settimanale inversa… ma ormai vivo nell’atea londra dove le chiese sono piene e frequentate da giovani anche durante la settimana in piena zona uffici

  29. A me questo articolo ha fatto molto sorridere…..sicuramente tra le “vecchiette” della parrocchia cui appartengo (dove purtroppo anche la domenica ci sono pochi giovani!) ci sono molte donne sante che sostengono la chiesa ma anche molte signore che anche se di età molto avanzata potrebbero riscoprire la bellezza dell’Amore di Dio che spesso viene interpretato (ciò lo deduco dalle parole che dicono) come un PAdre che punisce se non obbedisci a delle regole. Faccio un esempio: andare a messa la domenica per molte è un precetto, da fare in quanto un obbligo da ottemperare…tanto che mi sono trovata a vivere una situazione che vi vengo a raccontare. Eravamo tutti e quattro (mio marito, io e i nostri 2 figli di 5 e 3 anni). Per quanto bravi i piccoli, a volte si fanno sentire, ma mai eccessivamente, nel quale caso uscirei per non disturbare…. All’uscita un gruppetto di vecchiette ci dice ” ma poveri bambini sacrificati in chiesa e poi alla fine disturbano anche (e vi assicuro che non hanno dato il pegggio di loro, anzi….disegnavano seduti ai nostri piedi fra i banchi) il SIgnore vi perdona se va uno solo di voi a messa per tutta la famiglia!!!”
    AIUTOOOOOO!!!!! Io vado a Messa perchè è come per un’assetato cercare uan fonte di acqua fresca cui abbeverarsi, non perchè sarò punita in caso di mancanza…sai quante altre mancanze aihmè purtroppo faccio????
    Se la domenica sera vado a Ponte Milvio a seguire don Fabio Rosini è perchè mi aiuta a vivere la Parola di Dio nella mia quotidianeità……Ecco forse questa belelzza va riscoperta così molte di loro eviterebbero anche di dire il ROsario durante la Messa e potrebbero trovare giovamento nell’ascoltare la Parola. Senza dire che secondo me, ma forse sono di parte, le famiglie vanno incentivate a frequentare la Messa la Domenica anche con i figli ….. come formiamo i futuri cristiani se nemmeno gli facciamo frequentare la Chiesa perchè potrebbero disturbare????
    “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli……”.Matteo 19,13-15
    un abbraccio Floriana

  30. faccio outing, con molta umiltà, e senza nessun doppio fine:
    io questo post mica l’ho capito, non ho mica capito dove sia l’ironia e quale sia alla fine il sugo di tutta la storia, il concetto che voleva passare…
    qualcuno per favore mi aiuta, perché mi sento molto stupido…

    • Il sugo della storia, caro Paolo, mi sembra essere nell’ultimo periodo, dopo un esposizione, evidentemente forzata e caricaturale, del fenomeno “vecchiette” trovo perfino bella, nella sua angoscia, questa immagine di una chiesa che si svuota lentamente, ridotta a museo, o meglio a parco zoologico dove custodire una specie in via di estinzione.
      So che non è così e credo che lo sappia anche Emanuele, ma proprio per questo posso guardare con simpatia questa immagine.
      Molti dei commenti invece sembrano porre un tema interessante: a parte la generazione “saltata” (ma avrei qualcosa da obbiettare in merito, la generazione del ’68 in fondo è anche quella che ha dato vita ai movimenti ecclesiali, da CL ai focolarini, passando per Neocatecumenali e Rinnovamento) è poi proprio vero che c’è una frattura così radicale tra la generazione delle “vecchiette” e quella della GMG? Stiamo assistendo ad un mutamento antropologico radicale nella concezione della fede? E se è così è proprio una cosa buona?
      Mi stupisce come in molti commenti questa cosa venga data per scontata senza nessun approfondimento critico

      • @Don Fabio, potrebbe approfondire (o se preferisce illustrarmi meglio) la sua frase: “Stiamo assistendo ad un mutamento antropologico radicale nella concezione della fede?”

        Mi interessa, grazie.

        • Non è il mio pensiero, anzi io non credo che ci sia un radicale cambiamento, mi riferivo però a quanto detto sopra, non ricordo da chi, che parlava (Hegelianamente?) di tre generazioni: quella dei cristiani-per-dovere, che ha generato i cristiani-non-cristiani fino a trovare la sintesi nei cristiani-per-amore.
          Mi sembra in effetti una sintesi un po’ grossolana.

      • Don Fabio: smack! Concordo sul ’68… forse perché appartengo a quella generazione? ;-9

    • Paolo: mi accodo! L’ho riletto ma il mio senso dell’umorismo è rimasto tale e quale.

  31. Mi dispiace che l’aver espresso un’opinione abbia irritato qualcuno. Soprattutto non era mia intenzione esprimere un giudizio duro per cui l’autore possa sentirsi offeso. Se così fosse domando scusa all’autore. Sono sicura delle sua grande buona fede. Rimane il fatto che, posto che il senso dell’umorsimo non è uguale per tutti, quand’anche lo fosse, non è un valore in sé, ma semmai un mezzo di espressione. Almeno così mi pare venga usato su questo blog. Ora, nella descrizione sicuramente brillante del “fenomeno vecchiette” non ho capito bene quale fosse il tema su cui riflettere. Il mio tentativo di interpretazione è stato “osserviamo e sorridiamo delle pagliuzze che sono i comportamenti di queste vecchiette, e poi subito rivolgiamo sguardo a noi stessi e proviamo a rimuovere le nostre travi”. Un esempio: la loro (apparente) poca attenzione alla liturgia, coperta dalle giaculatorie: quanto noi siamo attenti e partecipi? Le giaculatore dette senza (apparente) comprensione: quanto la nostra preghiera è fatta davvero con cuore e intelletto? La loro presenza assidua: chi di noi può batterle per fedeltà? Sorridere degli atteggiamenti più o meno comici o più o meno irritanti delle vecchiette lo facciamo tutti, per carità, ma un conto è una battuta tra amici, un conto è vederlo scritto su un blog, manco fosse davvero un problema. Mi è sembrato un po’ come sparare sulla croce rossa. Poco caritatevole ecco. A quindici anni anch’io avevo fatto dello spirito sulle vecchiette “sempre in pole position, con i rosari a mitraglietta e le voci atroci” e ricordo ancora la risposta di un amico più grande: pensa solo quanto bene fanno a tutta la Chiesa e a noi, ci sono dei funerali dove, se mancassero loro, non vi sarebbe nessuno a pregare per il defunto; sicuro che Dio le gradisce”. Non poniamoci involontariamente in posizione di superbia, anche solo credendo di riconoscere un’anomalia chissà dove. Umilmente lasciamo perdere di confrontare il nostro modo di essere Chiesa e il loro modo. Restiamo uniti. Diciamo grazie e speriamo che nei loro rosari a mitraglietta e nei loro canti stonati ci sia una preghiera anche per noi. Preghiamo e le chiese riempiamole (anche) noi.

  32. Sto per andare a celebrare, 18.30.
    In chiesa ci saranno 10-15 anziane. A volte, a seconda delle intenzioni per i defunti, ci sono famiglie o giovani. C’è da dire che chi non è in pensione ha tante cose da fare.
    Mi aiutano queste donne a pregare e mi hanno fatto capire che Dio non ha fretta!
    Ci lascia correre per tutta la vita, ha pazienza quando non abbiamo tempo per lui.
    Quello che gli sta a cuore è che prima o poi (certo, sarebbe meglio prima) ci accorgiamo di quanto importante è lui!

  33. Le vecchiette sono scusate… ma voi c’avete il “buon tempo” come dicono a Milano (Don Mauro a parte).

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