di Paolo Pugni
Chissà perché l’estate parla di amicizie. Sarà che c’è più tempo per lasciarsi andare alla nostalgia dei ricordi, mentre il tempo –libero- batte con più insistenza il dito su quella parte della clessidra che va vuotandosi e sollecita a rincorrere gli amici come appigli sicuri, quando non approdi, in un mare tempestoso.
Sarà che le notti calde più facilmente generano buchi nel tempo e risucchiano a quegli anni in cui senza la compagnia ti sentivi perso, tanto sulle spiagge assolate quanto nella città dove innamorarsi è strano o pazzia, foss’anche tra Duomo e Galleria.
Sarà tutto questo ma mi tornavano alla mente certe canzoni che oggi in giro non senti più, quelle che ricordano che si può andare a piedi certamente a Bologna, che oggi quando c’è Skype sarà forse più fesso, ma quanto spessore in più c’è.
E così ne ho scelte un po’, nei cui testi è bello naufragare perché alla fine in canto veritas, in questo però, quello sanguigno, che non confonde l’amicizia con la complicità, che è uno dei due difetti che questa virtù con se trascina, questo per eccesso, l’inimicizia per difetto.
Vi sparo allora nell’ordine:
Herbert Pagani, itolafrancese un po’ naif, un po’ hippy –come Tippy il coniglietto- un po’ sessantottino, ma capace di promuovere sentimenti razionali, sinceri, profondi. Anche lui canta l’amicizia e forse è cronologicamente il primo della lista.
http://www.youtube.com/watch?v=tnXDmNUk_sQ ß-pagani
Poi si va sul classico con Dario Baldan Bembo, che l’amico è qualcosa che più ce n’è e meglio è. Ma va?
http://www.youtube.com/watch?v=Tm_gv-PdcZc
Un po’ di trasgressione con Renatino e il suo amico che speriamo non sia altro, ma le parole ricordo bene che all’epoca, quella delle immense compagnie (e vai con gli 883 tanto per citare), erano oggetto di grandi riflessioni e furiose discussioni, e quindi il suo ruolo questa canzone l’ha assolto: uscire dal torpore per attivare il cervello.
http://www.youtube.com/watch?v=j4hK74GjurA ß- zero
E infine una bella camminata dopo una scazzottata con Riccardino Cocciante e il suo amico in più.
http://www.youtube.com/watch?v=_2ac7Y8-U88 ß- cocciante
Ma che cosa è realmente l’amicizia e perché conta tanto? Me lo chiedevo anche di recente riflettendo sulle terrazze estive, forma di aggregazione per uomini soli –no, qui i Pooh non centrano- ormai insaccate in quel di luglio (col bene che ti voglio, lo sai non finirà…. Non ho resistito, abbiate pazienza). E ci leggevo questa voglia di condividere, di trovare sponda, di arrabbiarsi anche, perché l’amicizia non è approvazione cieca, è grillo parlante non lucignolo, che costringe a rimettersi in cammino. E se l’amore, coniugale, tra tutti i rapporti umani è forse il più vicino a quello divino, beh l’amicizia è solo un’incollatura sotto, molto meno della distanza che Bolt rifila al secondo.
E se se ne riesce a discettare solo grazie a grandi pensatori –come non ricordare i quattro amori di quell’animale da amicizia che era C.S.Lewis uno dei fondatori degli Inklings (e chi senza google mi tira fuori gli altri una birra all’Eagles and Child non gliela leva nessuno)- molto meglio vederla vissuta ad esempio ne Il Signore degli Anelli forse il più bel romanzo che canti l’amicizia.
Ma qui spalanco a voi la strada: canzoni, storie, saggi, racconti per chiarire che cosa sia l’amicizia e a che cosa serva.
p.s. per non perdere neanche una occasione di provocare mi sun di quei …. che parlen no… No, questo non c’entra, ma di quei che non credono affatto all’amicizia tra donne e uomini: l’amicizia vera, profonda, quella c’è virtù, implica e impone una intimità che può darsi solo con una persona del medesimo sesso o con il coniuge. So che questo dispiacerà ad alcuni, per fortuna è oggetto opinabile e il mio punto di vista ha pari dignità del suo opposto.

