«Bevi – dice [il dio del mondo] – perché non sai da dove vieni né perché. Bevi perché non sai quando ripartirai né dove sei diretto. Bevi, perché le stelle sono crudeli e il mondo è inutile come una trottola.
Bevi, perché non vi è nulla su cui valga la pena contare, nulla per cui valga la pena lottare.
Bevi, perché tutte le cose scorrono perennemente uguali in una pace infausta.» Ed ecco che con una mano ci porge il calice. E presso il sommo altare del cristianesimo vi è un’altra figura, nella cui mano vi è un altro calice di vino. «Bevi – dice – perché il mondo intero è rosso come questo vino, cremisi come l’amore e l’ira di Dio. Bevi, perché le trombe inneggiano alla battaglia e questo è il bicchiere della staffa. Bevi, perché quello che ti offro è il mio sangue del Nuovo Testamento. Bevi, perché so da dove vieni e perché. Bevi, perché so quando ripartirai e dove sei diretto.»
G.K. Chesterton Dal capitolo “Omar e la vite sacra” di “Eretici”

