di Chiara Boldrini Strada Facendo…
“Ma siete matti?”
Due occhi sgranati mi osservano subito dopo il mio grande annuncio: “ci sposiamo!!”.
Non è la prima persona che reagisce così, quindi non mi sconvolge più di tanto, ma ammetto che la prima volta ho dovuto attendere un paio di secondi prima di rispondere.
Cosa c’è di così assurdo?
Ingenuamente pensavo che la mia gioia – ben visibile, sono mesi che saltello per casa – avrebbe risposto a tutte le domande che si sarebbe posta la gente e che di conseguenza tutti alla fin fine avrebbero gioito con me e con il mio futuro sposo.
Invece capita che le smorfie sulla bocca di chi ci sente annunciare la buona notizia assomiglino a quando il gelato ti si ferma sui denti e i brividi ti arrivino fino ai piedi in un nano secondo, gli occhi si spalancano e una guancia sale leggermente verso l’alto…che neanche Quasimodo.
“Ah ok quindi prima andate a convivere…vero?”
“No”.
A questo punto della conversazione (che ha una sua scaletta ormai..sembra che tutti si siano messi d’accordo), si rischia lo svenimento. Una persona, un filo teatrale aggiungerei, addirittura ha dovuto fare due passi in apnea prima di dirmi “eeeeh?”.
Mi pare di aver capito che funziona così: prima di sposarsi (se proprio proprio devi farlo) conviene che metti alla prova l’altro. Non vorrai mica che poi ti ritrovi con uno che non chiude bene il tappo del dentifricio, no? E se lascia i calzini per terra la mattina? E se inforca l’insalata in un modo che non ti aggrada? E se un giorno ti dirà che non è molto felice che tu ti svegli ogni mattina cantando a squarciagola “mamma mia dammi 100 lire”?
Così ti poni qualche domanda…ma poi ti metti in ginocchio a pregare e leggi:
“perché il Signore, tuo Dio, sta per farti entrare in una buona terra: terra di torrenti, di fonti e di acque sotterranee, che scaturiscono nella pianura e sulla montagna;
terra di frumento, di orzo, di viti, di fichi e di melograni; terra di ulivi, di olio e di miele;
terra dove non mangerai con scarsità il pane, dove non ti mancherà nulla; terra dove le pietre sono ferro e dai cui monti scaverai il rame.
Mangerai, sarai sazio e benedirai il Signore, tuo Dio, a causa della buona terra che ti avrà dato.”
(Dt 8, 7-10)
Per fortuna poi, oltre a Dio che ti incoraggia, ci sono gli amici e le rispettive famiglie che non vedono l’ora di venire a vedere la tua futura casa, che al momento contiene più prodotti per pavimenti che locali, stracci, spazzolone e l’indispensabile per accogliere chi passa: bicchieri di plastica, 4 sedie, acqua e bibite, due cavalletti e un’asse come tavolo, un pavimento pulito nel caso non bastassero le sedie.
Non sono esperta di matrimonio, ma in fondo al cuore sento non è una gara olimpica. Nessuno deve raggiungere tot punti per potersi aggiudicare il premio finale (se penso ad un’ipotetica gara in casa a chi lava prima un vetro, lui vincerebbe sicuramente…è più alto e più agile di me…quindi non mi conviene, perderei prima di iniziare! E secondo me vincerebbe anche una gara di sudoku.).
Se la gente la smettesse di svenire ogni volta che dico che mi sposo, forse riuscirei anche a spiegargli che: se casa mia sta diventando un magazzino per la dote, se ogni tanto torno a casa con un mobile da montare che magicamente sono (quasi!) riuscita a far stare in una panda anche se era lungo due metri (chiedendo poi aiuto a mio zio perché ero ferma in una rotonda mentre il mobile tentava di scappare giù dalla macchina…ma questi sono dettagli), se passo le serate in cantina con il mio bellissimo ometto a fabbricare le bomboniere invece che andare al cinema, se la mia futura metà di Cielo (come direbbe il mio confessore) misura decine di volte gli attacchi della cucina e le misure sono sempre le stesse….un buon motivo ci deve essere!
E c’è!
C’è perché è lì che ci vogliamo giocare la vita ed è lì, nel sacramento, che il Signore farà il miracolo di tenerci insieme senza chiederci requisiti ulteriori se non quello di volerci amare e onorare a vivenda.
Proprio il 2 giugno a Milano, Benedetto XVI diceva così:
“Nel Rito del Matrimonio, la Chiesa non dice: «Sei innamorato?», ma «Vuoi», «Sei deciso».”
Capisco quindi perché è così sconvolgente sposarsi, perché è prendere una posizione, fare una scelta. Se poi in questa scelta metti anche Gesù Cristo…sei matto due volte.
Allora eccoci.
Matti per Grazia e felici di esserlo.
fonte: http://provoavolare.wordpress.com/

