Generata dal connubio tra l’amore e la moralità, la cortesia si trova alla confluenza tra esteriorità (buone maniere, comportamenti garbati, gentilezza) e interiorità (considerazione per i desideri e i sentimenti altrui). Val poco infatti far mostra di avere ottime maniere se non si possiede anche un animo cortese, carico di giovialità e buonumore, mosso dalla pronta sollecitudine con cui ci si prende cura dell’altro. Fatalmente la sola forma, priva di slancio interiore, degenera in vacua e artificiosa formalità codificata, talvolta perfino fredda e ostile. La “base morale” dello spirito cortese sta invece nel desiderio di farsi prossimo, di farsi incontro ai propri “compagni in umanità” con la volontà di creare uno spazio di vita accogliente.
27 giugno 2012
Apologia della cortesia – parte 2
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