«Bevi – dice [il dio del mondo] – perché non sai da dove vieni né perché. Bevi perché non sai quando ripartirai né dove sei diretto. Bevi, perché le stelle sono crudeli e il mondo è inutile come una trottola.
Oltre ogni tempesta
di Paolo Pugni
S’io avessi la penna intrisa di cultura, che respirasse Rostand e Cervantes, che sapesse a memoria il Cantico dei Cantici o la Balladedes Pendus, quelli per cui le neiges d’antan sono passate così in fretta da lasciarli devorèes et purries a chiedere ai frères humains qui apres nous vivez d’intercedere pressola Madonna il perdono di Dio (e, che strani questi maledetti che poi alla fine si inchinano alla divina maestà…), s’io respirassi Cecco o Guido e Lapo (no, non quello della Ferrari mimetica) ben altre rime aspre e chiocce scriverei
S’io fossi foco, e acqua e vento e tempesta, non so proprio che farei…
Ma siamo matti? Per Grazia, sì.
di Chiara Boldrini Strada Facendo…
“Ma siete matti?”
Due occhi sgranati mi osservano subito dopo il mio grande annuncio: “ci sposiamo!!”.
Non è la prima persona che reagisce così, quindi non mi sconvolge più di tanto, ma ammetto che la prima volta ho dovuto attendere un paio di secondi prima di rispondere.
Cosa c’è di così assurdo?
Apologia della cortesia – parte 2
Generata dal connubio tra l’amore e la moralità, la cortesia si trova alla confluenza tra esteriorità (buone maniere, comportamenti garbati, gentilezza) e interiorità (considerazione per i desideri e i sentimenti altrui). Val poco infatti far mostra di avere ottime maniere se non si possiede anche un animo cortese, carico di giovialità e buonumore, mosso dalla pronta sollecitudine con cui ci si prende cura dell’altro. Fatalmente la sola forma, priva di slancio interiore, degenera in vacua e artificiosa formalità codificata, talvolta perfino fredda e ostile. La “base morale” dello spirito cortese sta invece nel desiderio di farsi prossimo, di farsi incontro ai propri “compagni in umanità” con la volontà di creare uno spazio di vita accogliente.
Apologia della cortesia – parte 1
di Andreas Hofer
Di rado si presta attenzione alla progressiva estensione della scortesia in tutti i campi della quotidianità. Prorompe ovunque un’istintività immediata e aggressiva, in particolar modo nelle relazioni di coppia, connotate da rudi e reciproche sgarbatezze. Ormai definitivamente pensionati alla stregua di vecchie anticaglie i desueti costumi della discrezione e della delicatezza, della finezza e del tatto, una barbara schiettezza tra i sessi si è imposta in luogo della sana, garbata cortesia d’un tempo. In sua vece è subentrata un’arida contabilità domestica la cui funzione sembra però più analoga a quella svolta dalla tregua nel campo dei conflitti armati…
Tutto sotto controllo
di Costanza Miriano
Sono indecisa se stirare tre camicie, cercare i titoli ai capitoli del mio nuovo libro, scrivere questo post o dedicarmi al riordino del mobiletto delle spezie. Sarebbe tutto normale, se non fosse che sono le 2 e 48 di notte. Il fatto è che mi sembra che le partenze – andiamo a Parigi per una settimana – mi costringano a un severo bilancio della mia vita in tutti i settori, dalla spiritualità (ho fatto il tagliando da padre Emidio) all’economia domestica.
Un nuovo sito per Chiara
Siccome continuano ad arrivarci tantissime richieste di informazioni su Chiara Corbella Petrillo, e non sappiamo se siamo autorizzati a divulgarle, vi rimandiamo a questo nuovissimo sito ufficiale.
“Felix culpa” anche per i divorziati risposati?
di Antonello Iapicca Pbro I segni dei tempi
“Felix culpa” anche per i divorziati risposati?
Altro che corvi e scandalucci mondani… A Milano l’annuncio “scandaloso” del Papa, passato inosservato da clericali e laicisti…
La grande bugia (replay)
di Costanza Miriano
Quello dell’aborto per me è uno dei più grandi misteri dell’epoca moderna. Davvero, lo dico sinceramente e per una volta senza scherzare. E’ un argomento su cui non sono in grado di essere simpatica, quindi vi deluderò. Il fatto è che ho visto troppo dolore tra le donne che conosco, e non posso perdonare una legge tanto bastarda, e la crudeltà di chi l’ha promossa, riuscendo a produrre un gigantesco inganno collettivo.
E’ festa nel cielo!
Si narra che Santa Francesca Romana fosse salita in cielo tra una nuvola di fiori. La scena è riportata in uno straordinario affresco nel monastero di Tor de’ Specchi. Ceccolella è in preghiera al suo capezzale circondata dalle sue sorelle. Un tappeto di mille colori la sospinge verso l’alto dove viene accolta tra le braccia del Risorto nel tripudio gioioso di angeli e santi, la chiesa bella che ci guarda dal cielo.
Chi non crede in Dio crede a tutto
di Costanza Miriano
Come mamma credo di essere valutata tollerabile dai miei figli, persino simpatica a tratti, vecchia ma non decrepita, e passabilmente poco racchia, in confronto alla media delle vecchie. Purtroppo però ho l’insanabile difetto di essere femmina, e quindi vengo estromessa da tutte una serie di attività valutate maschili: posso accompagnare a una partita ma non assistervi; invitare amici dei figli, ma non parlarci per più di quindici secondi, nel timore che venga colta da un attacco di “io-ti-conosco-da quando-eri-piccolo-così”; fornire informazioni, sapendo però che verranno sottoposte al vaglio della verifica (se lo dice anche il babbo, allora è proprio vero).
Tutti dietro a Chiara
di Costanza Miriano
Sono una privilegiata perché sabato mattina, nella Festa del Cuore Immacolato di Maria, ho assistito al funerale di Chiara Corbella Petrillo, e ho accompagnato una nuova sorellina in cielo, una sorella a cui vorrei andare dietro, mettendomi in fila, insieme alle mille persone che erano in chiesa, e alle migliaia che stanno imparando a conoscere la sua storia. Migliaia che presto saranno milioni, perché bonum est diffusivum sui, il bene è contagioso.
Ecco Chiara
Chiara Corbella è una ragazza nata in cielo due giorni fa.
Aveva 28 anni ed era sposata con Enrico Petrillo.
Una coppia normalissima della generazione Wojtyla, cresciuta in parrocchia e a pane e Gmg.
Dopo essersi conosciuti a Medugorje hanno fatto un cammino d…a fidanzati con l’aiuto di alcuni frati di Assisi, e si sono sposati nel settembre 2008.
Che Lectio!
Pubblichiamo ampi stralci della Lectio Divina di Benedetto XVI pronunciata a braccio durante il convegno diocesano dal titolo «Andate e fate i discepoli, battezzando e insegnando. Riscopriamo la bellezza del battesimo» nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma. Il Papa ha parlato della realtà dimenticata del peccato, del cristianesimo come azione di Dio nei confronti di ogni uomo, del diavolo che oggi agisce mascherato da informazione e del motivo per cui è giusto battezzare i bambini quando non sono ancora coscienti.
Cotto e avanzato
di Susanna Bo*
Lo confesso: la ammiro talmente tanto che l’altra notte l’ho perfino sognata. Era lì nella sua cucina, quella dove ha cominciato col primo programma di ricette, mi guardava da dietro una quiche lorraine col suo sorriso disarmante e sembrava dicesse: “Dai… non è mica difficile… puoi farla anche tu!”
In effetti, a rifletterci bene, non sarebbe difficile. Imbastire un pranzo o una cena semi decente dovrebbe essere pane quotidiano per una fan di Benedetta Parodi, eppure a me non riesce, ormai ci ho rinunciato: la cucina non fa per me.
Pro-fanum, ovvero “c’è della spazzatura”
di Cyrano
(Questo è il secondo pannello del dittico aperto ieri col post di Daniela Bovolenta)
Può darsi, tuttavia, che la questione dello stile non sia il primo cruccio anche degli altri – dei gitani della fede
La triplice cinta
di Daniela Bovolenta
(Questo post è pensato per essere come il primo pannello di un dittico, la cui seconda anta – preparata da Cyrano – si aprirà domani: il tema era stato preso diverso tempo fa, ed ora ci è sembrato tempo di tornare a fare qualche considerazione ulteriore)
Per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità
(Fabrizio De Andrè, Smisurata preghiera)
Scommetti che ti innamori?
Vorrei possedere l’archivietto delle amiche di Sally, che sfogliavano prontamente lo schedario quando lei rimaneva sola, senza fidanzato, per vedere quale dell’elenco potesse adattarsi a lei. Dallo schedario toglievano solo i morti, mentre per gli sposati bastava fare un’orecchietta sul foglio, in attesa come il cinese sulla riva del fiume che il soggetto tornasse libero. Ora, a parte una correzione nel senso dell’ortodossia (per me il foglietto dello sposato è tolto definitivamente), troverei quello un modo molto sensato di investire il mio tempo, cioè cercare di abbinare amici non accoppiati, se non fosse che di tempo non destinato alla sopravvivenza mi avanzano dai quattro ai sei minuti a settimana, e se non fosse anche che come Cupido sono negata.


![nella_tempesta_full[1]](http://costanzamiriano.files.wordpress.com/2012/06/nella_tempesta_full1.jpg?w=300&h=217)















