di fr Filippo Maria
L’altra sera, dopo un intenso periodo di matrimoni (quattro in quindici giorni) e dopo aver preparato una coppia che si sposa nel prossimo fine settimana, ebbene, dicevo, l’altra sera mi avvio bel bello a chiudere la chiesa quando noto un uomo che si aggira in maniera concitata in fondo alla navata centrale; allerto subito i miei sensori (quelli che erano ancora a disposizione) pronto a fare qualsiasi incontro (più di una volta, al momento della chiusura, ci siamo ritrovati dei simpaticissimi buontemponi nascosti in confessionale con la scusa che fuori faceva freddo… anche se eravamo in estate – per inciso: alle cassette delle offerte facciamo a chi arriva prima!); mi avvicino e vedo un volto familiare, un uomo sulla mezza età, uno di quelli che frequenta insomma; mi tranquillizzo. “Che succede? – chiedo – Ti vedo agitato”. “Ma no padre è che aspettavo mia moglie; mi ha detto che ci saremmo incontrati qui alla fine della Messa ma non la vedo”. “Insomma – faccio io – ti sei perso la moglie?”. E lui: “Magari, padre, magari!”.
Dopo esserci fatti due risate e dopo averlo rassicurato sul fatto che non avrei detto niente alla moglie riguardo la battuta (speriamo che la signora non legga il blog di Costanza) ho iniziato a pensare a tutti i bei discorsi fatti sul matrimonio, a tutta la preparazione che dedico agli sposi, e ad un tratto (complice la stanchezza, credo) le mie mi sono sembrate assolutamente parole vuote, smontate da una semplice battuta di un uomo incontrato nell’orario di chiusura della chiesa. Ho pensato alle tante situazioni che mi si parano davanti di matrimoni partiti con intenzioni buonissime e trasformatisi, improvvisamente, in piccoli inferni domestici; neanche il pensiero dei tanti casi di matrimoni “riusciti” era capace a consolarmi. Come è possibile, mi sono chiesto, che dopo un po’ di tempo un uomo riesca minimamente a pensare che la donna della sua vita diventi un peso, tanto da desiderare di averla per un po’ alla larga… così, per un po’ di giorni, tanto per riprendere fiato? Perché, ad un certo punto, pian piano, si scivola in una sorta di rapporto fondato su accordi bilaterali sanciti in ore passate davanti allo psicologo? Cosa succede ad una coppia, nel corso degli anni, qualcuno me lo sa spiegare? No perché io, non essendo sposato, non riesco a capire. Quando un mio confratello mi viene a noia, dico tra me e me (in maniera non del tutto evangelica, me ne rendo conto): “Beh! Non l’ho mica scelto io di abitare con lui”. Però due sposi si scelgono, altroché! Come mai l’emozione forte del giorno del matrimonio: “La mia vita non ha senso senza di te!”, col passare del tempo diventa: “La mia vita non ha senso insieme a te”? “La famiglia che costruiremo – mi ha detto una volta una coppia – non deve essere come quella delle nostre famiglie di origine; litigano sempre per qualsiasi stupidaggine, in casa c’è un clima invivibile”. “Vorrei rivedervi fra qualche anno (mese?)!”… ho pensato, cinico, tra me e me.
Poi mi sono ricordato che un certo poeta inglese una volta doveva pur esserselo chiesto: “La verità, vi prego, sull’amore”. Che forma ha? Di che colore è? Come arriva, in treno, in macchina, in bicicletta? Quando arriva lo saprò riconoscere (la parafrasi è mia)? Insomma, la verità sull’amore!
La domanda è legittima, ha senso chiederselo, non è un interrogativo accessorio. Io ho provato a cercare una risposta e l’ho trovata… sì l’ho trovata, in quella stessa sera, nella Cappella del nostro convento. In penombra, davanti al crocifisso di San Damiano, scopro che l’amore ha i connotati di Gesù! Ecco la verità sull’amore! Ecco come è fatto l’amore: ha un volto e un nome ben precisi: Gesù di Nazareth, Figlio di Dio e Figlio di Maria, Re crocifisso, vero Dio e vero uomo.
Guardiamoci dalle contraffazioni: Dio è amore! Non è possibile pensare a qualsiasi altro tipo di amore che non abbia questa sorgente, questo motore propulsore; ecco il segreto per non invecchiare: amare! Amare come Lui, però. “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. Prima di Gesù la comparazione era: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Adesso invece si dice: “Come io ho amato voi”! È Lui la misura dell’amore, è Lui lo specchio dinanzi al quale dobbiamo passare più tempo. E in particolar modo è sotto la Croce che si impara la modalità dell’amore di Gesù; la Croce è il distillato dell’amore dove è appeso il Dio che ci ha amato e ci ama totalmente, gratuitamente, senza condizioni e per sempre. Non l’amore usa e getta; non i surrogati di amori di plastica che seducono e abbandonano. Sono persuaso che questo tipo di amore, quello cruciforme, sia capace di resistere all’usura del tempo, alla quotidianità, alle delusioni e ci rende capaci di donazioni impensabili al di là delle nostre forze.
Ma solo se ci sapremo amati così, saremo ugualmente capaci di amare così. Di solito si è propensi a prendere in considerazione la seconda parte del comandamento di Gesù: amatevi! Certo, ma questa è solo la conseguenza del saperci tenacemente e irrevocabilmente amati da Lui, qualsiasi cosa faremo, qualsiasi strada sbagliata dovessimo prendere, Lui non ci molla!
E allora anche il matrimonio assumerà i colori di una giovinezza eterna, pur dovendo passare, a volte, dentro una ferialità schiacciante, incomprensioni, ferite, delusioni. Anzi, il matrimonio rappresenta plasticamente l’amore di Gesù per noi: è un dono che non ci si può più riprendere indietro, è una cosa che non si può disfare. “Accolgo te come mi sposa. Con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre…” Sempre, non fino al 31 luglio 2020, poi vedremo se rinnovare il contratto. Alcuni si lamentano perché oggi ci sono meno matrimoni in Chiesa rispetto al passato; meglio, dico io! Se non altro ci hanno pensato, quanto meno sanno che la prerogativa del matrimonio-sacramento è l’indissolubilità ed è strettamente collegato ad un cammino di fede. Hanno scelto altro ma almeno non hanno fatto una commedia in chiesa.
Sempre e per sempre, costi quel che costi! Se è qualcosa di meno non è amore, è qualcos’altro, diamogli un altro nome, ma amore o è per sempre o non è! Questo è l’amore crocifisso del Figlio di Dio. La verità sull’amore!

