Il sogno americano passa attraverso Dio

di Raffaella Frullone

Come molti sapranno La Bussola Quotidiana ha annunciato ieri di essere costretta a sospendere temporaneamente le pubblicazioni  a causa di una situazione economica che nelle ultime settimane è andata peggiorando. Facciamo i migliori auguri a tutta la redazione nella speranza che  possano tornare presto a svolgere il loro prezioso lavoro.

 

di Raffaella Frullone    La Bussola Quotidiana

La generazione degli Ottanta, specialmente le ragazzine, se lo ricorda recitare nella serie di cult “Genitori in blue jeans”, nei panni di Mike Seaver, adolescente turbolento con poca voglia di studiare e molta di stare con gli amici e le ragazze. A distanza di quasi trent’anni ha conservato il fascino e il portamento da protagonista, ma gira per gli Stati Uniti a parlare di Gesù, a ragazzi coetanei di chi guardava la serie Tv che lo ha reso famoso, e oggi presenta un film che destinato a ribadire un messaggio chiave per i giovani americani.

Il titolo è Monumental, in search of American treasure e racconta la storia di un uomo e una donna che rischiano tutto per la propria libertà, un film in cui si intrecciano fede e avventura, che racconta la vita politica degli Stati Uniti attraverso le esperienze dei propri leader, una storia di speranza che racconta la strada percorsa da Cameron da quei blue jeans che lo hanno consacrato come idolo delle ragazzine ad una scelta di vita diventata missione per l’evangelizzazione.

Nato il 12 ottobre del 1970 a Panorama City, in un sobborgo di Los Angeles, figlio di un insegnante e una casalinga e primo di quattro fratelli, Kirk Cameron inizia la carriera cinematografica giovanissimo con uno spot per cereali da prima colazione. Sguardo vispo e sorriso accattivante a soli 15 anni si guadagna il ruolo di Mike, secondo genito della famiglia Seaver, protagonista di “Growing Pains”, letteralmente “Dolori che crescono”, in realtà i dolori altro non erano che i tradizionali grattacapi e bisticci di una famiglia con due figli nell’età dell’adolescenza e infatti in Italia la serie è stata presentata come “Genitori in blue jeans”. Proprio sul set ha conosciuto Chelsea Noble, che nel 1991 diventerà sua moglie e dalla quale avrà 6 figli, di cui 4 naturali  e due adottivi. Nato in una famiglia atea e presto a contatto con il fantastico mondo del cinema, Kirk non credeva in Dio come molti sei suoi coetanei, fino a quando, a 17 anni, si converte.

«Avevo qualunque cosa potessi desiderare: fama, soldi, possibilità di girare il mondo, migliaia di fan. Fu il padre di Chelsea a farmi notare che mi mancava qualcosa, che mancava Dio nella mia vita. A dire il vero non era un argomento interessante per me, non mi importava, ma accettai lo stesso un invito ad andare in chiesa, non volevo rovinare i rapporti col padre della ragazza che mi piaceva, così, sono andato insieme a loro e per la prima volta ho sentito il Vangelo. Ho ascoltato il pastore parlare dell’amore di Dio, del peccato e della salvezza, immediatamente ho provato due sensazioni fortissime: il senso di colpa per i peccati commessi, e insieme la forza della speranza, da quel momento è partito il mio cammino».

Un cammino che lo ha portato a mettere la sua carriera e la sua immagine a servizio della fede che gli aveva cambiato la vita, Kirk infatti ha fatto della sua fama uno strumento di apostolato che gli ha permesso di avvicinare un pubblico sempre più ampio di giovani per parlare di Dio e passando da talk show a trasmissioni radiofoniche e organizzando incontri nei teatri per parlare di come sia difficile ma straordinariamente fecondo costruire e un matrimonio. Un’attività che non lo ha certo messo al riparo dalle critiche visto che all’inizio di marzo è finito nel mirino delle lobby gay per aver affermato che l’omosessualità è innaturale e ha dichiarato apertamente di essere contro i matrimoni gay.

Oggi nei teatri arriva la sua ultima fatica cinematografica, Monumental, appunto. Il film racconta la storia di uomini e donne che hanno rischiato tutto per la propria libertà incluso il travaglio dei pellegrini e racconta piccole storie di fede che hanno contribuito a costruire la storia degli Stati Uniti.  Racconta Cameron «Ho voluto andare alla base della nostra storia per capire da dove veniamo e di cosa abbiamo bisogno per assicurarci il futuro. Sono un attore, ma prima di tutto sono un padre e un marito, volevo andare all’origine della nostra società e capire come assicurare un futuro ai miei figli, attraverso un lungo percorso ho capito che esso è nascosto nella nostra fede. Abbiamo bisogno di famiglie, scuole, chiese e gruppi politici per vivere come una comunità, in questo senso la storia degli Stati Uniti ci racconta un sogno ancora possibile da realizzare»

Già 550 teatri hanno richiesto la proiezione del film soltanto nel mese di aprile70mila biglietti sono stati venduti e altre 40mila sono le richieste ancora pendenti per avere un posto prenotato alle proiezioni, un successo che racconta soprattutto la forza di un messaggio.

«Qualcosa è ammalato nell’anima del nostro Paese - prosegue Cameron – attraverso l’esperienza di questo film ho voluto riscoprire e fare riscoprire a chi lo guarderà che la speranza con cui possiamo guardare al futuro viene soltanto da Dio »

fonte> La Bussola Quotidiana

38 commenti to “Il sogno americano passa attraverso Dio”

  1. Ma Kirk Cameron è quello che quando ha voluto contestare assieme ad altri le teorie di Darwin, ha omesso dei capitoli dell’originale nell’edizione “commentata” dell’Origine della Specie che ha fatto distribuire a fine 2009 nei campus statunitensi? E non è quello che ha cercato di dimostrare scientificamente, in un dibattito pubblico in diretta televisiva, l’esistenza di Dio, senza far riferimento alla Bibbia (sappiate che la fede non serve più a nulla: ci sono le prove! :-) )? Tra l’altro, in quest’ultima battaglia era affiancato da una persona che portava la forma della banana a mo’ di prova di un design intelligente del mondo… :-) (Hai capito Alvise? Ti basta mangiare banane e avrai la prova che Dio esiste!)

    Battute a parte, la trama sembrerebbe interessante, quando arriverà questo film in Italia?

    Piccola nota per l’autrice: l’americano “theater” si traduce, in questo contesto, con “cinema”… :-D

  2. «Qualcosa è ammalato nell’anima del nostro Paese – prosegue Cameron – attraverso l’esperienza di questo film ho voluto riscoprire e fare riscoprire a chi lo guarderà che la speranza con cui possiamo guardare al futuro viene soltanto da Dio »

    SPE SALVI, come sempre, ma c’è speranza e speranza, e non sempre da o in Dio. L’America, troverà, o non troverà nuovo slancio? Nessuno può saperlo. Ma ammettiamo che i cittadini americani trovassero tutti una fede comune (per esempio nel Dio cattolico), questo si tradurrebbe in che, dal punto di vista pratico? Piccole comunità di quaccheri, come si è visto in tanti altri film, coltivanti granturco in pace? O crociate (bombardanti)contro l’Islam? O le due cose insieme?

    Per quanto riguarda la Bussola Quotidiana, che facessero come si fa noi, mettessero i loro articoli, i loro pensierini,
    senza altro pretendere. Che si pretende qualcosa noi?

  3. Bentornata Raffaella!!! E “il capogiro”?

  4. Anche negli USA la piena libertà religiosa è minacciata. Sembra che l’episcopato però non sia silente, e stia ispirando la protesta:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350189

  5. Non mi fa nessuna compassione la chiusura della Bussola Quotidiana!!!
    E’ pieno di persone che non possono scrivere su un giornale (di ogni genere, elettronico o meno, cattolico o anche no)e che non sono MAI stati pagati da nessuno per lo sfizio di fare un giornale. NESSUNA PIETA’!!!

    • Faccio un esempio, ma niente di personale. Non credi che un motivo ci sarà, se nessuno ha mai voluto pagare per leggere quello che scrivi tu?

      • Già: c’è chi ha bisogno di denigrare il lavoro e la professionalità altrui per puntellare la propria autostima. Sono quelli che di fronte alle disgrazie altrui provano un discreto godimento e non perdono occasione per esteriorizzarlo. Di questo in effetti c’è da avere pietà.

    • Alvise, non dire corbellerie. Se scorri i nomi di chi scrive sulla Bussola, ti accorgi da te che è semplicemente falso sostenere che siano “persone che non possono scrivere su un giornale (di ogni genere, elettronico o meno, cattolico o anche no)”.

    • @filosofiazzero
      avrei voluto cancellare il tuo commento ma mi sono arrivato tardi e Sini, Andreas e Alessandro ti avevano già risposto; a questo punto vale più la loro risposta che tuo intervento becero, qualunquista e inopportuno.

    • Nel linguaggio elettronico, le maiuscole, come tu ben saprai, Alvise, hanno il significato di un grido, parole gridate. Quando ho letto: “NESSUNA PIETA’!!!” con l’aggiunta di ben tre esclamativi, ho visto davanti a me una scena agghiacciante, e spero che nessun Altro te debba ripeterlo a te.
      Ma vai nei prati a gridare.

    • Alvise Maria oggi ore 10:14
      Se il NESSUNA PIETA’!!! si usasse con te, che ne penseresti?

  6. Mi è piaciuto il fatto che anche un ragazzo cresciuto senza fede, pieno di soldi e fama, sia divenuto strumento di Dio. Lo Spirito Santo soffia davvero dove vuole. Ciò mi da speranza. Grazie Raffaella.

  7. Mi spiace che La Bussola quotidiana debba sospendere le pubblicazioni.
    Penso che sarebbe cosa buona aiutarla a sovvenire alle difficoltà economiche in cui s’è imbattuta.

  8. Sono veramente dispiaciuto per la Bussola, vi lavorano persone dalla grande fede e dalla grande professionalita. Certo, non immaginavo che ci volessereo così tanti soldi per far funzionare il sito….. forse bisognerebbe pensare a dei network di media cattolici piuttosto che a singole iniziative (Molti di quelli che scrivono su la Bussola lavorano anche al Timone) che rischiano di rubarsi spazio e fondi a vicenda…..su certi commenti che sono stati fatti qui non c’è da meravigliarsi…. c’è chi ha bisogno di dare sfogo al proprio narcisismo divertendosi a fare il troll nei blog.

  9. Mi gioco il doppio bonus di parolacce settimanali (uomo >50 anni il semel in anno diventa semel in week) ricordando a tutti che la sfida per battere la tentazione è che Dio ci chiede di amare anche i crudeli coglioni…

  10. @Alvise che chiede perché non può intervenire sul tema Bussola Quotidiana:

    1) Il corsivo in testa all’articolo vuole esprimere la nostra solidarietà e non è oggetto di discussione; se vuoi inveire contro la Bussola fallo sul tuo gratuito (in tutti i sensi) blog.

    2) le difficoltà economiche de La Bussola Quotidiana si riflettono anche sulle persone che lavorano alla testata e alle loro famiglie (sai, per molti stare di fronte a un computer è un lavoro e non è cazzeggiare); e quindi per il rispetto delle persone, oltre che della testata, quello che hai scritto è inaccettabile.

  11. Credo che dobbiamo porre attenzione ad un fatto, perché ogni situazione ci deve permette di scrutare nelle profondità di noi, per tirarne fuori i mostri che dentro corrompono.
    Secondo me il nostro amico provocatore… ci fa. Siamo i suoi Giobbe, destinatari di un esperimento per mettere alla prova. Non la fede, ma la carità. La capacità di avvolgere l’irrinunciabile verità con quell’amore che il Signore ci chiede.
    Sfida per vedere sino a dove siamo disposti non a cedere sulla verità, ma a spingere la carità.
    Questa formidabile e maledetta bilancia che san Paolo ci costringe a considerare sempre: veritatem facientes in caritate.
    Le sue continue provocazioni spingono sempre il limite più in là e la mia risposta ad esse non è sufficientemente elastica, come si può evincere dalle poche righe qui sopra: reagisco di pancia, di rabbia, di violenza. Come Pietro che sguaina la spada e mozza l’orecchio a Maico. E viene prontamente redarguito.
    Ora non so cosa sia possibile fare né come.
    E confesso che l’irritazione in me è a livelli incontrollabili.
    Pure in questa tormenta di livore, magari anche comprensibile e ragionevole, ma sempre torvo, percepisco nello sfondo l’invito di Nostro Signore a modificare, a trovare un modo diverso, una luce che non colgo se non per brandelli.
    Perché tutto è grazia.

    • Hai ragione Paolo. Ma la guancia da porgere è la nostra. Quando a essere percosse sono le guance altrui abbiamo il dovere di reagire alle cialtronate e quantomeno di chiamarle per nome. Colpire chi si trova in una condizione di estrema difficoltà e debolezza non ha che un solo nome; vigliaccheria. E ai vigliacchi non va concesso di esercitare sugli inermi la loro vigliaccheria.

    • io penso che il modo migliore sia ignorare, no? Cioè se Alvise pone dei temi seri, domande serie, uno risponde, ma sennò…non saprei.

  12. Pur non essendo una lettrice de “La Bussola Quotidiana” non posso che dispiacermi se si trovano in difficoltà, perché credo sinceramente nella pluralità dell’informazione, e perché magari per alcuni giornalisti era un lavoro in più.
    Sul post non ho molto da commentare, ma pongo una domanda: perché parlare di “lobby omosessuali”?
    Solo perché cercano di influenzare l’opinione pubblica? Ma non e’ quello che facciamo tutti?

    • ” perché parlare di “lobby omosessuali”? Solo perché cercano di influenzare l’opinione pubblica? Ma non e’ quello che facciamo tutti?”

      Infatti, in diverse nazioni l’attività del lobbista non solo è permessa, ma anche regolata e organizzata: così, per esempio, i lobbisti hanno degli spazi a disposizione in diversi parlamenti. Tra le lobby che operano ci sono anche quelle che vogliono proteggere l’ambiente, oltre a quelle legate a regioni o stati. Che ci sia anche una lobby cattolica?

  13. non mi interessa un granchè della chiusura della bussola, non l’ho mail letta, neppure ne conoscevo l’esistenza prima di questo blog e non amo la stampa cattolica. Tuttavia mi spiace molto per raffaella, perchè secondo me è in gamba e poi mi sta simpatica. Sono sicura che troverà come mettere a frutto le sue capacità altrove.

  14. A proposito di Kirk Cameron, ho apprezzato molto alcuni film che ha interpretato dopo la sua conversione:
    – Fireproof: un vigile del fuoco, un eroe alle prese con il salvataggio più difficile della sua vita (Vedere il film per capire quale)
    – Prima dell’Apocalisse (in tre episodi): il ritorno dell’Anticristo, pensato e romanzato in chiave protestante. Però, le parole messe in bocca all’anticristo hanno fatto riflettere molto anche me, cattolico.

    Scusate la pubblicità, ma penso che a molti di noi (Raffaella compresa) possano piacere.

    P.S. Povera Bussola: so che i panni sporchi si lavano in famiglia, ma avendo dato un piccolo obolo per la sua sopravvivenza, mi sento parte della famiglia: si può sapere (anche in email, in privato) -_realmente_ cosa è successo?

    Prendendo spunto dal più famoso blog italiano (nei cui contenuti non entro nel merito), per la Bussola si potrebbero trovare alcune idee in grado di darle ancora più visibilità e un piccolo sostegno ulteriore, per esempio:
    – Versioni su dispositivi mobili, magari dietro piccolo pagamento.
    – Versione stampabile di un piccolo opuscolo settimanale, che riprenda una selezione di articoli.
    – Arricchendo leggermente il motore del sito: pubblicazione automatica anche su Twitter.
    – Un servizio di e-market parallelo, con una selezione di libri in vendita, sono sicuro che sarebbe pieno di buona stampa, e che molti sceglierebbero la bussola proprio perché capace di proporre pochi tutoli, tutti azzeccati.

    Ok, alcune idee, alla rinfusa. Ci tengo a rileggere presto Raffaella e colleghi nella Bussola Quotidiana.

  15. in bocca al lupo a “la bussola quotidiana”. ma Chelsea Noble chi è? la bella biondina che faceva la sua fidanzata anche nel telefilm, l’attrice che interpreteva la sorella…?

    • Se ti può interessare, ho trovato una foto “com’era, com’è” di Chelsea Noble qui. http://www.nydailynews.com/entertainment/television/growing-pains-gallery-1.89787?pmSlide=9 .

      • thanks. non è la biondina che mi ricordavo. mi sembra sia quella di una foto successiva.
        cmq è sempre piacevole vedere una bella ragazza(allora) e bella donna (oggi) come questa Noble. complimenti a “mike”.

        • Fa piacere vedere gente così, come loro due, che potevano diventare ricchi potenti e famosi come i Brangelina, rinunciare a contratti milionari, recensioni ed articoli adoranti, prime pagine, ruoli film favolosi, per il Regno dei Cieli. (E, credimi non ci hanno perso).
          Lui, Alejandro Verastegui, e Jim Caviezel fanno un trio di belle facce che avrebbero certamente sbancato Hollywood,se non avessero preferito Dio a Mammona.
          Sarebbe bello un post su di loro, e su Claudia Koll, Claudio Bignoli, e chissà quanti altri uomini e donne di spettacolo (sono un po’ ignorante in materia), che hanno rinunciato alla grande fama per mettere la propria arte al servizio di Cristo.

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