Qualche giorno fa il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo dichiarava di essere favorevole ad una limitazione dei compiti a casa per gli studenti, innescando l’inevitabile polemica.
Quello che segue è il parere di Costanza pubblicato dal settimanale Famiglia Cristiana. Voi cosa ne pensate?
«Lo studio fatto in classe non serve a nulla senza il corpo a corpo con i libri e l’esercitazione a casa nel pomeriggio, possibilmente da soli, che permette di impadronirsi della materia, acquisire un metodo di studio che poi servirà in futuro e soprattutto capire quello che l’insegnante ha spiegato a lezione, dalla matematica all’analisi logica e grammaticale alla comprensione dei testi.
Per questi motivi, afferma Costanza Miriano, giornalista, madre di quattro figli e autrice del best seller Sposati e sii sottomessa, non condivido affatto questa proposta perché rappresenta un passo ulteriore verso l’abbassamento della qualità degli studi, da un lato, e un indebolimento del senso di responsabilità dei genitori, dall’altro, i quali, forse, sentendosi troppo gravati dall’impegno di seguire i propri ragazzi (che comunque i compiti li dovrebbero fare da soli, con sempre maggiore autonomia, come si faceva fino a qualche anno fa) si lanciano in improbabili e dannose iniziative come questa. In compenso, però, molti bambini vengono poi sovraccaricati dalla famiglia di una serie di impegni, dallo sport al teatro a corsi di ogni genere, disperdendo tempo ed energie per la scuola.
Proposte del genere, continua, sono figlie di una cultura anti nozionistica nata dall’onda lunga di quello che convenzionalmente chiamiamo il Sessantotto, ma le radici sono più profonde. Il risultato è che oggi prevale l’idea, pericolosissima, che sia sbagliato o addirittura dannoso costringere gli studenti a imparare nozioni e regole e che sia meglio evitare di fargli fare le aste o i tondi. Di conseguenza, ci sono oggi molti bambini che hanno problemi di disgrafia e deficit di attenzione. Il compito di noi genitori, conclude, non è quello di boicottare ma di favorire lo studio personale a casa senza le distrazioni della tecnologia come Internet o la Tv. Basta avere la forza di dire no e imporre qualche regola».

