I gatti sono adorabili.
Con ciò non voglio dire che sono terribilmente carini e che quando ti guardano con quegli occhioni grandi (specie da cuccioli) potrebbero struggerti il cuore di dolcezza. No, sarebbe ancora poco Continua a leggere “Adorables”
I gatti sono adorabili.
Con ciò non voglio dire che sono terribilmente carini e che quando ti guardano con quegli occhioni grandi (specie da cuccioli) potrebbero struggerti il cuore di dolcezza. No, sarebbe ancora poco Continua a leggere “Adorables”
di Paolo Pugni
Oggi per i giornali non c’è emergenza che non sia drammatica, non c’è nevicata che non sia emergenza, non c’è caldo(o freddo) che non sia ondata, e ondata che non sia tragica, non c’è pioggia che non sia torrenziale, né sole che non sia a picco.
Il gelo è sempre una morsa e assedia (generalmente tutto: l’Italia, l’Europa, New York…), le città sempre impreparate, per non parlare di governo, autorità (ovviamente sempre competente, ma viene il dubbio che sia piuttosto incompetente) e protezione civile. Continua a leggere “Abbiamo bisogno delle parole”
di Costanza Miriano da l’Avvenire del 9 marzo 2012
Ieri mattina appena sveglia una dei miei quattro figli, Livia, che ha 5 anni e comincia a cercare di capire qualcosa del calendario, mi ha chiesto che giorno fosse. Con uno sforzo titanico, raccogliendo le forze, ho recuperato alcune coordinate (chi sono, perché vivo, che mese è): “E’ l’8, giovedì. E’ la festa della donna”. “Bene, che regalo facciamo al babbo e ai fratelli?” – ha chiesto la saggia ragazza, avviandosi all’asilo.
Ho constatato nei giorni scorsi che la ripubblicazione di un post dell’anno scorso ha stabilito il record assoluto di contatti; questo mi ha fatto pensare che molti dei lettori del blog di oggi solo un anno fa non conoscevano Costanza e alcuni suoi post non li hanno mai letti. Trovandomi anche con un improvviso “buco”, ho pensato anche oggi di riproporre un vecchio/nuovo post.
di Costanza Miriano
Ieri mattina alcune parole della prima lettura, stranamente, sono giunte al mio orecchio, durante la messa. Si sono fatte largo tra i pensieri alti che albergano nella mia mente appena sveglia quando cerco di elevare il mio spirito alle sacre scritture: dove avrò parcheggiato la macchina; richiamare Marina; oggi pomeriggio devo andare da qualche parte ma non mi ricordo dove. Continua a leggere “Un Pulitzer per Geremia (replay)”
di Fabio Bartoli
Credere da maschio
Esiste un modo maschile ed uno femminile di vivere la fede?
Sembrerebbe di poter dire senz’altro di sì. In fondo noi tutti, credo che sia la cosa che ci accomuna di più in questo blog, siamo convinti assertori della polarità maschile/femminile, che si articola in diversi modi di vedere il mondo, diversi modi di pensare, diversi modi di agire… quindi il diverso modo di credere non ne sarebbe che la logica conseguenza. Continua a leggere “Siate uomini. Ma anche donne”
di Raffaella Frullone
“La verità mi fa male lo so, la verità mi fa male lo sai”, così attacca “Nessuno mi può giudicare (nemmeno tu)”. Basta una canzone del 1966 per spiegare che la verità sulle cose ci costringe a un giudizio, ci conduce a chiamarle con il loro nome, basta Caterina Caselli per dire quanto la verità sappia fare male, soprattutto alle donne. Continua a leggere “La bugia è donna, ma anche la verità”
In anticipo e anche un po’ contromano, per lottomarzolafestadelledonne vi riproponiamo questo post.
di Costanza Miriano
Amo i maschi perché si prendono selvaggiamente a colpi di spada di legno per contendersi il titolo di Supremo Sovrano del Corridoio, e tredici secondi dopo essersi scannati si dividono maschiamente una bottiglia di coca cola, per poi ricominciare a giocare come se niente fosse.
di Cyrano
Ve lo ricordate anche voi, immagino,
quando quel fatuo di Cristiano si presentò da Rossana senza prima aver cura di truccarsi le labbra del rossetto delle mie parole Continua a leggere “Stordiamoci di baci, o sennò sparisci: salta dalla finestra!”
di Paolo Pugni
La vita è difficile. Lo sappiamo. E molto ostacoli ce li creiamo noi, con le nostre idee sbagliate. Anche questo lo sappiamo. Magari non riusciamo ad ammetterlo, ma lo sappiamo bene. Perché certe volte c’è questa bestia dentro, che rugge, che graffia, che si difende. Che la chiamiamo orgoglio o vanità poco importa, è un nemico che custodiamo in seno senza nemmeno saperlo riconoscere, che il più delle volte è camuffato. Continua a leggere “Attimo dopo attimo, punto dopo punto”

di Maria Elena Rosati trentamenouno
AAARGHEHEFGGJGJYGKIUKJBMHDGFJHG!!!!!
No, non sono impazzita, non ho appoggiato il gomito sulla tastiera del computer, e non ho infilato una serie di errori di battitura a caso. Questa sfilza di consonanti messe una dietro l’altra senza alcun senso è l’unico modo che mi viene in mente per esprimere la rabbia, senza cadere nel turpiloquio . Continua a leggere “Cattivissima M.E.”
di Costanza Miriano
Essere cieche come talpe conferisce dei vantaggi alle fanciulle e anche alle ex fanciulle come me. Si assume un’aria spaesata e poco reattiva che di solito ispira sentimenti di tenerezza, o almeno di condiscendenza. Se poi una è particolarmente gnocca come Marilyn e legge anche i libri tenendoli rovesciati, il connubio diventa esplosivo, e tutti gli uomini abbassano le difese, ma solo se di taglia di reggiseno si porta dalla quarta in poi. Continua a leggere “Croci e diottrie”
Un ringraziamento a Roberto che qualche giorno fa ci ha segnalato questo brano nei commenti.
di Giacomo Biffi
“Vidi salire dal mare una bestia” (Ap 13,1)
L’ottimismo è di rigore.
Una delle mode culturali più curiose invalse nella cristianità in questi decenni interdice a chi si accinge a stilare un documento o proporre una riflessione sulla odierna condizione umana e sui tempi presenti di iniziare dai rilievi “negativi”: è d’obbligo partire da una rassegna dei dati improntata a un robusto ottimismo; bisogna sempre collocare in capo a tutto un esame della realtà che non tralasci di mettere in giusta luce i valori, la sostanziale santità, la “positività prevalente”. Continua a leggere “L’ottimismo è di rigore”