di Jane
Cos’hanno in comune Fitzwilliam Darcy, Frederick Wentworth e Edward Rochester? Sono tutti e tre uomini perfetti. Ho letto recentemente un articolo intitolato “Il segreto di Mr. Darcy”, in cui si elencavano i numerosi pregi del personaggio maschile più famoso della letteratura romantica, dotato di qualità tali da consentire di definirlo senza ritegno come l’uomo ideale.
Darcy rappresenta il sogno non proibito, ma anzi ideale, di tutte, e la sua foto (preferibilmente nella versione interpretata da Colin Firth) dovrebbe essere appesa nelle camere delle ragazzine in crescita al posto di quella di Justin Bibier (poi un giorno capirò chi è).
Esiste l’uomo perfetto? Sicuramente esiste nei film. Una delle principali caratteristiche femminili è quella di rimanere incantate di fronte a scene cinematografiche di dichiarazioni d’amore con sottofondo di musica romantica che parte proprio nel momento giusto, cosa assolutamente improbabile nella vita di tutti i giorni (però giusto l’altro giorno stavo per perdere l’ultima metro utile e nella foga della corsa sono certa di aver sentito la colonna sonora di Momenti di Gloria e ho avuto l’impressione che i miei movimenti fossero rallentati). Insomma siamo attratte dal bello di ciò che ci sembra perfetto, ma siamo anche consapevoli che non corrisponde alla realtà, per il semplice motivo che nel mondo reale non recitiamo una parte ma viviamo.
Guardare film d’amore rischia di diventare un’abitudine compulsiva come nel film “La rosa purpurea del Cairo”, in cui la protagonista, innamorata del personaggio eroico, vede e rivede una pellicola al cinema talmente assiduamente che il protagonista maschile esce dallo schermo prendendo vita nella realtà. Lei, che era sempre portata a credere che la perfetta finzione dei film corrispondesse alla invece imperfetta realtà, alla fine rimane drammaticamente delusa quando incontra l’attore reale che interpretava l’eroe tanto amato. Insomma, riguardo all’uomo perfetto bisogna fare attenzione perché i film ci illudono.
I romanzi invece sono tutta un’altra cosa. Parlo qui dei romanzi della Austen e delle sorelle Brönte, che sono un po’ il prototipo che si è sempre cercato di imitare. Anche nei romanzi di questo tipo si rischia di vedere falsata la realtà, e si incappa sempre in descrizioni che, seppur minuziose, non possono essere mai esaurienti rispetto a quello che si incontra davvero. Ma un romanzo ha comunque qualcosa in più rispetto ad un film. Un romanzo stimola di più la mente, lascia lo spazio all’immaginazione, permette a chi lo legge di riempire a piacimento i vuoti di immagine, permette l’interpretazione e l’immedesimazione. Un romanzo traccia dei profili, dei caratteri, e nella descrizione dei caratteri fissa le qualità, i difetti, i particolari, ciò che rende una persona amabile o odiabile. Anche alcuni film ci riescono, ma mai in modo esauriente e completo, e solitamente sono tratti da libri.
Il pregio di Jane Austen e delle sorelle Brönte è che hanno saputo sintetizzare nei loro personaggi maschili dei modelli, di fronte ai quali ciascuna di noi, in un modo o in un altro, ad un’età o ad un’altra, non può non aver sognato ad occhi aperti almeno una volta, pensando a quanto sarebbe bello incontrare qualcuno così. Darcy, protagonista di Orgoglio e Pregiudizio, per esempio, rappresenta l’uomo intelligente, leale, onesto, sicuro di sé al punto da non essere interessato a quello che pensano gli altri di lui. E’ coraggioso, non è vanitoso. Ma è anche orgoglioso, misterioso, sfuggente. Rochester, protagonista di Jane Eyre, è maturo, tenebroso, colto, intelligente, sfacciato e determinato. Wenthworth, protagonista di Persuasione, è taciturno, espressivo, fedele, deciso, valoroso, riflessivo. Insomma, tutti questi personaggi virtuosi (e le virtù, oggi, non si sa nemmeno cosa siano) rappresentano, mescolati, il cocktail perfetto del fascino assoluto.
E in tutta questa descrizione, non ho mai detto che questi personaggi sono anche belli (forse è sottinteso?), fatto sta che sono certa che una donna, dopo una descrizione così, è sufficientemente cotta e pronta a comprarsi l’abito da sposa, fiduciosa e convinta che o dal libro o dalla realtà, un uomo così deve per forza saltare fuori.

