Forza e onore

di Raffaella Frullone

di Raffaella Frullone 

Per fortuna c’è sempre qualcuno che ci spiega la cosa giusta, da fare, da dire, da sapere, e ogni giorno, aguzzando la vista, ce ne è una nuova.

Pare che l’uomo quando diventa padre, perda parte della sua mascolinità, si ammorbidisca e  diventi incredibilmente accogliente per accudire il cucciolo appena nato. La tesi è contenuta nelle pagine del Proceedings of the National Academy of Sciences, notiziario on line dell’Accademia delle Scienze Americana.

«La ricerca – riporto dal sito di Repubblica – dà evidenza del fatto che gli uomini sono programmati dalla nascita per divenire papà e quando questo evento si verifica, il loro corpo cambia per accogliere il piccolo e accudirlo. Negli ultimi decenni, il ruolo del padre nella famiglia è radicalmente cambiato e oggi gli uomini partecipano molto di più che in passato alla gestione e alla crescita dei figli. Quella indicata dai ricercatori Usa è una sorta di ‘dimostrazione’ scientifica del fatto che fra gli istinti innati, oltre a quello materno, ne esiste anche uno paterno».

Lo studio ha coinvolto 624 giovani uomini delle Filippine tra il 2004 e il 2009 ed ha evidenziato che i neo papà che spendono molto del proprio tempo nelle cure ai bimbi avrebbero una percentuale di testosterone dal 26 al 34 per cento inferiore rispetto alla media. «I ricercatori – questa volta riporto dal sito del Corriere – sottolineano così il ruolo strategico della natura, la quale pensa sempre a tutto e provvede tempestivamente e miracolosamente a smussare il lato aggressivo dei neogenitori maschi riducendo l’ormone interessato».

Ora, premesso che non sono padre, e nemmeno madre,  e premesso non ci vuole un’aquila, o studiosi illuminati d’oltreoceano, per intuire che forse anche l’uomo, o il maschio se si preferisce, potrebbe addirittura sviluppare un senso di protezione verso la propria creatura una volta che ce l’ha fra le braccia, ecco premesso questo lasciatemi dire che questa figura del Mammo mi lascia un po’ perplessa.

Vuol dire che per diventare padri bisogna perdere la mascolinità e  la virilità? Vuol dire che per partecipare alla crescita e all’educazione dei figli bisogna perdere il testosterone? Vuol dire che senso materno e paterno sono uguali? Che come si modifica il corpo della donna si modifica pure quello dell’uomo? Comprese le smagliature post parto?

Non sarà anche un’occasione perduta per fare chiarezza, o un’occasione cercata per fare confusione? Perché se essere virili significa essere aggressivi, allora mascolinità è sinonimo di violenza, ed essere uomini significa prevaricare.

Anche in questo caso cercano di convincerci che meno l’uomo è maschio, meglio è per tutti, per la donna, per i figli, per la società. E allora ecco che è bene che l’uomo si ammorbidisca, e possibilmente ammorbidisca anche anche la pelle utilizzando un’adeguata crema idratante, si depili perché è più igienico, e con i figli faccia giochi che non sporchino, non creino disordine e stimolino il dialogo e la collaborazione. Divieto assoluto a giochi che stimolano la competitività, anticamera della violenza.

No quindi ad armi giocattolo, lotte coi cuscini, combattimento nel fango, niente soldati soldatini carri armato,battaglia navale ma no anche ai giochi sportivi, di squadra e qualsiasi attività fisica che richiami la competizione, e a questo punto centellinerei anche le macchinine, che troppo spesso si schiantano contro innocenti muretti e ne feriscono la sensibilità.

Sarà, solo che io non sono convinta. E all’equiparazione tra mamma e mammo preferisco l’antica distinzione tra aggressività e vigore, tra violenza e forza. La violenza è distruttiva, la forza costruttiva, la violenza è morte la forza è vita, la forza è buona e la violenza è cattiva, la forza valorizza, la violenza prevarica, la forza è giusta, la violenza ingiusta.

Ecco perché io mi auguro che un uomo, e a maggior ragione un padre,  non solo conservi mascolinità e virilità ma le sappia trasmettere con autorevolezza e rigore, al figlio. Gli risparmierei le modifiche del corpo, dalla sottrazione del testosterone all’aggiunta di smagliature che su un quadricipite maschile sarebbero ancor piu’ antiestetiche.

Eppure il politically correct ci ammonirà scandalizzato ricordandoci che incitare all’uso della forza non è cristiano, men che meno cattolico. Ce lo ricorderanno anche tanti cattolici pacifisti dialoganti e disposti al compromesso, per i quali bisogna fare il Segno della Croce sottovoce, per non mancare di rispetto, per non essere aggressivi.

Ma Gesù era uomo, maschio, e quindi forte. E riguardo alle armi forse sarebbe poco popolare col suo: “Chi non ha la spada, venda il mantello e ne compri una” (Lc 23,26)

178 Responses to “Forza e onore”

  1. Credo che Gesù si riferisse a ben altro…

  2. “e premesso non ci vuole un aquila”

    UN senza apostrofo!!!

    AAAAARRRRRGGGGHHHHH! ;-)

  3. Bellissimo articolo! Anche mia sorella – contemplativa di professione – e il cardinal Biffi mi dicono che Gesù era un uomo vigoroso e in salute, prestante e avvenente. Non un invertebrato e tantomeno un aspirante “mammo”. E io chi sono per contraddirli?
    I cattolici NON sono discepoli di Tolstoj, il pacifismo “senza se e senza ma” è anticristiano: http://www.totustuus.me/modules.php?name=News&file=article&sid=219

  4. In questo post, oltre a diversi errori di battitura, ci sono alcune imprecisioni.

    “Anche in questo caso cercano di convincerci che meno l’uomo è maschio, meglio è per tutti, per la donna, per i figli, per la società. ”
    “Vuol dire che per diventare padri bisogna perdere la mascolinità e la virilità?”

    No, la ricerca originale non dice questo. Anzi dice proprio il contrario. Basta andare a sfogliare l’originale, linkato nel post, dove si legge che, durante il la ricerca, “gli uomini con una maggiore quantità di testosterone avevano maggiori probabilità di diventare padri entro il periodo di follow up di 4,5 anni”. Quindi, per avere figli, ci vuole l’uomo “maschio” (tanto per usare la definizione del post), visto che chi diventa padre per lo meno deve essere stato più “virile” rispetto a chi non lo è.

    “i neo papà che spendono molto del proprio tempo nelle cure ai bimbi avrebbero una percentuale di testosterone dal 26 al 34 per cento inferiore rispetto alla media”

    Il testo originale linkato dice che la percentuale di diminuzione del testosterone è “significativamente maggiore rispetto a quella dei non padri single”. Si dice che la diminuzione è maggiore, ma non si dice nulla sulle differenze tra i valori assoluti. Quindi è anche possibile che i papà, partendo da un livello di ormone più alto, rimangano più “mascolini” dei single.

    Sono convinto che né l’uomo né la donna sono solo ormoni, per cui mi pare decisamente riduttivo (e pure offensivo) ridurre il comportamento umano ad “arrapamenti da picco di testosterone” o a “sindromi pre-mestruali” ecc.
    Il Buon Dio ci ha dato anche un cervello.

    Quanto ad altri punti contenuti nel post, come il presunto divieto di giochi competitivi, al “Mammo” e al “politically correct” posso solo dire: mah… ;-)

    A proposito dell’uso della violenza paventato nel Vangelo, io mi ricordo un “porgi l’altra guancia”. Ennesima contraddizione nelle Scritture, ma solo apparente: basta osservare e ritenere quello che è giusto. O leggersi tutto il brano (si tratta di Luca 22, 35-58), da cui mi pare di capire che le spade a cui si riferiva erano simboliche
    “Ed essi dissero: «Signore, ecco qui due spade». Ma egli rispose «Basta!». “

  5. Una chiosa. Nel link si dice anche che i risultati della ricerca sottolineano anche una probabile spiegazione per le differenze nello stato di salute già osservate in precedenza tra padri in una relazione e uomini single.

    “(the findings) also highlight one likely explanation for previously observed health disparities between partnered fathers and single men. ”

    In altre parole: volete esser “maschi”, “virili”? Bene, morirete prima. ;-)

  6. Abbiamo trasmesso, in diretta dal sito precisini.it ……..

  7. @ Adriano.

    Pensavo fossi andato a ripassarti il test di verifica di ipotesi. Invece eccoti qua, pronto a un’altra figura barbina.
    Se avessi letto bene l’Abstract (che non è la ricerca originale, sono certo che lo sai, ma un breve sunto delle ipotesi testate e delle conclusioni sperimentali) subito dopo il testo che hai tradotto avresti trovato anche questo passo: “Men who became partnered fathers then experienced large declines in waking [...] and evening [...] T, which were significantly greater than declines in single nonfathers [...]. Consistent with the hypothesis that child interaction suppresses T, fathers reporting 3 h or more of daily childcare had lower T at follow-up compared with fathers not involved in care [...]. Using longitudinal data, these findings show that T and reproductive strategy have bidirectional relationships in human males, with high T predicting subsequent mating success but then declining rapidly after men become fathers”.
    Ergo le conclusioni collimano con lo scritto di Raffaella, che chiaramente non intendeva riferirsi al livello di testosterone al momento del concepimento ma nel momento successivo, per così dire, quando occorre “partecipare alla crescita e all’educazione dei figli”, come si legge nel post.
    Ma non è questo il punto. Il punto è che semplicemente non hai capito nulla dell’articolo. Tanto è vero che del riduzionismo fisicistico-biologistico (“uomo =ormone”) che hai additato non c’è ALCUNA traccia nel post di Raffaella. Ora, naturalmente chi legge questo blog si trova esattamente di fronte a questo messaggio, no? È noto come l’amore, sia nel libro di Costanza che in TUTTI gli articoli comparsi nel blog, n questa sede venga rappresentato e proposto ai lettori come una pura questione di “chimica dei sentimenti”, di “sindromi pre-mestruali”, di istinti belluini… Qua siamo al ridicolo.
    Raffaella ha denunciato una grave disinformazione, un classico montaggio ideologico. L’articolo addita l'”uso pubblico” di un dato scientifico da parte di un importantissimo quotidiano nazionale per sostenere una tesi propagandistica, la volontà di imporre surrettiziamente un mutamento di paradigma ispirato chiaramente alla c.d. “ideologia del gender”. Secondo l’ideologia di genere, ricordo, le identità sessuali sono socialmente determinate, non hanno alcun rapporto col sesso biologicamente determinato (maschio – femmina). Per cui il padre può tranquillamente fungere da madre anche nell’educazione dei pargoli. Si capiscono bene le implicazioni pratico-ideologiche di questa teoria (legittimità di ogni unione, in primis quella omosessuale).
    Lo sappiamo anche noi cattolici, guarda un po’, che Dio ci ha donato intelletto e volontà. Il contenuto dell’articolo lo hai davvero travisato clamorosamente. Quale fosse lo avrebbe compreso anche un non cattolico – ma di acuto e penetrante intelletto – come Ortega y Gasset.
    Ortega si è dilungato molto sulla cosiddetta “invasione verticale dei barbari”. Ogni neonato, nuovo essere vivente venuto al mondo non è solo un delizioso bambolotto da coccolare. Bien au contraire, rappresenta un potenziale barbaro da iniziare ai rudimenti della civiltà. Ecco perché occorre la “virtus” (nel doppio senso di “virtù” e “forza”), caro Adriano. Non il cuore duro le budella sensibili, come tanti falsi maestri cercano di convincerci. Si spiega così facilmente anche perché la virilità fa morir prima. Allevare i figli è una lotta, una battaglia. E in guerra, come direbbe Gaber, “morire e far morire è un’antica usanza che suole aver la gente”.
    Questo voleva dire l’ articolo. E forse lo avresti compreso anche tu se avessi curato meglio la trave dei tuoi pregiudizi piuttosto che la pagliuzza della battitura altrui.

  8. Qualche errore di battitura l’ho fatto anche io. Sperò che mi possa venir condonato, vista l’ora tarda. Avei evitato volentieri di mettermi a scrivere alle due di notte ma la saccente pedanteria ha fatto il miracolo di arrestare l’avanzata di Morfeo.

    • Qualche giorno fa mi hai detto di essere stato “inutilmente velenoso”… certo che anche tu non scherzi, eh! Tuttavia non “inutilmente”….

      • Diciamo che certe mie letture “papinian-giuliottiane” non aiutano a stemperare. E poi aggiungiamoci che il mio detto peferito è quello di Lindo Ferretti (“non sono ben disposto al dialogo”)… :-D

  9. Vi sono, a mio parere, due cose differenti da considerare e da mantere ben distinte se non si vuole cadere in errore: da una parte il risultato di questa ricerca scientifica americana, che è oggettivo per quanto passibile di confutazione, e dall’altro lo sfondo culturale in cui questa ricerca viene presentata, letta e interpretata. La biologia moderna ci dimostra quello che qualsiasi adolescente in tempesta ormonale può immediatamente capire, ovvero che il maschio è fatto per accoppiarsi con una femmina, la natura non può contraddire se stessa e per questo appronta i mezzi fisiologici affinchè il frutto della procreazione sia favorito al suo nascere e non vada perduto a cagione della ferinità dei procreanti. L’istinto materno e quello paterno sono comuni agli uomini e agli animali, non sono virtù etiche o dianoetiche, per questo è impossibile che non abbiano una base biologica (livelli di testosterone), e se non esistessero la vita tutta su questa terra non avrebbe mai oltrepassato Adamo ed Eva. A questa semplice considerazione scientifica sopraggiunge poi come avvoltoio sul morto la cultura moderna, democratica ed egualitaria, che non può concepire alcuna virtù e in ragione di questo femminilizza i costumi, ovvero indebolisce la vita in favore del benessere. La virtù è per definizione l’essenza di un vir, di un maschio, e come dice Aristotele è aristocratica (anche qualora sia praticata da un plebeo), è cioè un metro di giusta diseguaglianza fra gli uomini e per questo nei regimi democratici le sue varie forme sono schernite e sostituite dai loro contrari, che non sono virtù in quanto sono alla portata di chiunque, inclinazioni in discesa di anime vegetanti. In tal modo l’età moderna chiama bigottismo la devozione agli Dei e le sostituisce l’idolatria, chiama arroganza l’alterigia e la magnificenza e sostituisce loro l’abiezione e il cattivo gusto, chiama aggressività l’onore e gli sostituisce l’accidia e la viltà, e così via. Per gli antichi il contrario di ogni virtù era compendiato nell’animo femminile, non si concepiva una virtù che fosse pegno di femmina, il cristianesimo ha rovesciato questo assunto mostrando che se le virtù cardinali sorgono fiere dall’anima dell’uomo sono invece le donne a perseguire più facilmente quelle teologali, altrimenti non si capisce come una fanciullina adolescente di stirpe ebraica sia potuta divenire la Regina dei Cieli. La cultura moderna è partita da questo per concludere con un paralogismo che se tutti (uomini e donne) hanno delle virtù, allora tutti devono avere le stesse virtù, da cui la femminilizzazione del maschio e la mascolinizzazione della femmina, che infine si trovano a coincidere nella mostruosità palese e sterile del transessuale. L’androgino, l’uomo di cultura, l’intellettuale, sono tutte figure mitiche e sinonimiche che ricorrono in ogni epoca di decadenza e preludono sempre alla conquista della civiltà decadente da parte di una più forte che ancora onora i costumi dei suoi padri antichi e li pratica come virtù; così è accaduto alla Grecia conquistata da Roma e a Roma conquistata dai barbari e così accadrà anche all’Europa in via di conquista…inutile chiedere da parte di chi!

  10. andreas hofer

    dal pezzo del corriere, se c’è qualcuno che non ha capito nulla, quello sei tu, tirando conclusioni di cui nell’articolo non c’è traccia.

    parli di “uso pubblico di un dato scientifico da parte di un importantissimo quotidiano nazionale per sostenere una tesi propagandistica, la volontà di imporre surrettiziamente un mutamento di paradigma ispirato chiaramente alla c.d. “ideologia del gender”.

    ti lascio il link dell’articolo, casomai, in un improbabile empito di umiltà, avessi voglia di rileggerlo.

    http://www.corriere.it/salute/11_settembre_13/paternita-testosterone-basso-di-pasqua_765e49b8-ddf5-11e0-aa0f-d391be7b57bb.shtml

    mi ero ripromessa di non scrivere più, ma quando leggo affermazioni dettate da un’evidente disonestà intellettuale, non so resistere.

    • Cara azzurra, io non ti conosco. Sulle mia poca umiltà hai perfettamente ragione ma questo non ti dà automaticamente ragione su tutto il resto. Le allusioni alla disonestà intellettuale invece le trovo insultanti, ridicole e infondate.
      In primo luogo perché hai linkato un pezzo del Corriere, quando Raffaella menzionava invece Repubblica. Lo scoprirai agevolmente da sola, casomai l’improbabile empito di umiltà assalisse anche te istillandoti il desiderio di rileggerlo.
      È proprio bello, non c’è che dire, avere lettori così critici e attenti… :-D
      Questo è l’articolo di Repubblica (http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2011/09/12/news/testosterone_in_calo_nei_neopap-21570657/), dove si sostiene che con la paternità cala la “mascolinità” e la “prova” starebbe nella diminuzione dei livelli di testosterone.
      Se avessi letto, che so?, qualche libro di Claudio Risé avresti compreso che la progressiva demolizione-devirlizzazione della figura paterna rappresenta un trend in atto da molto tempo. Dar risalto a certe notizie, presentandole in una certa maniera, veicola implicitamente una certa visione del’uomo. In quell’articolo si può evincere l’idea che il “mammo” sia più o meno null’altro che il prodotto dell'”evoluzione della specie”. Il che comporta, non a caso, anche la ricaduta in quel riduzionismo fisicistico-biologistico che piace così poco ad Adriano (e qui non posso che dargli ragione). La Repubblica, nota corazzata nichilista – ma anche Il Corriere, e non di rado – ha più volte dato prova di evidente militanza contro la famiglia naturale. Dunque alla candida buona fede dei figli spirituali di Scalfari, mi spiace, non credo più da molto.

      • ho linkato il pezzo del corriere e non quello di repubblica, mi scuso, ma il contenuto degli articoli – a parte il linguaggio più colorito usato da repubblica – è il medesimo.
        non serve aver letto risè per capirlo.

        • Eh no, non funziona così. Ricapitoliamo: prima ti scagli contro di me accusandomi, con atteggiamento sentenzioso, di “evidente disonestà intellettuale” (cioè, a casa mia, di aver manipolato i contenuti dell’articolo) invitandomi a rileggere l’articolo. Poi si scopre, toh, che mi hai invitato a rileggere l’articolo sbagliato. Ciononostante non arretri un millimetro e, dopo la finzione di una richiesta di scuse, con la medesima petulanza ritorni ad accusarmi implicitamente di disonestà intellettuale. Che a questo è chiaro da che parte stia, dunque a questo punto passare il mio giudizio al vaglio del tuo non mi interessa affatto.

          • ripeto: i due articoli affermano la stessa cosa, ribadisco che ne hai manipolato il contenuto sulla base di un pre-giudizio nei confronti di un pretesa militanza dei suddetti quotidiani nei confronti della famiglia naturale (?).
            mi sembra che tu faccia un uso un po’ spregiudicato del procedimento induttivo.

            non mi interessa avere ragione, sto bene dalla parte del torto, perché è la mia.

            buona giornata anche a te

          • @ Azzurra

            Non dovrei neanche stupirmi di quel che leggo: è noto che la cifra dell’ideologia è quella di essere forgiata in modo da essere indispensabile alle smentite dell’esperienza. E quel che scrivi ne è la dimostrazione lampante. Dato che aver a che fare con le persone che vogliono aver ragione a tutti i costi non mi interessa e non avendo tu ritirato l’accusa di malafede non ho alcuna voglia di perdere ulteriore tempo su questo punto.

            Buona giornata

            P.s. Ricordi un po’ Dostevskij quando affermava che tra Cristo e la verità avrebbe scelto il primo. Sbagliava di brutto anche lui, ma quantomeno era abbastanza umile da non sostituire il proprio lume personale a quello di Cristo.

          • Cioè, non “indispensabile” ma “impermeabile”…

          • “non mi interessa avere ragione, sto bene dalla parte del torto, perché è la mia”

            ecco, affermazioni di questo tipo mi sgomentano. A me non importa affatto difendere la mia posizione perché è la mia: se la mia posizione è sbagliata, spero ardentemente che qualcuno sia così caritatevole da mostrarmi che è sbagliata e da aiutarmi a cambiarla, la mia posizione sbagliata.

            Sul tema del post, dirò qualcosina dopo adesso sono di fretta (ma sono d’accordo in sostanza con quello già detto da Raffaella Andreas Vento dell’Ovest)

  11. Anche a me la lettura di Adriano sembra corretta.
    Non si può ridurre la virilità a una questione di testosterone: anche le donne in menopausa hanno un crollo di estrogeni…significa che non sono più donne?
    E comunque le “vivaci” contestazioni di Andreas Hofer e Vento dell’Ovest sembrerebbero proprio scaturire da un eccesso di testosterone, quindi…niente paura, siete salvi da qualsiasi disdicevole e aberrante processo di femminilizzazione ;-)

    • wow, Erika, grazie: dopo il tuo intervento l’acqua è alla temperatura giusta, e posso permettermi un tuffo anch’io! :-)
      Visto che anch’io sottoscrivo con Andreas alcuni punti delle osservazioni di Adriano, voglio permettermi di buttare là un’osservazione filologica (ma giusto se la prendete a ridere, perché non vuol dire niente ai fini della discussione!): la faccenda delle due spade è un punto piuttosto enigmatico del testo evangelico, tanto che anche i discepoli evidentemente s’erano persi qualche pezzo; la cosa comica è che la risposta di Gesù, cui niente fa seguito, può essere tradotta dal greco anche come “possono bastare!”. :-D

      • @ Cyrano

        Per stare in tema esegetico-musicale-mascolino, forse anche Lucio Battisti aveva presente questa duplice versione del testo evangelico. Anche se lui, a dire il vero, se non ricordo male non si accontentava di due spade ma “solo” di dieci figliole. Un altro caso di testosterone in eccesso? :-D In effetti la sua precoce dipartita farebbe optare per il sì…

    • @ Erika

      Adriano ha ragione a dubitare della virilità come variabile dipendente da valori chimici. Ma questa semmai è la visione dell’uomo di Repubblica, non del post di Raffaella. Anche se adesso, lo ammetto, rileggando a un’ora meno tarda il commento di Adriano non è chiaro se si riferisca al post o all’articolo di Repubblica. In tal caso sono io a dovermi scusare. Non ho difficoltà ad ammettere che l’atteggiamento da “maestrino con la penna rossa”, recandomi notevole irritazione, mi ha portato a interpretare nel primo senso il suo commento.

    • @ Erika

      Corro a dettar testamento, allora. La ricerca dice che eccesso di testosterone accorcia la vita… Dispongo che a azzurra vadano i miei libri di Risè, ad Adriano quelli di statistica. :-D

  12. S. Giuseppe, padre putativo di Gesù, “ è colui che Dio ha scelto per essere l’ordinatore della nascita del Signore”. “Colui che ha l’incarico di provvedere all’inserimento ‘ordinato’ del Figlio di Dio nel mondo, nel rispetto delle disposizioni divine e delle leggi umane”. (tratto dall’Enciclica “Redemptoris Custos” )
    La figura paterna porta nella vita dell’uomo una direzione, realizzata attraverso la rinuncia al caos, alla dismisura, al male.
    Il mito di Dedalo e Icaro esplicita molto bene tutto questo. Dedalo si rivolge ad Icaro con queste parole :” Figlio mio, non volare mai troppo in alto né troppo in basso, seguimi da vicino “ .

  13. Grazie Raffaella, concordo con la tua analisi che va dritta al cuore del problema (l’odierna tendenza alla svirilizzazione dei maschi). Bella la distinzione tra violenza e forza e tra aggressività e vigore.
    Una ricerca di equilibrio suffragata anche dal Modello-Gesù. Credo che tu sia consapevole del significato simbolico della citazione finale, ma anch’essa ci sta tutta nel quadro della rivalutazione del vigore e della forza virile. (mi viene in mente che anche alle donne è richiesto di essere ‘virili’ nelle lotte spirituali da affrontare; così come agli uomini è chiesto di essere ‘accoglienti’ della Grazia e capaci anch’essi del prendersi cura dei fratelli in difficoltà).
    Buona giornata a tutti, anche ai precisini di turno ;)

  14. Ogni uomo semplice,
    porta in cuore un sogno,
    con amore ed umiltà
    potrà costruirlo
    Se con fede tu saprai
    vivere umilmente,
    più felice tu sarai
    anche senza niente
    Se vorrai ogni giorno,
    con il tuo sudore
    una pietra dopo l’altra
    alto arriverai

    Nella vita semplice
    troverai la strada
    che la calma donerà
    al tuo cuore puro
    E le gioie semplici
    sono le più belle
    sono quelle che alla fine
    sono le più grandi
    Dài e dài ogni giorno
    con il tuo sudore
    una pietra dopo l’ altra
    alto arriverai.

  15. ALVISEEEEEEEEEEEEEEEEE

  16. Essere padri è un’esperienza, non ci sono giornali o studi che tengano…

  17. Andreas mi hai preceduto infatti riporto di seguito un estratto dell’introduzione di “Il padre un assente inaccettabile” di Risè.

    “in genere, questo padre, già insicuro perché nessuno gli ha insegnato come si fa ad esserlo, viene caldamente pregato, dalla cultura sociale dominante, di tacere sui sentimenti, e sulle decisioni che contano per i figli. Parli pure di soldi, organizzi senz’altro un buon livello di vita per la famiglia, ma per il resto, per cortesia, taccia.
    Per tutte queste ragioni, ed altre che cercheremo di spiegare nel corso di questo libro, il padre è oggi emotivamente assente, spesso addirittura respinto in una grigia terra di nessuno, da cui non può più guardare, comunicare coi figli, né loro con lui .
    Quest’assenza, tuttavia, è inaccettabile.
    La figura del padre è, infatti, costitutiva della creazione, della vita, e del suo sviluppo. Senza una significativa presenza paterna l’organismo vitale tende ad indebolirsi, ed a perdere interesse alla stessa esistenza. Tutto l’umano assume una forma definita, ed acquista il suo dinamismo, nel segno del padre, che lo genera, così come acquista tranquillità e sicurezza affettiva nell’esperienza della madre positiva, che lo accoglie. Ecco perché oggi proviamo, tutti, più o meno consciamente, nostalgia di questa presenza.”

    Concordo con Raffaella quando ipotizza che l’intenzione sia quella di “femminilizzare” l’uomo affinchè non sia padre e non generi persone in grado di prendere decisioni autonome e quindi più facilmente gestibili e controllabili da parte del Potere

  18. Un po’ per sdrammatizzare, un po’ sul serio, aggiungo che i livelli di testosterone non sono importanti soltanto per i padri biologici, ma anche per quelli spirituali… non c’è nessuno che dovrebbe essere più “virile” di un sacerdote (virile e virtù non hanno la stessa radice?), mentre invece purtroppo se ne incontrano di femminielli.
    Uno screening ormonale all’ingresso dei seminari?

    • TRATTO DALLO SPLENDIDO DISCORSO DEL PAPA AD ANCONA
      L’11 SETTEMBRE SCORSO

      Vorrei soffermarmi brevemente sulla necessità di ricondurre Ordine sacro e Matrimonio all’unica sorgente eucaristica. Entrambi questi stati di vita hanno, infatti, nell’amore di Cristo, che dona se stesso per la salvezza dell’umanità, la medesima radice; sono chiamati ad una missione comune: quella di testimoniare e rendere presente questo amore a servizio della comunità, per l’edificazione del Popolo di Dio (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1534). Questa prospettiva consente anzitutto di superare una visione riduttiva della famiglia, che la considera come mera destinataria dell’azione pastorale. È vero che, in questa stagione difficile, essa necessita di particolari attenzioni. Non per questo, però, ne va sminuita l’identità e mortificata la specifica responsabilità. La famiglia è ricchezza per gli sposi, bene insostituibile per i figli, fondamento indispensabile della società, comunità vitale per il cammino della Chiesa.

      A livello ecclesiale valorizzare la famiglia significa riconoscerne la rilevanza nell’azione pastorale. Il ministero che nasce dal Sacramento del Matrimonio è importante per la vita della Chiesa: la famiglia è luogo privilegiato di educazione umana e cristiana e rimane, per questa finalità, la migliore alleata del ministero sacerdotale; essa è un dono prezioso per l’edificazione della comunità. La vicinanza del sacerdote alla famiglia, a sua volta, l’aiuta a prendere coscienza della propria realtà profonda e della propria missione, favorendo lo sviluppo di una forte sensibilità ecclesiale. Nessuna vocazione è una questione privata, tantomeno quella al matrimonio, perché il suo orizzonte è la Chiesa intera. Si tratta, dunque, di saper integrare ed armonizzare, nell’azione pastorale, il ministero sacerdotale con “l’autentico Vangelo del matrimonio e della famiglia” (Enc. Familiaris consortio, 8) per una comunione fattiva e fraterna. E l’Eucaristia è il centro e la sorgente di questa unità che anima tutta l’azione della Chiesa.

      Cari sacerdoti, per il dono che avete ricevuto nell’Ordinazione, siete chiamati a servire come Pastori la comunità ecclesiale, che è “famiglia di famiglie”, e quindi ad amare ciascuno con cuore paterno, con autentico distacco da voi stessi, con dedizione piena, continua e fedele: voi siete segno vivo che rimanda a Cristo Gesù, l’unico Buon Pastore. Conformatevi a Lui, al suo stile di vita, con quel servizio totale ed esclusivo di cui il celibato è espressione. Anche il sacerdote ha una dimensione sponsale; è immedesimarsi con il cuore di Cristo Sposo, che dà la vita per la Chiesa sua sposa (cfr Esort. ap. postsin. Sacramentum caritatis, 24). Coltivate una profonda familiarità con la Parola di Dio, luce nel vostro cammino. La celebrazione quotidiana e fedele dell’Eucaristia sia il luogo dove attingere la forza per donare voi stessi ogni giorno nel ministero e vivere costantemente alla presenza di Dio: è Lui la vostra dimora e la vostra eredità. Di questo dovete essere testimoni per la famiglia e per ogni persona che il Signore pone sulla vostra strada, anche nelle circostanze più difficili (cfr ibid., 80). Incoraggiate i coniugi, condividetene le responsabilità educative, aiutateli a rinnovare continuamente la grazia del loro matrimonio. Rendete protagonista la famiglia nell’azione pastorale. Siate accoglienti e misericordiosi, anche con quanti fanno più fatica ad adempiere gli impegni assunti con il vincolo matrimoniale e con quanti, purtroppo, vi sono venuti meno.

      Cari sposi, il vostro Matrimonio si radica nella fede che “Dio è amore” (1Gv 4,8) e che seguire Cristo significa “rimanere nell’amore” (cfr Gv 15,9-10). La vostra unione – come insegna l’apostolo Paolo – è segno sacramentale dell’amore di Cristo per la Chiesa (cfr Ef 5,32), amore che culmina nella Croce e che è “significato e attuato nell’Eucaristia” (Esort. ap. Sacramentum caritatis, 29). Il Mistero eucaristico incida sempre più profondamente nella vostra vita quotidiana: traete ispirazione e forza da questo Sacramento per il vostro rapporto coniugale e per la missione educativa a cui siete chiamati; costruite le vostre famiglie nell’unità, dono che viene dall’alto e che alimenta il vostro impegno nella Chiesa e nel promuovere un mondo giusto e fraterno. Amate i vostri sacerdoti, esprimete loro l’apprezzamento per il generoso servizio che svolgono. Sappiate sopportarne anche i limiti, senza mai rinunciare a chiedere loro che siano fra voi ministri esemplari che vi parlano di Dio e che vi conducono a Lui. La vostra fraternità è per loro un prezioso aiuto spirituale e un sostegno nelle prove della vita.

      Cari sacerdoti e cari sposi, sappiate trovare sempre nella santa Messa la forza per vivere l’appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa, nel perdono, nel dono di sé stessi e nella gratitudine. Il vostro agire quotidiano abbia nella comunione sacramentale la sua origine e il suo centro, perché tutto sia fatto a gloria di Dio. In questo modo, il sacrificio di amore di Cristo vi trasformerà, fino a rendervi in Lui “un solo corpo e un solo spirito” (cfr Ef 4,4-6). L’educazione alla fede delle nuove generazioni passa anche attraverso la vostra coerenza. Testimoniate loro la bellezza esigente della vita cristiana, con la fiducia e la pazienza di chi conosce la potenza del seme gettato nel terreno. Come nell’episodio evangelico che abbiamo ascoltato (Mc 5,21-24.35-43), siate, per quanti sono affidati alla vostra responsabilità, segno della benevolenza e della tenerezza di Gesù: in Lui si rende visibile come il Dio che ama la vita non è estraneo o lontano dalle vicende umane, ma è l’Amico che mai abbandona. E nei momenti in cui si insinuasse la tentazione che ogni impegno educativo sia vano, attingete dall’Eucaristia la luce per rafforzare la fede, sicuri che la grazia e la potenza di Gesù Cristo possono raggiungere l’uomo in ogni situazione, anche la più difficile.

  19. alessandro

    intendevo dire che sto bene dalla parte del torto perché qui, spesso, tutti gli altri posti sono occupati.
    non sono così in mala fede da pensare di aver ragione quando so, dentro di me, di avere torto. difendo la mia opinione, anche se per gli altri ho torto marcio, tutto qua.

    mi sa che ho parlato anche troppo e mi sono pure spiegata male, sigh.

    ps: andreas accetto il legato dei libri di risè, offro in cambio il ricettario di paul bocuse :)

    • @ Azzurra

      Accetto senz’altro la proposta di scambio. La mia pessima cucina se ne gioverà certamente! :-D
      Scusa per la veemenza eccessiva, purtroppo ogni tanto viene a galla il mio temperamento un po’ squilibrato.
      In dialetto trentino si dice “ser come le brase cuerte” (essere come le braci coperte). Cioè essere come le braci che continunano ad ardere anche se coperte da una coltre di polvere e cenere che farebbe pensare a un fuoco sopito. Invece basta scostare solo un poco la polvere per ridar loro modo di manifestarsi. Così si dice delle persone all’apparenza tranquille, ma che se irritate…

      • in veneto si dice “te si ‘na bronsa cuerta”!
        mi scuso anche io per i toni eccessivi e per la mia impulsività, ci stiamo lavorando…

    • ok azzurra, grazie mille per la precisazione, quella frase proprio non riuscivo a inquadrarla. :-)

      Se mi permetti, senza veramente alcuna punta polemica. Scrivi: “intendevo dire che sto bene dalla parte del torto perché qui, spesso, tutti gli altri posti sono occupati”. Sai, a mio avviso quando uno esprime un pensiero cerca di dire qualcosa che non sia sbagliato, di non essere dalla parte del torto. Ma questo è sanamente umano. Anche tu quando esprimi la tua posizione ritieni di avere ragione. Anche tu dunque cerchi di “occupare” la parte della ragione. Ma è giusto così. Se poi uno ha veramente ragione (e io – come tutti – cerco di averla ma non ho la presunzione di riuscire sempre ad averla: ci provo), allora quella sua occupazione dello spazio della ragione non può offendere nessuno, perché la verità fa spazio a tutti e non si lascia “sequestrare” da alcuno, non compatisce “monopoli”: ce n’è in abbondanza per tutti.

  20. Concordo con Vento dell’Ovest quando parla di epoca di decadenza ed uomo androgino.
    Per questo motivo cadde l’Impero Romano e per lo stesso motivo la nostra epoca è fortemente a rischio con la teoria del “gender” , la pretesa di spiegare tutto attraverso la scienza, la femminilizzazione appunto dei maschi ed altro.
    Ma a parte il testosterone, quali sono le qualità perché un padre lo sia veramente ? Cosa fa del genitore maschio un padre ?

    • l’Amore generativo che fa essere feconda l’autorevolezza (cioè l’esercizio di un’autorità autentica, peraltro molto in crisi su tutti i versanti, e non autoritarismo), la guida, l’esempio e gli attributi…

      • BENE. COME SI FA AD ESSERE AUTOREVOLI E NON AUTORITARI ? COSA GENERA GLI ATTRIBUTI ? COSE PERMETTE DI ESSERE GUIDA ED ESEMPIO ?

        • Cosa genera un legame forte con i figli tale da consentire una relazione con il padre ?
          Perchè il problema è la mancanza di relazione, e la buona volontà, le buone intenzioni e gli sforzi
          non fanno la relazione. I problemi con i figli sono gravi e profondi, ma il più grave è proprio questo : la incapacità di relazionarsi nonchè la stanchezza, il poco tempo etc.
          A meno che……………..

        • avevo messo come soggetto della mia frase l’Amore generativo: quello del Padre che genera il Figlio… avevo nel cuore e nella mente e nello spirito l’icona della SS. Trinità.
          Ogni padre -come pure ogni madre- cristiani possono imparare ad esserlo strada facendo se restano ancorati al Figlio e alla nostra e Sua Madre… è Grazia coniugata con esperienza: è vita in corso di ‘cristificazione’.
          In questo modo, pur con tutte le possibili cadute dalle quali ci è dato ripartire, possiamo sperare di essere autorevoli senza essere autoritari, guide e non cattivi maestri, esempi e non contro-testimonianze… O no?

          • è vero, Frate Leone è un problema di relazione. La vita o è relazione o non è vita.
            Ma è proprio la S.S. Trinità l’icona di tutte le relazioni ed è proprio nel Figlio che veniamo resi capaci di relazionarci in maniera viva con gli altri e con le situazioni, ma innanzitutto con Dio.

          • mi correggo la SS: Trinità è la Sorgente di tutte le relazioni vive e vivificanti.

          • Si. Ma in pratica ?

          • caro Frate Leone, credi che avrei parlato in teoria, se non sperimentassi tuttora in pratica, sia come madre che in supporto a mio marito, quel che ho detto?
            Non sempre si è disposti a raccontare i fatti propri a persone che non si conoscono direttamente.
            Io qui due o tre volte ci ho provato, ma ora avverto un po’ di difficoltà.
            Mi sto chiedendo il perché:
            se dipende da me – che in quei casi mi sono sentita totalmente ignorata, a differenza del fitto parlare e delle battute anche simpatiche di chi si conosce più direttamente – il Signore mi farà ‘vedere’ dov’è la mia magagna o il mio limite e, se è sua volontà, col suo aiuto lo supererò;
            se non dipende da me, beh, ad interrogarsi potrà essere qualcun altro.

    • Che, innanzi tutto, sia un uomo

      • Cos’è che può permettere ad un uomo di essere padre e dunque di entrare in relazione con i propri figli, d avere autorevolezza e dunque capacità di dirimere conflitti, essere ascoltato, anche contestato ma ascoltato, considerato quale guida, stimato, onorato ? Solo se questo tipo di uomo non è un prototipo che si genera da solo, frutto di capacità personali, ma è l’uomo semplice sottomesso al’amore di Cristo perchè ne ha conosciuto la misericordia, che sa essere misericordioso ma correggere perchè sa far fronte ai sensi di colpa che tutti ci portiamo appresso, sapendo che i sensi di colpa vengono dal demonio. Sa dire dei no perchè Dio attraverso i fatti della storia spesso gli ha detto dei no, che hanno fatto male ma che l’hanno istruito. Per questo quello che di un maschio cristiano fa un padre cristiano è la capacità di trasmettere la fede ai propri figli, cioè di raccontare come ha incontrato il Signore e l’opera di Lui nella sua vita. E come questo può accadere anche per loro. Diceva un santo sacerdote che “l’amore tra due persone nasce da una terza entità invisibile che si chiama relazione.Un credente la chiama lo Spirito Santo”. La paternità e la maternità provengono innanzitutto dalla coppia che si lascia inondare dallo Spirito Santo, senza difendersi. Se la coppia è tale, piena d’amore umano, totale, fedele e fecondo, anche i figli beneficieranno di questo “respiro di Dio”, come dice san Bernardo. E vivranno.

  21. @Andreas Hofer: non. ti prego, non far testamento…lungi da me denigrare la scienza, ma queste ricerche sono spesso un tantino incomplete…magari tra qualche mese diranno che dopo la paternità il livello di testosterone aumenta indicibilmente…

    P.s. : se però disponi di una bella casetta in riva al mare che nessuno dei tuoi familiari o amici desidera ricevere in eredità…io mi rendo disponibile…(accettando di aspettare i 100 anni che ovviamente ti auguro di vivere ancora!)

    • @ Erika

      Sono perfettamente d’accordo con te. Beffarsi della scienza (o almeno dell’uso che ne viene fatto) è un atteggiamento che condivido in pieno.

      Quanto al lascito testamentario, ahimè! temo di doverti deludere! :_D Di mio possiedo (così facciamo contenti anche gli ufficiali della guardia di finanza…), oltre a una scassatissima vettura di seconda me, una discreta biblioteca. Nessuno sembra interessarsene, ma se ti accontenti provvedo immediatamente a menzionarti come unica erede… :-D

      • * vettura di seconda mano

        Ma cos’è, la maledizione della battitura? Me la son tirata dietro! :-D

      • a me la biblioteca interessa moltissimo, se t’avanzasse qualche libro non far complimenti :-D

        • @ Alessandro

          Generalmente per quel che concerne regali e doni sono incline a privilegiare le signorine… :-D Penso sia sempre per via di quel famoso fattore testosteronico… :-D Questo spiega anche perché il mio conto in banca, prosciugato da qualche fanciulla, al momento escluda la possibilità di lasciare in eredità una casetta al mare.
          Ma nel tuo caso vedrò di fare un’eccezione, ti lascio la sezione “filosofico-teologica”, va bene? ;-)

          • Il privilegiamento accordato alle signorine è nobile e comprensibilissimo :-D

            Se mi va bene la sezione “filosofico-teologica”? ALTROCHE’ :-D

        • @ Adriano

          Generalmente, quando si tratta di regali e doni, sono incline a privilegiare le signorine. Penso sia sempre per via di quel famoso fattore testosteronico… :-D Il che spiega anche perché il mio conto in banca, prosciugato da qualche dolce fanciulla, escluda di poter lasciare in eredità una casetta al mare! :-D
          Ma nel tuo caso farò un’eccezione: provvedo a lasciarti la sezione filosofico-teologica della biblioteca hoferiana, va bene? ;-)

          • Ora duplico anche i commenti… :-D

            Ok, accordata la sezione filosofico-teologica! Ora bisogna solo aspettare che io lasci questa valle di lacrime, eheheheh. Spero di non farvi aspettare troppo, ahahah

  22. Qualcuno di voi ha letto “Cosa resta del padre?” di Massimo Recalcati? Se sì, cosa ne pensate?

  23. @Andreas Hofer: bè, la vettura di seconda mano sarebbe già un miglioramento rispetto al mio attuale catorcio di quarta mano…però gli abissi della mia ignoranza impongono la scelta della biblioteca( per la quale tra l’altro Alessandro mi ha battuto sul tempo…)

    • @ Erika

      Non te ne pentirai, vedrai! L’ho tenuta che è un gioiello, nemmeno 50.000 km. Ti ci troverai bene! In quanto esponente dell’altra metà del cielo hai un’opzione privilegiata anche sul lascito librario. Alessandro si accontenterà della sezione a lui destinata… ;-)

    • no, precedenza sempre alle donne (non fare la modesta, non sei ignorante!), per te rinuncio pure alla sezione filosofico-teologico della biblioteca… tanto se continuo a scrivere col cell in auto guidando con le ginocchia mi sbattono dentro (se non vado a sbattere prima)… ecco, adesso smetto e torno un pilota disciplinato… a dopo !

  24. @Andreas:
    molti tuoi commenti continuano a finire nello spam. Come tentativo potresti, nei prossimi commenti, lasciare vuota la terza riga (quella dell’URL) dove di solito c’è il collegamento al tuo profilo facebook. Vediamo che succede…
    Grazie

  25. Andreas

    Ho riletto l’abstract più volte, ma non ho trovato traccia di queste affermazioni, contenute nel post e riferite alla ricerca stessa:
    – per diventare padri bisogna essere meno “maschi”
    – i neo papà hanno, in valore assoluto, meno testosterone della media.

    Non trovo neanche traccia della questione dell’ “ideologia di genere”, che “meno l’uomo è maschio, meglio è”, né del volo pindarico su depilazione, competitività e tutto il resto. E, a vedere da altri commenti, non sono l’unico.

    Non mi pare che in entrambi gli articoli citati si parli di femminizzazione, né di “mammo”, ma di un istinto paterno, parallelo ma non identico a quello materno.

    Per me il risalto a queste notizie è legato semplicemente all’interesse nella ricerca e al fatto che si tratta di una notizia diversa dal solito (un po’ come la storia dell’uomo che morde un cane).

    Poi si può leggere di tutto tra le righe, come fai tu Andreas; io per esempio ci ho trovato un invito a NON occuparsi dei propri figli, visto che così il calo del testosterone è minore; ma ci sta anche la tua interpretazione o diverse altre. Il punto è capire quando queste supposizioni hanno prove e quando invece sono frutto delle nostre proiezioni sullo stesso. E, francamente, non vedo cosa c’entrino le unioni omosessuali.

    Ma anche se calasse ‘sto testosterone, cosa temiamo? Se siamo tutti d’accordo che l’essere umano non è la somma degli ormoni che contiene, allora possiamo farci una grassa risata di tutte queste ricerche…. O no? In alternativa, basta spararci del testosterone in endovena, come un famoso cantante inglese. :-)

    Vedo che la questione delle due spade lascia diversi dubbi e non solo a me. Anche Cyrano ne parla come di qualcosa di “enigmatico”.

    Infine la questione degli errori di battitura: il piccolo Smiley di fianco al mio commento avrebbe dovuto stemperare lo stesso. Personalmente sono convinto che qualche errore di battitura nei commenti ci sta; mentre il post dovrebbe essere maggiormente curato.

    Tra l’altro ho notato che l’apostrofo è apparso e me ne compiaccio. ;-)

    • “mentre il post dovrebbe essere maggiormente curato”
      Vorrei far presente che la brava, inarrivabile, intelligente e simpatica Raffaella ha anche un lavoro vero, e molto, molto impegnativo. Scrive questi post nei ritagli di tempo, saltando cene e ore di sonno. Per cui, se le sfugge un apostrofo perché scrive mentre cucina e telefona, non la facciamo tanto lunga. Ha accettato di dare una mano a Costanza solo per generosità e amicizia, non perché gliene venga niente, a parte l’affetto e la sconfinata riconoscenza della padrona di casa (stesso affetto e riconoscenza per gli altri due compagni di blog, assoldati col compenso di una pacca sulla spalla mensile).

    • Ora non ho molto tempo. In breve: come ti ripeto, la “devirilizzazione” del maschio e l’ormai ampia diffusione dell’ideologia del gender, sempre più promossa a livello pubblico da enti nazionali e sovranazionali, sono un dato di fatto, non una semplice opinione o la proiezione di paranoie interiori. Con tutto il rispetto, come “decostruttore” non sei un granché, non sei Deridda, diciamolo. O almeno dovresti impegnarti di più. ;-)
      Cito solo, a titolo informativo, il libro di Alessandra Nucci, “La donna ad una dimensione” e quello di Dale O’Leary, “La guerra del genere”. Lì sono citati nomi, fatti e dati in abbondanza.
      Non c’è da leggere tra le righe. C’è da usare l’intelligenza e le informazioni in nostro possesso e saper leggere criticamente le notizie che “innocentemente” ci vengono proposte. Cioè chiederci il motivo per cui la stampa mainstream ci offre certe notizie. E non tutti, mi spiace ma è così, abbiamo alle spalle le stesse letture, le stesse informazioni, le stesse esperienze, la medesima “lente interpretativa” della realtà, ecc. Ergo, non leggiamo gli eventi alla stessa maniera. Mi stupisco che tu ti stupisca di questo.
      Quanto all’episodio delle due spade, per un cattolico la Scrittura è solo una delle fonti della Rivelazione, da affiancare alla Tradizione, trasmessa dal magistero della Chiesa. Che non ha mai avallato il pacifismo alla Tolstoj riconoscendo come legittimo l’uso della “forza giusta” a presidio del diritto e della giustizia. E questo per il cattolico ordinario è più che sufficiente. Il filosofo del diritto Sergio Cotta ha ben evidenziato (“Perché la violenza?”, Japadre, 1977) la profonda differenza tra violenza (uso immoderato, cioè irragionevole, della coercizione) e forza (uso moderato e ragionevole della coercizione, legato a doppio filo alla sfera del diritto). La Chiesa dunque rigetta la violenza irrazionale e cieca e promuove il ricorso alla forza giusta.
      Sul resto ha risposto Admin.

  26. Cara bergamasca di sangue campano, ti faccio i complimenti per l’articolo che hai messo su Bussola Quotidiana ossia: http://labussolaquotidiana.it/ita/articoli-tutti-pazzi-per-katee-nessuno-verifica-3019.htm. Mettiamola così: questo è bellino ma l’altro è meglio! Una vera inchiesta giornalistica , giornalismo alla vecchia maniera in quanto da notizie comprovate e non per sentito dire.
    Complimenti.

    ps chiedo scusa al Genio Cosmico per l’abuso, ma l’altro sito non mi permette di scrivere complimenti in diretta.

  27. ….così a spanne, ma il titolo del post mi ricorda massimo decimo meridio del gladiatore….
    vale

  28. “Ma Gesù era uomo, maschio, e quindi forte. ”

    Sono incastrata qui dentro.
    Non c’è storia.
    Io qualcosa al post la vorrei pure commentare – se giurassi ve lo giurerei adesso.
    Guardo il monitor, mi si sfiorisce la sigaretta tra le dita, mi bruciacchio anche le gambe per la cenere cascata – un caldo boia, anche.
    Niente da fare.
    La mia mente, la mia immaginazione, adesso, quella rarissima mia capacità neuronale sboccata dal rarissimo mononeurone mi isolano irrimediabilmente in questo pensiero – un’eco da rimbombo, dolcissima, qui dentro me, magari domani, magari un giorno commento, adesso sono troppo schiantata/incastrata qui dentro

    – era uomo, maschio, e quindi forte.

    GESU’.
    G E S U’.

    (Io non vedrò il Volto di Cristo dopo la morte.
    Io morirò per aver visto il Volto di Cristo – lì a un passo dalla benedetta morte)

  29. “Sai, a mio avviso quando uno esprime un pensiero cerca di dire qualcosa che non sia sbagliato, di non essere dalla parte del torto. Ma questo è sanamente umano. Anche tu quando esprimi la tua posizione ritieni di avere ragione. Anche tu dunque cerchi di “occupare” la parte della ragione. Ma è giusto così. Se poi uno ha veramente ragione (e io – come tutti – cerco di averla ma non ho la presunzione di riuscire sempre ad averla: ci provo), allora quella sua occupazione dello spazio della ragione non può offendere nessuno, perché la verità fa spazio a tutti e non si lascia “sequestrare” da alcuno, non compatisce “monopoli”: ce n’è in abbondanza per tutti.”
    Ma, intanto, VOI, Azzura, l’avete già messa dalla parte del torto!!!
    Ha dovuto girare il culo e sparire!!!

    • Alvi’, se vuoi far rissa con me hai sbagliato soggetto.
      Se sono incluso in quell’insensato stucchevole VOI: ritengo di non aver offeso Azzurra e di non averla costretta a sparire dal blog.

      • Non è stata costretta, si è sentita, credo costretta lei a uscire visto che era lei sola contro tutti dopo avere fatto osservare la incongruenza tra il teorema del post e la semplice presentazione, giornalistica ma corretta (anche io non ho simpatia per la repubblica, e con questo?)di un comunicato scientifico,
        Poi la scienza, lo so anche io, che non è la verità assoluta, nulla è la verità assoluta (Chesterton avrà pazienza!), ma perchè assalire con veemenza una persona per aver fatto un’osservazione sensata?
        O non era sensata?

  30. Le zone d’ombra sul Movimento non possono tuttavia essere sufficienti per farci dubitare della buona fede di Franco Corbelli, che può senz’altro aver preso a cuore la vicenda di una giovane carcerata nigeriana che si è rivolta a lui chiedendo aiuto per rimanere in Italia. Ma quelle zone d’ombra, insieme alle incongruenze sulla vicenda, sarebbero state senz’altro sufficienti per indurre i grandi organi di informazione a verificare tutti gli aspetti della notizia prima di farne una nuova bandiera della battaglia sui diritti violati. Verifiche che sarebbero state opportune anche da parte delle istituzioni prima di spendersi in proclami o concedere la protezione umanitaria in tempi record in un caso in cui non risulta evidenza di pericolo.
    Raffaella Frullone conclude così il suo articolo!!!

  31. Ma che bel post, Raffa!
    in questi giorni è iniziata la scuola. Eccoli là schiearati, mamme e papà, davanti al cancello a contemplare teneramente i loro virgulti. Guardate quei papà. Hanno saltato un giorno di lavoro (alcuni si sono presi tutta la settimana!) per godersi il fatidico momento dell’ingresso a scuola del figlio. Ora però li devono lasciare andare dalle maestre. E inizia il dramma. I teneri virgulti diventano cozze attaccate alle gambe dei padri; la cosa non mi stupisce, è normale che i bambini oppongano resistenza al distacco. Ma sono i papà a fare spavento! hanno le lacrime agli occhi, cercano di staccare la cozza ma senza molta convinzione, li prendono per mano e cercano di convincerli ad entrare in classe, che ci sono tanti bei giochi. Niente: la peste rimane tenacemente attaccata ai pantaloni. Da notare che l’inserimento dei piccoli nei primi giorni è di 2 ore, dalle 9 alle 11. Le mamme, che sono consapevoli del fatto che il pianto, se dura, è un corroborante, se ne vanno pacificamente a fare la spesa. Che fanno i padri? rimangono nel raggio di 20 metri dalla scuola, non sia mai che il cellulare non prenda! e se mi chiamano? ……

    Scusate se vi ho fatto questo quadretto, ma da 3 giorni assisto a queste scene.
    Sono molto contenta che mio marito sia andato a lavorare.

    • A parte raffa che non sopporto concordo! Ps a Urbino però è vietato: i bimbi vanno a scuola con la linea studenti. Problema: mi ritrovo una nipotina di sei anni sei che canta: andarono in due tronarono in tre e dopo nove mesi nacquè un bebè….

  32. Cos’è che può permettere ad un uomo di essere padre e dunque di entrare in relazione con i propri figli, d avere autorevolezza e dunque capacità di dirimere conflitti, essere ascoltato, anche contestato ma ascoltato, considerato quale guida, stimato, onorato ? Solo se questo tipo di uomo non è un prototipo che si genera da solo, frutto di capacità personali, ma è l’uomo semplice sottomesso al’amore di Cristo perchè ne ha conosciuto la misericordia, che sa essere misericordioso ma correggere perchè sa far fronte ai sensi di colpa che tutti ci portiamo appresso, sapendo che i sensi di colpa vengono dal demonio. Sa dire dei no perchè Dio attraverso i fatti della storia spesso gli ha detto dei no, che hanno fatto male ma che l’hanno istruito. Per questo quello che di un maschio cristiano fa un padre cristiano è la capacità di trasmettere la fede ai propri figli, cioè di raccontare come ha incontrato il Signore e l’opera di Lui nella sua vita. E come questo può accadere anche per loro. Diceva un santo sacerdote che “l’amore tra due persone nasce da una terza entità invisibile che si chiama relazione.Un credente la chiama lo Spirito Santo”. La paternità e la maternità provengono innanzitutto dalla coppia che si lascia inondare dallo Spirito Santo, senza difendersi. Se la coppia è tale, piena d’amore umano, totale, fedele e fecondo, anche i figli beneficieranno di questo “respiro di Dio”, come dice san Bernardo. E vivranno.

    • hai fatto bene a mettere qui il tuo commento FrateLeone! mi piace molto e fa fuori davvero tutte le menate testosterone sì – testosterone no.
      Un uomo è uomo se è in relazione col Principale. Se ha quel rapporto allora ne può costruire uno degno di questo nome anche coi figli. Rapporto con la Verità, coi fatti, con le cose da fare, non con le elucubrazioni, le idee, i dubbi de-costruttivi.

  33. PERDONATE, MA OGGI E’ GRANDE FESTA PER LA CRISTIANITA’.

    Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo
    (Disc. 10 sull’Esaltazione della santa croce; PG 97, 1018-1019. 1022-1023).

    La croce è gloria ed esaltazione di Cristo
    Noi celebriamo la festa della santa croce, per mezzo della quale sono state cacciate le tenebre ed è ritornata la luce. Celebriamo la festa della santa croce, e così, insieme al Crocifisso, veniamo innalzati e sublimati anche noi. Infatti ci distacchiamo dalla terra del peccato e saliamo verso le altezze. È tale e tanta la ricchezza della croce che chi la possiede ha un vero tesoro. E la chiamo giustamente così, perché di nome e di fatto è il più prezioso di tutti i beni. È in essa che risiede tutta la nostra salvezza. Essa è il mezzo e la via per il ritorno allo stato originale.
    Se infatti non ci fosse la croce, non ci sarebbe nemmeno Cristo crocifisso. Se non ci fosse la croce, la Vita non sarebbe stata affissa al legno. Se poi la Vita non fosse stata inchiodata al legno, dal suo fianco non sarebbero sgorgate quelle sorgenti di immortalità, sangue e acqua, che purificano il mondo. La sentenza di condanna scritta per il nostro peccato non sarebbe stata lacerata, noi non avremmo avuto la libertà, non potremmo godere dell’albero della vita, il paradiso non sarebbe stato aperto per noi. Se non ci fosse la croce, la morte non sarebbe stata vinta, l’inferno non sarebbe stato spogliato.
    È dunque la croce una risorsa veramente stupenda e impareggiabile, perché, per suo mezzo, abbiamo conseguito molti beni, tanto più numerosi quanto più grande ne è il merito, dovuto però in massima parte ai miracoli e alla passione del Cristo. È preziosa poi la croce perché è insieme patibolo e trofeo di Dio. Patibolo per la sua volontaria morte su di essa. Trofeo perché con essa fu vinto il diavolo e col diavolo fu sconfitta la morte. Inoltre la potenza dell’inferno venne fiaccata, e così la croce è diventata la salvezza comune di tutto l’universo.
    La croce è gloria di Cristo, esaltazione di Cristo. La croce è il calice prezioso e inestimabile che raccoglie tutte le sofferenze di Cristo, è la sintesi completa della sua passione. Per convincerti che la croce è la gloria di Cristo, senti quello che egli dice: «Ora il figlio dell’uomo è stato glorificato e anche Dio è stato glorificato in lui, e subito lo glorificherà » (Gv 13,31-32).
    E di nuovo: «Glorificami, Padre, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse» (Gv 17,5). E ancora: «Padre glorifica il tuo nome. Venne dunque una voce dal cielo: L’ho glorificato e di nuovo lo glorificherò» (Gv 12,28), per indicare quella glorificazione che fu conseguita allora sulla croce. Che poi la croce sia anche esaltazione di Cristo, ascolta ciò che egli stesso dice: «Quando sarò esaltato, allora attirerò tutti a me» (Gv 12,32). Vedi dunque che la croce è gloria ed esaltazione di Cristo.

  34. http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-una-pagliacciata-e-uninfamia-3027.htm

    Il padre di cui tutti abbiamo bisogno, oggi, è Benedetto XVI! A quale martirio viene sottoposto! “Forza e onore” si addicono soprattutto a lui!!! Grazie Santo Padre!

  35. Alessandro: Ho letto con ammirazione posso dire commozione il commento dove parli della tua fede in Cristo e della resurrezione.
    Mi lascia, a dir poco, perplesso, che da questa fede ne conseguano come a catena una serie di altre affermazioni che siano collegate necessariamente a questo mistero che te vivi.
    Mi sembra, te lo dico sinceramente, quasi uno spregio a questa tua fede assoluta che essa abbia a impelagarsi per esempio con gli ormoni maschili il maschio e la femmina e altre bazzecole del genere, e perchè per te la fede è sovrana siano anche sovrane le idee
    che te puoi avere sulle varie questioni.
    E te lo dico con tutto il rispetto che ho per te.

    • Caro Alvise,
      so del rispetto che hai per me, che so sincero e che assicuro essere ricambiato.

      Proprio perché professo fede cattolica devo prestare assenso dell’intelletto e della volontà a tutte quelle che la Chiesa cattolica mi insegna essere verità. Su quelle non posso transigere, perché altrimenti verrei meno alla professione di fede cattolica. Sull’opinabile (cioè su ciò intorno a cui la Chiesa non mi insegna dove sta la verità) opino.

      Esemplificando.
      Se uno mi dice che è moralmente lecito per gli sposi “usare il preservativo”, allora io dissento e non sono disposto a revocare il mio dissenso, perché la Chiesa insegna che “è esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione” (Paolo VI, Humanae Vitae, n. 14).

      Poniamo invece che si discuta sulle politiche da adottare per aiutare le famiglie, per incoraggiare la natalità. Le modalità concrete con cui può essere conseguito questo obiettivo sono varie e lasciate al confronto: ad es. la Chiesa non mi dice come tecnicamente si debba intervenire sulla fiscalità italiana per favorire la natalità. Fermo restando l’obiettivo (non opinabile), la scelta degli strumenti rientra nell’opinabile, in ciò su cui è lecito e doveroso discutere per trovare la soluzione più equa ed efficace.

      Quindi, se qua dentro nasce un dibattito, che so, sul quoziente familiare, o che altro, potrei dire la mia, ma sarebbe solo un’opinione (e scarsamente autorevole, poiché non sono esperto in materia), e sbaglierebbe quel cattolico che pretendesse di presentare come verità incontrovertibile, come indiscutibilmente da accogliersi una proposta di riforma della fiscalità finalizzata al sostegno della natalità, piuttosto che un’altra. Ribadisco: ferma restando l’inopinabilità dell’obiettivo da raggiungere.

      • Sì, però non hai detto nulla del post, e nemmeno del modo come è stata trattata Azzurra per aver fatto un’osservazione….
        E nemmeno dei Giapponesi, dagli occhi tristi (ma non li avevano a mandorla?)!!!

        • Azzurra e Andreas si sono chiariti, che c’entro io? Che titolo ho per arbitrare i loro confronti?

          Sui Giapponesi, le calamità, i castighi, ho scritto il mio modesto pensiero qui:
          http://costanzamiriano.wordpress.com/2011/07/22/gods-chips/#comment-10014

          e non intendo qui avventurarmi in trattazioni di teodicea su mysterium iniquitatis, colpa, peccato, castigo, espiazione ecc.

          Sul post, che devo dire che non sia già stato detto? A me sembra palese che le presentazioni giornalistiche dei risultati di quello studio ammicchino a un riduzionismo biologistico che, da cattolico, non possono accettare. E oltre a quello, una ridda di banalità e fatuità

          Leggo su Repubblica:

          “in natura l’uomo per procreare deve essere ‘macho’, deve cioè conquistare e per farlo ha bisogno dell’impulso dato dal testosterone”

          ma io dico: le donne si sentono prede da “conquistare” da un predatore-macho guidato dall’impulso del testosterone?

          “L’osservazione del mondo animale, in verità, aggiunge un’altra spiegazione: e cioè che la natura abbia “previsto” il calo del testosterone soprattutto per proteggere la prole da eccessi paterni che in alcune specie possono raggiungere l’atto fatale dell’uccisione dei figli”

          ma io dico, che mi importa delle osservazioni sul mondo animale? Io sono un essere umano, figlio di Dio, redento da Cristo che si è fatto uomo, non criceto. Io sono libero, un animale no. Io, a differenza degli animali, sono fatto di un corpo mortale e di un’anima immortale. Ecco che nell’articolo di Repubblica fa capolino (e qualcosa più che capolino) il riduzionismo biologistico, con sottinteso avallo di un evoluzionismo incompatibile con l’antropologia cristiana.

          Ecco che penso dell’articolo di Repubblica

          • “la natura abbia “previsto” il calo del testosterone”

            ma che è ‘sta “natura”? La dea natura? Io credo in Dio creatore e ordinatore dell’universo, non nella “natura” (?)

  36. scusate, oggi giornata di m… quindi sarò breve e concisa, anche perchè se no rischio di inacidire ancora di più.
    Io non ho capito il senso di questa discussione di oggi. Lo dico sinceramente, sarò scema, ma qual è il punto?

  37. Può essere praticato dai cattolici il coitus interrupus?
    E cosa intendete voi cattoliciu per coitus interruptus?

  38. È abbastanza virile ostinarsi a cambiare un rubinetto da solo invece chiamare un idraulico?

  39. Settembre

    Verdi giardinetti,
    chiare piazzole,
    fonte verdognola
    dove l’acqua sogna,
    dove l’acqua muta
    finisce sulla pietra. ..

    Le foglie d’un verde
    vizzo, quasi nere
    dell’acacia, il vento
    di settembre le bacia,
    e alcune si porta via
    gialle, secche,
    giocando, tra la bianca
    polvere della terra.

    Non c’entra niente, ma sono i compiti di oggi di mia figlia

  40. Gli ormoni(cosiddetti)? Riduzionismo!!!
    Ormones non prevalebunt!!!
    scriteriato; dire che tutti hanno dato addosso alla Frullone per una virgola non è esatto,
    solo Adriano ha fatto questa osservazione (gli è andata male!)
    Fefral: solo venire dentro si può? Davvero?
    Andreas Hofer: te con tutte Tutte quelle quelle “signorine” che metodi hai usato?
    Invece, la Frullone, la vorrebbe vedere rimandata a casa, se si deve applicare le leggi, per giustizia, quella donna del suo articolo?

  41. Sì ho letto il tuo veccho commento (anche) sui Giapponesi, ma io intendevo un commento al commento dove io avevo messo una citazione di un filosofo-scrittore giapponese che diceva….ma a voi non interessa quello che diceva…. Ma a ogni modo LORO hanno già ricostruito, Dio gli rimanderà un’ altra sciagura e Loro ricosruiranno, voglio vedere chi dura di più!!!!

    • ma m’hai preso di mira? Non l’ho visto il commento che hai postato (non posso riuscire sempre a leggere tutto quello che compare nel blog!), se lo riposti dico che ne penso, ma non stasera perché non ho tempo.

      ” poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza”: il mondo finirà, del Giappone e dell’Italia resterà nulla, resteranno Giapponesi e Italiani, in anima e corpo glorioso

  42. Bello questo pensiero di Hadjadj, Alvise. Finalmente hai scritto un commento decente (anche se non è farina del tuo sacco)

  43. alvisescopel@gmail.com
    14 settembre 2011 a 20:19 #
    scriteriato; dire che tutti hanno dato addosso alla Frullone per una virgola non è esatto,
    —-
    e chi lo dice?

    • Io lo dico, un apostrofo era, Adriano ha fatto questo rilievo e poi ha detto che era meglio se un post era più curato (poverino)tutto qua!!!
      E poi, chi lo dice se il commento a un post ha avuto successo o no?
      Secondo me non ha avuto né successo né insuccesso, è stao un commento, come tanti, e basta…
      Che succede quando un commento ha avuto successo, si accende una luce?

  44. “In Giappone sappiamo che tutto passa, E’ così che rinasceremo”
    La ricostruzione veloce e il pensiero di Murakami

    “in giapponese abbiamo un termine, “mujo” per indicare che non vi è nulla di permanente a questo mondo , che ogni cosa è transitoria. Tutto ciò che esiste si estingue, tutto muta costantemente.Non esiste alcun equilibrio eterno, non vi è nulla di sufficientemente immutabile in cui si possa riporre eterna fiducia. Anche così, noi giapponesi, abbiamo saputo cogliere una forma di bellezza dentro questa rassegnazione.”
    Haruki Murakami ” corriere della sera” 9 sett. 2011

    • Non mi pare questa grande scoperta: Panta rei os potamòs, è un pezzo che si sa

      • Eraclito lo sapeva, io parlavo, la citazione parlava, della concezione della vita dei Giapponesi, che al contrario di quanto sostenuto dal missionari costanziano sembra abbiano reagito gagliardamente al castigo dello tsunami!!!

        • Siccome UNA voce giapponese sostiene una cosa, allora essa vale per TUTTI i giapponesi. Ma va là
          Poi mi pare che ovunque si sia prodotta una catastrofe, a qualunque latitudine e longitudine, i popoli colpiti abbiano ricostruito. Ma con che stato d’animo?
          Va bene essere materialisti duri e puri, ma insomma…..

          • Il missionario costanziano parlava di tutti i Giapponesi tristi,
            questo autore ne parla anche lui, in un altro modo, tutti e due diranno cazzate,probabile, ma perché dare più credito al missionario?

          • o forse hanno ragione tutti e due, solo che guardano la stessa cosa cogliendone aspetti diversi.
            E comunque il concetto di ‘maledetto chi confida nell’uomo’, e di affidarsi alla Provvidenza, di rimettersi alla volontà di Dio, mi pare, tutto sommato, a ben guardare, in ultima analisi, pensandoci bene, abbastanza cattolico. :-)

          • e quest’altro? Coi giapponesi che sono un argomento per tutte le stagioni?

  45. admin

    “maggiormente curato” rispetto ai commenti. E non mi pare di farla lunga (sulla questione ho scritto 8 righe in totale, queste escluse). Le repliche su questo, invece, si sono sprecate. Un modo per distrarre da altri commenti? ;-)

    Andreas
    Non ho intenzione di decostruire alcunché; semplicemente non vedo questo quadro così catastrofico, questa congiura nell’imporre quello che temi. Ho letto un articolo a proposito di Alessandra Nucci, dove si parla di “massa di dati” ma nono sono riuscito a verificare i pochi esempi lì citati. Quindi, fino a prova contraria, (che magari troverò nel libro, se lo troverò…) rimango di questa opinione. E no, non mi stupisco che la pensi diversamente. ;-)

    Questione forza giusta. Hai provato a immaginarvi nella situazione di dover uccidere qualcuno per un buon motivo (“giusta causa”)? Se sì, a prescindere dalla posizione della Chiesa in proposito, come ti sentiresti (domanda aperta a tutti)?

    scritaeriato
    Personalmente non trovo urticante il contenuto del post, né lo trovo così fondato.
    Questione punteggiatura: v. sopra.

    Raffaella
    “solo Adriano ha fatto questa osservazione (gli è andata male!)”
    Non mi pare. Prima non c’era, ora c’è. E’ andata benissimo! ;-)
    Bello vedere come si dia importanza a un’indicazione di tre righe su un apostrofo (non una virgola, ma è lo stesso) mentre sulle inesattezze contenute, dopo un primo dibattito, ora nulla…. Mah… ;-)

    ‘notte

    • immaginarTi non immaginarVi.

    • ma quelle gialle con la faccia idiota sopra sono pur sempre palle vero?
      allora sono esattamente quelle che ci hai frantumato….

    • “non farla lunga” se vuoi te lo spiego di nuovo meglio:
      questo blog è scritto, curato, gestito da persone che lo fanno esclusivamente per passione, nessuno ci guadagna niente. E’ nato quasi per caso e ancora più per caso è cresciuto talmente tanto che, anche se Costanza ha più volte avuto la tentazione di chiuderlo, non se l’è sentita e anzi ha chiesto a Cyrano, Raffaella e Laura di darle una mano per farlo andare avanti. Lo stanno facendo molto bene e per puro piacere, e per il piacere di molte persone visto che abbiamo una media di contatti di 2500 al giorno. Quindi se entri in questa casa, ti viene offerto il pranzo, e trovi un bicchiere sbeccato….puoi anche far finta di niente.

      PS molte volte nei post di Costanza ci sono stati errori, imprecisioni e refusi ma altri utenti via mail, via facebook o via sms l’hanno avvertita privatamente…ma lo so, stiamo parlando di classe….

      • Ma ha fatto solo un’osservazione su un apostrofo, e poi altre, e poi si è affacciata Azzurra e gli (gli) siete saltati addosso, ma quale classe?!?!?

      • admin

        E’ tutto chiaro, lo era già prima, ma ribadisco: sull’apostrofo mancante ho scritto tre righe a mo’ di battuta (v. smiley alla fine, o palle dalla faccia idiota, come le chiama paulbratter).

        E mi spiace che si faccia tanto rumore per questo; purtroppo non posso farci nulla se qualcuno se la prenda per un appunto scherzoso di questo tipo.

        Far notare, con un sorriso, un bicchiere sbeccato non significa criticare il pranzo (infatti ho fatto due commenti separati).

        Tutto qui.

  46. Adriano
    14 settembre 2011 a 21:11 #
    admin

    Un modo per distrarre da altri commenti?
    ——
    Uh, eccone un altro che legge nel pensiero altrui

  47. allora, io davvero, apostrofo rosa o azzurro a parte non capisco perchè questo scannarsi di oggi. Di solito seguo il filo, ma sto notando una cosa: siete rimasti solo VOI…
    Alvì e tu ci stai dentro a quel VOI fino al collo… perchè sì che c’è un voi e un noi quando si parla di maschi e femmine. E devo dire che io mi sono annoiata a leggere la seconda metà dei commenti di oggi: stamattina ci sono state azzurra, e miriam, e erika, e danielaquellapazzadellatorrechequandofinalmentetrovaunuomomagarisistaunpo’calmina e giuliana e non mi ricordo chi altre e l’aria era respirabile poi sono rimasti tutti gli uomini e va bene che l’uomo deve essere maschio ma che palle un discorso solo tra maschi E magari un maschio si addolcisse un po’ dopo la nascita di suo figlio, ma purtroppo il miracolo dura solo finchè non comincia la partita, poi via in mutande sul divano con birra e rutto libero e a censurargli le parolacce quando si sbaglia il rigore manco HAL ce la può fare….
    ma quando un padre di questi si commuove se il figlioletto di tre anni al telefono da casa dei nonni gli dice “ma io voglio stare con voi” e guarda la moglie e dice “io vado a riprendermelo” scusate ma secondo me non è meno maschio di quando guarda la partita.
    Io tutti ‘sti padri effemminati in giro non li vedo. Tutto ‘sto dramma sui padri senza palle sinceramente mi pare più una roba che riguarda la tv piuttosto che la vita reale.
    Tutto qua, non sto contestando il post, nè i commenti, nè gli apostrofi e neppure punti punti e virgole e punti esclamativi….
    semplicemente per quanto mi riguarda è di un non problema che si sta discutendo.

  48. @ Adriano

    riesci a capire la differenza tra lo scherzare, il puntualizzare, la precisione meschina, la provocazione, il rompere le scatole e lo SCASSARE LA MINCHIA?

  49. Mi pare tirato parecchio citare un testo di repubblica o corriere (vista l’ora non ho capito bene)che a loro volta blaterano un articolo in cui ,leggo nell’abstract postato,si traggono conclusioni su una casistica di 624 maschi dei quali non si dice nulla se non che hanno o non hanno avuto figli (età di quelli che hanno figliato, patologie eventualmente associate, assetto ormonale completo, aventuali cause di stress associato e questo è quello che mi balza all’occhio a quest’ora).Il fatto che giornali ad alta tiratura sparino cazzate per le ragioni per cui di solito i giornali sparano cazzate non rendono la notizia più vera. Se da questo si vuole prendere spunto per affermazioni più o meno condivisibili va benissimo; va meno bene che si considerino certi articoli ‘scientifici’ solo perchè sono pubblicati su certe riviste.Consideriamo la figura dei babbi come meglio ci pare ma trascurerei l’influenza del ilestosterone:l’unica cosa che mi fa venire in mente sono ispidi peli superflui.

  50. @Fefral:QUANTO C’HAI RAGIONE!!!!!

  51. Però un po’ a me dà tristezza questo schermarsi – in tal modo… – tra uomini.
    Elevare un attimino la conversazione, no?
    Raffaella me la vedo con le alette, adesso: scrivere con dedizione un post e scorrersi – magari dopo una giornatina duretta – una sfilza di commenti un po’ tristina; e tacere la propria “sopresa” (?… mi mantengo sobria…) mandando giù sino al coraggio di postare il prox post…

    No, non mi va semplicemente di cambiare canale, ragazzi, e su.
    Io vi sento tutti già un po’ parte di me.
    Perchè offenderci e perdere così facilmente la pazienza..?

    ‘Naggia le polpette, ‘naggia.
    E ia, eleviamo n’attimino gli animi…

    Lieve notte, carissimi. Vi abbraccio a polipo :-) tutti tutti.

  52. credo che quello dell’apostrofo sia diventato un caso solo perchè l’ha sollevato Adriano, e questo dovrebbe far riflettere su quanta simpatia ispiri a tutti noi.
    però sono convinto che così sbagliamo di brutto, la strategia migliore sarebbe un’altra, e io da oggi in poi l’adotto.

    • Ho sempre pensato che distinguere le opinioni dalle persone sia un bel modo per poter confrontarsi serenamente. Un gran peccato quindi che qui c’è chi confonde i commenti con i commentatori.

  53. Non posso non dirvelo: sono stata denunciatata dal WWF per maltrattamento di animali. Mi hanno detto che non si fa, che una povera aquila non si lascia senza apostrofo. Hanno ragione, ce lo vedete un uccello così maestoso e fiero, spiccare il volo senza apostrofo? Io no, e in effetti non ho potuto fare altro che ammetere le mie colpe, l’apostrofo fa parte dei diritti che devono essere tutelati a livello universale, e io capisco chi viene colto da gastrite quando non lo vede al suo posto. Succede anche a me. Grido “orrore!”, come quando vedo scene raccapriccianti tipo lo smalto sbeccato. In casi come questi non posso far altro che ammettere le mie colpe e chiedere scusa, vi capisco, e anzi – questo lo sottolineao al WWF, in mia difesa – anche io mi schiero a favore dell’italiano corretto, specie in via d’estinzione. Mea culpa.
    Prima che mi raggiunga a casa anche la “lega protezione degli ormoni”, vorrei solo dichiarare pubblicamente che non ce l’ho con il testosterone, ho solo avuto l’ardito pensiero che la sua presenza non sia per nulla in contrasto con l’essere padre, ma anzi costituisca titolo preferenziale. Invece, come hanno colto tanti lettori, l’impeccabile Andreas in testa, qualcuno vuole convinverci che non sia proprio così necessario. Sono quelli che titolano “Quei neo papà pieni di premure con il testosterone basso” o “Il crollo del testosterone se il padre cambia i pannolini” (entrambi del Corriere).
    Il testosterone alto non è in contrasto con un padre premuroso, o che cambia i pannolini.
    Un padre (biologico e spirituale) è chiamato a volare dritto e maestoso quanto un’aquila e guidare gli aquilotti fuori dal nido.
    E se la prima non può e non deve stare senza apostrofo, il secondo è monco senza testosterone. Per questo dobbiamo spenderci in difesa di entrambi.

    • Cara Raffaella, magnifica risposta, un degno comnpletamente del post. Hai tutta la mia solidarietà per i guai col WWF. La LIPA (Lega Protezione Aquila Apostrofata) è sul piede di guerra da anni e, come s’è notato, ha avviato una occhiuta attività di monitoraggio del blog! Attenzione dunque a come apostrofiamo là dove osano le aquile!

  54. Apocalisse 6:12 “Quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue”

    Una bravissima esegeta un giorno mi propose uno dei suoi significati:
    il Sole rappresenta il padre, la figura paterna, che in questa epoca tende a sparire, a non fare più luce, con il suo ruolo di guida, di autirità, e di prima fonte delle regole
    la luna rappresenta la figura materna, che in questa epoca si “tinge di sangue”, acquisendo tratti di aggressività, e di violenza non suoi, e perdendo anche lei, in questo, buona parte della luce che poteva emanare.

    Grazie perchè anche in quest’epoca, nonostante il terremoto nella nostra società che sta provando a scuoterne le fondamenta, c’è gente come te che vuole ancora raccontare che “in principio non era così” .

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