Archive for marzo, 2011

31 marzo 2011

Il libretto di istruzioni dell’essere umano

di Costanza Miriano

E’ sera tardi. Squilla il telefono. Tutti i bambini dormono, e quindi visto che non può essere il pronto soccorso che mi avvisa che mio figlio giace riverso su una barella con il ginocchio frantumato, sfogo la mia ansia su altre amene ipotesi: dobbiamo evacuare il palazzo per una fuga di gas, ho parcheggiato sotto un albero che sta per cadere e devo uscire in camicia da notte a spostare la macchina (è successo davvero), qualcuno dei miei a Perugia non sta bene.

Invece è la mia amica che mi avverte della fine di una lunga e angosciosa ricerca.

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30 marzo 2011

I will survive

di Costanza Miriano

Quando sono uscita da casa dei miei non ho potuto da subito permettermi una casa da sola. Poi, per un breve periodo, ce l’ho fatta. Dopo di che ho incontrato mio marito e il resto lo sapete.

In quella parentesi solitaria ho avuto modo di dare il peggio di me, liberamente, in casa. Ho lasciato letti sfatti e piatti accumulati nell’acquaio, dove i semi di un melone hanno prodotto dei bei germogli lunghi e forti, grazie alla lunga permanenza indisturbata; ho fatto viceversa morire piante;

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29 marzo 2011

La mozzarella no!

di Costanza Miriano

Mio marito parla poco, ma il più delle volte quelle poche cose che dice hanno un senso. Io, da parte mia, ogni tanto lo invito a conversare del più e del meno, ma la sua risposta standard è “che ti dico, se non ho niente da dire?”, mentre io, al contrario, riesco a intrattenere conversazioni (per me) avvincenti anche con la signora del casello autostradale, corsia per carte di credito, che è una voce registrata ma secondo me anche lei, visto che insisto da anni, prima o poi diventerà mia amica.

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28 marzo 2011

Perchè mio marito non mi ha lasciata?

di Costanza Miriano


Sinceramente non mi spiego come sia potuto accadere. Non me ne capacito proprio. Com’è che mio marito non mi ha lasciata?
E sì che ce l’ho messa tutta. Mi sono rivista nelle riprese di dodici anni fa – i patetici filmini di famiglia con i quali almeno ho il pudore di non ammorbare nessun estraneo – con il primo figlio in braccio e, ammettiamolo, ero attraente come un paracarri.

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27 marzo 2011

Le Chiacchiere dello spogliatoio 2

di Costanza Miriano

Anche oggi, in nome del riposo domenicale, ho pensato di pubblicare questa vecchia (è del 2004) puntata delle Chiacchiere dello spogliatoio che scrivevo per un giornale di sport, California.

Niente di imperdibile, ma così… Mi faceva piacere.

Ci sono stati degli anni, quasi dieci adesso che ci penso, in cui parlavo più con il mio allenatore che con i miei genitori. Erano gli anni dell’adolescenza, è vero, e capita a tutti di cercare figure di riferimento fuori della famiglia. Ma oltre a questo c’era il fatto che con l’allenatore passavamo, io e i miei compagni di atletica leggera, praticamente tutto il tempo che la scuola, e poi l’università, ci lasciava.

26 marzo 2011

In vacanza con Jonathan

di Costanza Miriano

Se io fossi la donna nobile e spirituale che millanto di essere, aspetterei il venerdì per meditare la passione di Gesù, magari seguendo la bellissima via crucis di Santa Faustina Kowalska. Siccome invece sono una persona normale, con una certa tendenza, volendo, anche al trash, la prima cosa che leggo il venerdì al lavoro è la posta del cuore di Natalia Aspesi, e, diciamo la verità: non sono l’unica tra le colleghe.

Leggere le vicende amorose lì esposte mi fa sentire un po’ superiore, lo ammetto. Talmente sono squinternate le storie esposte, e talmente sono lontane dal mio pensiero le risposte.

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25 marzo 2011

Un Pulitzer per Geremia

di Costanza Miriano

Siccome il blog è piccolo e la gente mormora, non vorrei che si spargesse la voce che vado in giro a raccogliere felini di chiunque. Sono la persona meno ecologista e animalista che ci sia. Massimo rispetto, ma ognuno al proprio posto, e possibilmente a casa propria.

Succede adesso che la mia cara amica vada a vivere con un uomo sul quale io ho serie mire espansionistiche. Per lei, è ovvio. Ho un progettino, su quei due.

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24 marzo 2011

Le regole della seduzione

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Le regole della seduzione le ho trasgredite tutte.

Ci siamo scambiati i numeri di telefono e l’ho chiamato io per prima (errore numero uno). Prima dello scambio dei numeri gli avevo detto che ero sola da anni, e temo che abbia intuito che, a 26 anni suonati, ero alla ricerca di Mister Right (errore numero due, madornale, irrecuperabile). Quando l’ho chiamato e l’ho invitato a uscire lui, appunto, mi ha detto di no: aveva il raffreddore. Non i calcoli renali in fase acuta, non la febbre a 40. Il raffreddore e mi ha detto di no.

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23 marzo 2011

Lo chiamavano naso a banana

di Costanza Miriano

Il ricordo più lontano che ho è un atto di ribellione.

Vedo chiaramente le strada in discesa, e il cancello che ovviamente invece era dritto. Quindi sotto al cancello c’era un buco, a forma di triangolo (scaleno? Non mi ricordo i nomi dei triangoli ma, mi dispiace, signora maestra, ormai non mi può più bocciare) sotto al quale io e mio cugino Alessio ci infilammo per scappare dall’asilo. Ricordo l’avventura con grande divertimento, anche se adesso che sono mamma mi sento male per quella me stessa piccola che si è lanciata come una palletta di lardo – quale ero a tre anni – sulla strada tra le macchine. Non so perché non sono finita spiaccicata sull’asfalto, probabilmente perché il traffico nel mio quartiere perugino negli anni settanta era inesistente, o forse perché già da allora incubavo, in nuce, questa abilità da mister Magoo di girare per il mondo schivando pericoli nonostante la mia inattitudine alla perigliosa vita moderna.

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22 marzo 2011

Chi lava i piatti a casa tua?

di Costanza Miriano

Il mensile di approfondimento di politica ed economia l’ Ago e il Filo mi ha chiesto come è nato il libro. Ecco:

Principalmente è stato un problema di auricolare non funzionante.

E’ per questo che ho cominciato a scrivere un libro.

Urlare dentro un auricolare scassato, mentre con una mano si cerca di non perdere il pallino del rosario lasciato a metà, con l’altra di cambiare marcia, e con le cosce di tenere in equilibrio la lattina di Coca Light può essere veramente estenuante, soprattutto se la missione è convincere l’amica carissima a non lasciarsi sfuggire da sotto il naso l’uomo della sua vita. Per questo ho cominciato a scrivere: perché il mio auricolare non funzionava bene.

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21 marzo 2011

Un segreto piano sovversivo

di Costanza Miriano

“L’obiettivo finale, te lo dico, è un referendum abrogativo della zucchina”. Mio figlio ha deciso di riscrivere la Costituzione italiana, ma il disegno in realtà porta alla lotta risolutiva contro il nemico giurato, l’odiato ortaggio. Prendendo spunto dalle celebrazioni dell’unità d’Italia e dai molti discorsi di questi giorni sulla nostra Carta, un comitato di giuristi di casa mia (Tommaso e Bernardo) ha dunque buttato giù un canovaccio di una nuova Costituzione, sulla quale molti insigni studiosi da oggi in poi dovranno misurarsi.

Articolo 1 Questa casa è una democrazia fondata sui bambini.

Articolo 2 Questa casa ripudia il passato di verdure come strumento di tortura, e di risoluzione dei conflitti alimentari.

Articolo 3 I compiti sono equiparati a lavoro nero, e quindi dichiarati illegali…

Cari ragazzi, sarà dura da digerire, ma ve lo dico ancora una volta, questa casa non è una democrazia, e compiti e verdure sono legali. Mi dispiace.

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20 marzo 2011

Rai tre Brontolo

di Costanza Miriano

Questa mattina sono stata a Rai1 dove ho imparato due cose: che Tiberio Timperi è una persona simpatica e intelligente , e che la tv aumenta di 5 chili (una che ho conosciuto subito dopo, e che mi aveva vista, mi ha detto “allora è vero che il video ingrassa”, sempre per mantenermi alto il morale).

Inoltre come al solito non ho risposto quello che avrei voluto. Le magnifiche risposte mi verranno in mente stanotte, così domattina le potrò dare a Oliviero Beha (sarò in video in diretta dalle 10 alle 11 su Brontolo, Rai 3). Peccato che probabilmente nel frattempo saranno cambiate le domande.

19 marzo 2011

Il capo Acuto

di autori vari

Ho avuto, al lavoro, un caporedattore meraviglioso, che sotto la faccia burbera, in mezzo alle strigliate, sempre chiedendomi di fare di più e di meglio, secondo me, sotto sotto, in fondo in fondo, di nascosto, mi vuole pure un po’ bene.
Ecco cosa ha scritto di me.

Prima dell’avvento dei modelli televisivi di famiglia, società, rapporti uomo-donna, rapporti genitori-figli, prima dell’avvento della mercificazione e della pubblicitarizzazione del consenso, prima della sondaggite acuta, prima di tutto questo esistevano comunque uomo e donna.
Esistevano genitori e figli, esistevano contrasti e modelli diversi di risoluzione dei conflitti.
Tra gli irochesi ad esempio c’era una forma avanzata di matriarcato che dava alle donne diritto di veto  nella proclamazione di guerre. Se non erano d’accordo non si poteva combattere.

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18 marzo 2011

Io mi sa che sono contenta

di Costanza Miriano

Sì, va bene, ci sono moltissime cose che non mi piacciono dell’Italia, e delle celebrazioni di ieri sui 150 anni. Ma siccome ho una piccola voragine di ignoranza storica e storiografica che va più o meno dal crollo dell’impero romano al 1994 (quando ho cominciato a fare la giornalista e allora un’occhiatina al mondo che mi circondava mi sono decisa a darla) non vorrei pronunciarmi: tra di voi ci sono fior di professionisti, e perderei presto il mio prestigio. E’ per lo stesso motivo che mando mio figlio a letto bruscamente quando mi chiede – e la cosa inquietante è che fa simili domande dalla quinta elementare – la mia posizione su Lev Trotsky, e farfuglio scuse sull’ora tarda e sulla necessità di riposare. Una deve difendere il suo status con le unghie e coi denti.

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17 marzo 2011

C’è chi è più pazza di me!

di autori vari

Ho mandato un figlio a scuola senza giacca. L’ho fatto. Verrò radiata dall’Albo Supremo delle Madri Decenti. Mi sembrava che fosse caldo, e che potesse farne a meno.

Come se non bastasse, doveva uscire in cortile alle dodici per cantare l’inno nazionale. E un rigurgito di coscienza materna si è affacciato in me solo intorno alle dodici meno cinque, quando era tardi per la povera nonna non automunita per arrivare a scuola con la giacca. E io cosa facevo in quel momento, mentre il mio povero figlio tremava come il piccolo fiammiferaio (in realtà nel video che mi ha mandato la mia amica cantava a squarciagola tutto contento) ? Lavoravo, è vero, ma probabilmente pensavo, anche, alla discussione nata in questo blog.

Riflettevo sui massimi sistemi, io, la madre degenere. Siccome i miei sensi di colpa non avevano ancora raggiunto il livello massimo consentito – le radiazioni assorbibili inun giorno -  due ore dopo mi chiama la scuola: mio figlio ha mal di testa.

E lascia stare che al ritorno l’ho trovato tra gli amici del fratello grande

che si sganasciava dalle risate, intanto ormai il posto nell’albo l’ho perso.

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16 marzo 2011

Coast to coast

di Costanza Miriano

Essendo abbastanza morbida sul tema “distribuzione di cibi rigorosamente no bio ed estremamente ricchi di coloranti e gelificanti ai pargoli miei e altrui” (poi mi chiedo perché ho sempre la casa piena di bambini), ho potuto conoscere, ormai otto anni fa, Martina, una bambina estremamente golosa di caramelle Goleador che veniva spesso a far parte dell’entourage del mio ombrellone, sulla spiaggia di Marotta.

Così, tra una caramella e l’altra, io e la mamma di Martina e Virginia, Claudia, siamo diventate prima conoscenti, poi amiche.

Adesso Claudi è un’amica così cara che la settimana scorsa ha valicato l’Appenino, ha attraversato l’Italia, si è spostata dalla sponda adriatica a quella tirrenica, e con una agevole operazione che ha richiesto una ventina di ore tra andare e tornare (è rimasta intrappolata nelle manifestazioni dell’8 marzo) ha voluto essere alla presentazione del mio libro, così, solo per salutarmi e fare il tifo per me, e ripartire verso quel di Marotta dopo aver comprato una quindicina di copie del mio libro.

Un momento che devo cercare un fazzoletto.
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15 marzo 2011

Un estraneo nella bottiglia

di Costanza Miriano

Devo fare ammenda. Ieri ho scritto che dovrei intuire che mio marito prova stima e simpatia nei miei confronti – ma senza esagerare – dal fatto che non mi lascia.

Mi corre però l’obbligo di precisare che c’è un dato ancora più esplicativo dei suoi forti, fortissimi sentimenti nei miei confronti. Non si libera di me nonostante io la mattina sia un mollusco, un essere privo di spina dorsale, pronta a tutto pur di non alzarmi, capace di inventarmi malori, scuse, contrattempi e piogge di rane pur di dormire quegli ultimi tre minuti.

Credo di avere energie fuori della media, come quasi tutte le mamme che lavorano e forse anche un pochino di più. Mi accade davvero raramente di fare solo una cosa per volta, non vado a dormire neanche se mi sparano e sono una specie di mulo: nessuna fatica mi spaventa. Posso anche fare il dritto e arrivare alla mattina dopo senza chiudere occhio, se necessario (esami, poppate, colichette, varie ed eventuali). Ma se tocco il cuscino è finita, poi ci vuole l’argano. Quel sant’uomo tutte le sante mattine che Dio manda in terra scaraventa fuori dal letto cinque persone e si occupa, con modi bruschi ma funzionali, che tutti si vestano, si infilino ciascuno il calzino di propria competenza, che tutti abbiano uno zaino e una merenda. Gli ossi più duri siamo io – Il mollusco – e Il cadavere, affettuoso nomignolo mattutino di mia figlia Lavinia, che essendo il mio clone ha preso da me anche alcune simpatiche caratteristiche, come l’ignavia antimeridiana e la capacità di rompere oggetti solo sfiorandoli.

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14 marzo 2011

Totti e sant’Antonio

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Dunque, partiamo dall’assunto che visto da vicino nessuno è normale. E va bene. Ci sto. Ma come spiegate che mio marito, che visto da lontano sembra un uomo padrone di sé, poco espansivo e poco incline ad esternare i suoi sentimenti (dice che dovrei intuire che prova della simpatia nei miei confronti dal fatto che non mi lascia), mi telefona dal lavoro privo di voce, cercando di urlare, roco, “doppietta di Tottiiiii”? Io non me lo spiego, personalmente. Chi è questo signore dall’altro capo del telefono?

“Non l’ho vista la doppietta, mi spiace. La tv era spenta, i figli facevano i compiti”. “Sei crudele, sei spietata!” A questo punto dovrei cercare spiegargli con cautela, con molta circospezione, che i nostri ragazzi del derby Roma Lazio possono anche fare a meno (pur preferendolo comunque ai compiti), ma le cautele non bastano. “Allora se non sono tifosi non sono figli miei – decreta – C’è qualcosa che mi nascondi.”

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